Dinamismo di un cane al guinzaglio, il cane nell’arte

Dinamismo di un cane al guinzaglio: Il cane, il migliore amico dell’uomo, una chiara evidenza storica che ritroviamo spesso nell’arte.

Il cane nell’arte

Il cane come migliore amico dell’uomo, è un concetto non solo astratto e radicato nel cuore di ogni padrone, ma anche una chiara evidenza storica che ritroviamo spesso riportata su tela dai più grandi artisti e pittori.

Tiziano Vecellio, Ritratto di Clarissa Strozzi
Nel Rinascimento non è raro vedere ritratti di personaggi appartenenti a casate importanti mentre posano con il proprio cane. Nei ritratti dei bambini e delle dame di solito sono cani di piccola taglia, mentre per gli uomini di una certa mole o cani da caccia.

Nella storia dell’arte il cane ha sempre giocato un ruolo fondamentale, rappresentando quasi sempre un simbolo di fedeltà e amicizia.

Soprattutto in epoca rinascimentale questo animale ha assunto un ruolo di protagonista in numerose opere. Un compagno fedele accucciato ai piedi del suo re, o tra le braccia della dama e dei bambini, compagno fidato del popolo e anche di re ed imperatori, di nobili e personaggi importanti, che con il loro amico a quattro zampe trascorrevano ora di svago e lavoro.

Nei secoli i pittori di tutto il mondo si sono cimentati nel raffigurare il cane in tutti i suoi possibili atteggiamenti, dai più teneri ai più aggressivi, a riprova dell’importanza di questo animale nella vita dell’uomo, dipinti con Levrieri, bassotti, carlini, barboncini, cocker spaniel, maltesi e molte altre razze.

Dinamismo di un cane al guinzaglio

Una delle opere più famose in assoluto che raffigura proprio un cane è “Dinamismo di un cane al guinzaglio” dell’artista futurista Giacomo Balla. Un olio su tela di cm 91 x 110 realizzato nel 1912, che ora è conservato negli Stati uniti, nella Albright-Knox Art Gallery di Buffalo.

Ragazza con cane bianco, Lucian Freud
olio su tela, 76cm x 101,5 cm, Tate Gallery di Londra


Una delle tante riflessioni sul tema del movimento, molto caro agli artisti futuristi, qui viene ben rappresentata proprio da un cane; Diverse immagini sovrapposte di zampe e coda, come si trattasse di una ripresa fotografica a più scatti. Della padrona vediamo solo le gambe, e l’oscillazione del guinzaglio, mentre porta il suo amico a quattro zampe a fare un’allegra passeggiata, un tipico momento cane-padrone magnificamente rappresentato.

I soggetti non sono totalmente realistici, ma sono ancora ben distinguibili, cosa che non avverrà più nei lavori successivi, dove l’artista si dedicherà a elementi più astratti.

Il cane fedele compagno nei secoli

Antonio Rotta, Un uomo e il suo cane -1828-1903, cm 1024×848

Il legame tra l’uomo ed il cane è qualcosa di speciale che non ha eguali, un rapporto unico e speciale che ha fondamenta nell’albore dei tempi. L’arte ha solo rispecchiato la realtà facendo di questo animale un soggetto prediletto, perché da sempre ha accompagnato i giorni dell’uomo con amore e dedizione.

Animale di utilità, per la caccia, la guardia o docile amico e compagno di vita, un sodalizio quello uomo-cane, ineguagliabile e sincero.

15000 anni fa i lupi lasciarono il loro branco per accompagnare con amore l’uomo nella sua vita ed è anche grazie al lavoro e alle opere degli artisti che ci sono giunte rappresentazioni di razze canine che non esistono più, diffuse in epoca Egizia ad esempio.

Nell’antico Egitto, addirittura il dio della morte, Annubi, era rappresentato da un canide. Quindi ad un cane era affidata la vita ultraterrena degli egiziani, che lo veneravano attraverso i sacerdoti, così come si desume dalle pitture e dai reperti arrivati fino ai giorni nostri.

Durante il Rinascimento vennero svolti dei veri e proprio studi, attraverso la rappresentazione pittorica, studi sulla muscolatura, sul pelo dei cani, sulla loro fisionomia, ed anche sui loro sentimenti e i loro aspetti caratteriali.

“Cane Maltese” o “Cane King” di Edouard Manet
1866, olio su tela 47 x 37 cm. Collezione Msr. Mellon Bruce, New York.


Anche gli impressionisti fecero di questo amico peloso, un soggetto di studio ed arte; Edouard Manet nel suo dipinto del 1866,
Cane maltese, rende con mirabile tecnica non solo la fisicità ma anche l’indole del grazioso cagnolino, uno studio naturalistico sull’animale e sulla sua vita nella quotidianità dell’uomo.

Un legame dunque profondo e destinato a crescere ancora, quello che lega l’uomo a questo animale incredibile che lo accompagna ormai da secoli.

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