Franco Fracassi, un documentarista internazionale a Roma.

Franco-Fracassi_documentarista-documentary-makerAbbiamo incontrato qui a Trastevere nel pieno della Roma storica e viva, Franco Fracassi, documentarista, regista, giornalista d’inchiesta, reporter e scrittore internazionale.

Franco ha iniziato diversi anni fa prima come reporter, il suo primo reportage fu sulla Caduta del Muro di Berlino, poi giornalista d’inchiesta, sempre con giornali indipendenti e combattivi, trattando temi scottanti di politica, guerre, scandali finanziari ed grandi eventi storici. Ha scritto libri d’inchiesta sull’internazionale nera, ha pubblico moltissimi racconti veri e storie vere di luoghi sperduti, sempre in giro per il mondo, dalla Russia al Sudafrica, dall’Estremo Oriente all’estremo nord.

La sua ricerca della verità è in tutti i suoi progetti realizzati, alcuni anni fa ha deciso di dedicarsi alla realizzazione e alla produzione di documentari d’inchiesta nazionali ed internazionali. Ha vinto innumerevoli premi personali e con diversi come miglior produzione di docu-film.

 Franco-Fracassi_documentary-filmmakerFranco raccontaci della tua ricerca della verità, stai cercando qualcosa in particolare?

La verità non esiste. Esiste la menzogna, questo sì. Esistono i fatti, che però prendono vita solo attraverso il racconto: la notizia. E la notizia è necessariamente viziata dal punto di vista. Se c’è una cosa di cui sono alla ricerca è la scoperta del meccanismo che renda consapevoli le persone delle menzogne, delle notizie interpretate male per ignoranza, pigrizia, incapacità o dolo e delle notizie omesse. Quando questo accadrà vivremo in un mondo migliore.

Un regista documentarista che particolarmente ammiri?

Ce ne sono tanti. Diciamo che non ammiro i registi e i documentaristi troppo intimisti, coloro che non hanno capito che un’opera è sempre al servizio di chi ne usufruirà (il pubblico) e non di coloro che l’hanno realizzata.

Alcuni registi geniali del passato hanno dato una loro visione su inchieste varie soprattutto eventi storici/politici…come è la tua visione?

Purtroppo c’è la tendenza a prendere per buona la versione ufficiale degli eventi. Come per le notizie semplici, anche le inchieste sono inquinate da ignoranza, pigrizia, incapacità e dolo.

In passato la produzione e la regia era per pochi eletti, quelli che avevano le possibilità di viaggiare e potevano permettersi l’attrezzatura, come è oggi?

Oggi è alla portata di tutti. L’attrezzatura costa poco ed è sempre più facile da utilizzare. Così com’è molto più facile ed economico viaggiare. Quello che, purtroppo, è ancora nelle mani di pochi è la conoscenza, componente essenziale per fare un buon lavoro.

Il tuo percorso ti ha portato in vari luoghi del mondo, continui a sperimentare?

Non mi fermo mai. Sperimentare dovrebbe essere il pane quotidiano di tutti. Per farlo, però, ci vuole coraggio.

Racconti di luoghi sperduti, cosa vuoi lasciar al pubblico del grande schermo?

Più che luoghi sperduti, vorrei lasciare le basi per la conoscenza e l’interpretazione del mondo che ci circonda.

Con il tuo lavoro cosi appassionato e in piena ricerca di libertà, penso che qualcuno lo hai fatto arrabbiare, o no?

Tanti, anche tra persone che teoricamente avrebbero dovuto pensarla come me. Quando qualcuno si arrabbia da una parte mi dispiace, dall’altra mi fa felice, perché per produrre informazione efficace bisogna far arrabbiare per forza qualcuno.

Come nascono le storie in breve e come le sviluppi in docu-film?

Penso alle storie di cui gli altri non parlano o alle storie più note che sono state raccontate dal punto di vista sbagliato. Una volta scelta la storia ricerco tutte le informazioni possibili già pubblicate. A quel punto scelgo cosa raccontare e con quale taglio.

Raccontaci…quello più visto dei tuoi innumerevoli lavori è Zero – inchiesta sull’11 settembre?

Sì. È il film più visto. Non solo tra i miei film. Frutto di un lavoro di quattro anni svolto da molte persone. La cosa che mi rende orgoglioso è che si tratta di un film ancora attuale.

Quale è la tua prossima avventura?

Spero la nascita di “The IndyGraf”

Come e quando nasce questo progetto the Indygraf?

L’idea mi è venuta un anno fa, di questi tempi. Ero stufo di informazione drogata e, soprattutto, di informazione rivolta agli stessi operatori delle notizie e non al pubblico, specialmente a quello più giovane.

Cosa è che gli altri davvero non raccontano?

Semplificando, non raccontano quello che non gli dicono di raccontare.

Al giorno d’oggi con l’arrivo del digitale e internet tutto è messo a disposizione di tutti. Un articolo o documento può arrivare a milioni di osservatori in pochi secondi, che a loro volta possono condividere l’elemento generando in pochissimo tempo un circuito virtuoso senza confini…dimmi cosa ne pensi? Esistono, secondo te, dei limiti?

Limiti non ce ne sono, il futuro non li pone. Ma nemmeno il presente. Non sono convinto, però, che questo sia un bene. In molti casi troppe informazioni a disposizione generano confusione o, addirittura, pigrizia. Prima di internet c’era maggiore fame di notizie.

Franco-Fracassi_documentarista-documentary-film-makerELENCO DOCUMENTARI AL 2015

Zero – inchiesta sull’11 settembre (2007)
Sangue e cemento (2009)
Le dame e il Cavaliere (2010)
Blue Ghosts (2011)
Afghanistan (2011)
One – inchiesta su Al Qaida (2011)
Le stigmate e il denaro (2012)
Sequestro Moro, sentenza di morte (2012)
The Summit (2012)
Berlusconi, la genesi (2013)
La fabbrica delle rivoluzioni (2013)
Roma kaputt mundi (2013)
N – ndrangheta (2014) 

In conclusione
La sua essenza di uomo, di studioso ricercatore nelle sue sperimentazioni, alla ricerca perenne della Verità. Perché come ci dice, parlando dell’Italia: “Se in questo Paese si vuole fare giornalismo serio e non supino bisogna essere indipendenti. Solo così si può indagare su chiunque o su qualunque cosa liberamente”. Io ne sono pienamente d’accordo. Che ne pensate voi?

 

 

 

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