Dal 05 luglio al 02 agosto 2025 Agarte – Fucina delle Arti inaugura la Galleria del Conte Giovanni, nuovo progetto galleristico dello storico Castello di Fumone, con l’esposizione “Trasformazioni in viaggio”: opere di Antonella Iris De Pascale, a cura di Alessandro Giansanti.
La Mostra è un “contenitore “di lavori esclusivi , comprensivi anche di una selezione di inediti e di tele storiche dell’Artista Fiorentina Antonella Iris De Pascale che nel corso degli oltre 40 anni di produzione e ricerca ha rappresentato e rielaborato il concetto di “anima “ e di “ viaggio dell’anima “ e costituisce la terza tappa del progetto in divenire e percorso itinerante e monografico dal titolo “Trasformazioni in viaggio”.
Il Progetto è nato nel 2020 in Toscana, poi si è spostato in Puglia ed ora è alla sua terza tappa, nella suggestiva cornice del Castello di Fumone, con “ l’idea di rappresentare i momenti significativi della produzione artistica di quarant’anni di pittura di Antonella Iris De Pascale in relazione a quelli che sono gli argomenti principali: la danza, il viaggio e l’uomo. In questi tre contenitori Antonella si muove con tecniche miste, unendo immagini, fotografie, pittura e dettagli dei posti visitati. E’ una mostra “ in divenire”, una mostra che diventa anche un po’ un viaggio” turistico” della memoria dell’artista nei luoghi ”, queste le parole del Curatore Alessandro Giansanti.
Visitando l’esposizione sono proprio questi concetti a balzare all’occhio : tutto il lavoro e la ricerca dell’Autrice sono stati ampiamente ispirati a e da luoghi, eventi, ed altri particolari su cui la De Pascale ha posto l’ attenzione durante alcuni viaggi e che – straordinariamente – le hanno consentito l’elaborazione e la realizzazione di opere connotate dall’unione di elementi caratterizzanti luoghi come il Salento, l’Argentina, il Marocco e l’Andalusia, sempre in stretta correlazione al concetto di “ viaggio dell’anima “.
“ Io tratto dell’anima : l’anima dei luoghi, l’anima delle persone l’anima intesa come quella parte invisibile dell’esistenza che io rappresento attraverso luoghi attraverso situazioni e quindi diciamo che nei miei viaggi sia viaggi fisici che viaggi psicologici, io racconto piccole storie, parto molto spesso da un lavoro anche fotografico e poi c’è una rielaborazione” queste le parole di Antonella Iris De Pascale che ha spiegato il lavoro di gran parte della sua vita artistica e professionale che, da circa 25 anni, la vede anche dedita allo studio della psicologia, all’attività di counselor ed arteterapia, portandola a lavorare con tutti gli strumenti grafico – manipolativi e pittorici finalizzati alla creazione di processi di empowerment della risorsa creativa.
L’esposizione è articolata in tre sezioni: la prima dal titolo “ danzando la vita “ ove il concetto di “ vita “ è ovviamente legato al concetto di anima che l’artista rappresenta e qualifica come “ quell’energia invisibile che non si vede, ma che esiste nei luoghi e nelle persone”.
Nella serie di quadri esposti nella prima sezione è sempre presente la danza, intesa come “ movimento”, poiché “ in fondo danzare è un modo sublime per dichiarare che sono vivo”, come si legge in didascalia esposta.
Presenti anche elementi che rimandano ai paesaggi dell’Andalusia, fotografati, elaborati e trasformati in post produzione dall’Autrice.
Nella seconda sezione sono presenti opere ispirate a luoghi visitati nel corso degli anni dall’Artista come il Salento, che viene messo in connessione con il ballo del Tango, proprio della città di Buenos Aires, con la passione e l’amore, ma anche il Marocco, ove l’Autrice racconta di aver avuto una grande trasformazione.
Sempre in didascalia si legge : “ Viaggiare in fondo e scegliere di vivere più intensamente di scoprire che l’ignoto non è da temere, ma è da abbracciare perché è lì che si nasconde la parte più vera di noi stessi”.
Altre opere presenti nella seconda sezione rappresentano la Francia, la Provenza, il Messico, l’Africa e, ovviamente, l’Italia.
Nella terza sezione dell’esposizione il viaggio viene interpretato dalla De Pascale come “ incontro” e “ destino”, da qui l’elaborazione dei concetti di viaggio tra destino e destinazione.
In questa sezione il tema centrale è proprio l’uomo e la sua esistenza, che l’Artista elabora come “ l’uomo che indossa maschere per sopravvivere, per nascondersi, talvolta per giocare con il mondo e con se stesso, l’uomo che sa lasciarsi ingannare e proteggere eppure si lascia illudere, facendo sogni troppo fragili per resistere al peso del reale l’anima, l’uomo che cade, si ferisce ma non smette di cercare”.
Nella stessa modalità sono resi i personaggi di Marilyn Monroe, la Diva che si abbuffa compulsivamente e la Diva che mangia carote per dimagrire, ed anche il film “ La miglior offerta” di Tornatore, del quale viene interpretato il personaggio di Virgil Oldman, in chiave socio politica.
Il “ collezionista” di arte Oldman viene reso all’osservatore come un uomo che entra solo relazione con i propri quadri raffiguranti donne, con la propria collezione di amanti: è un uomo arido, che non conosce le emozioni e l’amore, un uomo che ha contezza solo di quanto contempla nella sua stanza dove, ad un certo punto, dai quadri raffiguranti le donne che “ colleziona” fuoriescono fantasmi che si rivoltano contro e che, nel momento in cui pensa di aver trovato l’amore, lo inganneranno perché celati dai suoi stessi sentimenti.
Altrettanto realistica è l’opera “ luci sul palcoscenico della follia” : in cui ognuno dei cinque personaggi raffigurati ha una patologia specifica, tutte interpretate dall’Autrice in ragione del fatto che secondo la stessa “ Siamo in un secolo di follie”.
Presente nelle opere, ovviamente, anche la città di Firenze, ed in particolare la ribellione dei futuristi.
Una vera e propria trasformazione in viaggio, in un viaggio che non termina perché l’anima è eterna e la vita è in continua trasformazione.

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