L’attesa è stata ampiamente ripagata. Dopo un’intensa stagione di concerti in Europa la scorsa primavera-estate, che ha visto diverse date anche in Italia con partecipazione a festival come Umbria Jazz e Dromos Festival, gli Yellowjackets sono tornati dagli USA per un nuovo tour autunnale. L’unica data italiana, imperdibile, si è tenuta il 7 novembre al Manerbio Jazz Festival 2025. La rassegna si conferma così un appuntamento di primaria importanza per gli appassionati di jazz e fusion in Italia.
Il comune di Manerbio, Tre serate al Teatro Politeama (Piazza Bianchi 2, Manerbio – BS) con grandi artisti del jazz internazionale

Nato nel 1996 su iniziativa della Civica Associazione Musicale “S. Cecilia” di Manerbio, il festival ha avuto una prima fase durata fino al 2008.
Nel 2021 il festival è stato rilanciato da un gruppo di appassionati guidati da Gabriele Guerreschi con l’obiettivo di elevare la qualità artistica dell’evento portando sul palco del Teatro Politeama di Manerbio nomi illustri del jazz sia italiano che internazionale. L’edizione 2025, che ha segnato la sua effettiva 18a edizione, ha colpito nel segno.
L’edizione ancora in fase di svolgimento, ha presentato un cartellone di alto livello distribuito su tre date:
• 31 ottobre: L’eleganza melodica del pianista statunitense Emmet Cohen Trio.
• 7 novembre: L’energia inconfondibile degli Yellowjackets.
• 14 novembre: Il progetto innovativo ”Frammenti” di Giovanni Falzone e la Reddolphins Big Band.
Ma veniamo in particolare alla seconda serata, quella degli Yellowjackets.
Parlare degli Yellowjackets significa ripercorrere un pezzo fondamentale della storia della fusion moderna. La band si forma negli Stati Uniti nel 1977, inizialmente come sezione ritmica e d’accompagnamento per il chitarrista blues e jazz Robben Ford.

Il loro debutto ufficiale come Yellowjackets nel 1981 non è stato solo un cambio di nome, ma l’affermazione di una identità sonora ben definita.
Il loro stile, un jazz-funk vibrante, si è posto come un’evoluzione rispetto a giganti come i Weather Report. Il loro approccio ha precorso i tempi, anticipando la fusione organica di elementi jazz, R&B e funk, un sound caratterizzato da armonie sofisticate e da un groove assolutamente irresistibile.
In oltre quarant’anni di attività gli Yellowjackets hanno prodotto 25 album in studio, 3 live e 3 raccolte.
Il loro prestigio internazionale è confermato dalle 17 nomination ai Grammy Awards. La notizia della più recente, per l’album “Fasten Up” come “Miglior Album Jazz Strumentale”, è arrivata proprio il giorno della loro esibizione a Manerbio, un ulteriore sigillo di attualità.
Di Grammy ne hanno vinti due: il primo nel 1987 per “Miglior performance strumentale R&B” per la canzone “And you Know That” e il secondo nel 1989 per “Miglior performance jazz fusion”.
La formazione, nel corso della sua lunga attività, ha subito diverse variazioni ma nonostante ciò il nucleo fondante della band è rimasto una costante. Oggi, gli Yellowjackets vantano una formazione di assoluto livello che coniuga esperienza storica e linfa nuova:
• Russell Ferrante (Tastiera e Pianoforte): Uno dei membri fondatori e l’architetto sonoro del gruppo, la cui scrittura e le cui armonie sono l’elemento portante e riconoscibile della musica Yellowjackets.
• William Kennedy (Batteria): Entrato nel gruppo nel 1986, è il motore ritmico, noto per la sua versatilità e il suo drumming potente che spazia con disinvoltura dal funk al jazz più complesso.
• Bob Mintzer (Sassofono e EWI): Un pilastro della band dal 1990, è un sassofonista e arrangiatore di fama mondiale. La sua presenza ha elevato lo spessore compositivo e solistico del gruppo.
• Dane Alderson (Basso): Il membro più recente, unitosi nel 2015. Il bassista australiano porta una prospettiva moderna e un groove profondo, essenziale per l’attitudine jazz-funk della band.
Il concerto è stato un viaggio attraverso la loro ricca storia. Non sono mancati i brani tratti dal loro ultimo lavoro, tra cui la title track “Fasten Up” e “The Lion”, ma il pubblico ha potuto apprezzare anche pezzi storici e tributi significativi. In particolare, è stata eseguita “Like Elvin”, un omaggio a Elvin Jones, lo storico batterista del John Coltrane Quartet. La risposta del pubblico è stata entusiasta, culminata in due bis.
La performance degli Yellowjackets al Manerbio Jazz Festival 2025 non è stata solo un concerto, ma una potente e vibrante celebrazione della storia e del futuro della jazz fusion.

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