Roma silenziosa

Ho avuto la fortuna di attraversare Roma in lungo ed in largo da reporter in questi 2 mesi di look down e mi si è aperto un sipario sconosciuto. Sono nato in questo splendore, la ho amata questa Roma, ma stavo gradualmente scivolando in uno sconforto profondo per la decadenza morale ed urbanistica degli ultimi anni.
Il silenzio, l’assenza di movimento, la purezza dell’aria è una esperienza che ho vissuto solo nel deserto del Sahara. Ma qui l’occhio ha potuto spaziare attraverso bellezze artistiche senza uguali che nessuna città al mondo possiede.
Vederle senza traffico di macchine, senza grovigli umani è completamente diverso.
Sembra di essere in un day after, dopo un’estinzione di massa, dove intorno a te vedi le vestigia di una Roma Imperiale, Rinascimentale e Barocca: l’immaginazione viaggia verso gli artigiani ed i maestri che gli hanno dato forma, verso quei tempi. Il Bernini che scolpisce la Barcaccia in piazza di Spagna mentre due anatre solitarie conquistano uno spazio completamente privo di umanità. Sempre lui, il Bernini, a dirigere i lavori della fontana dei quattro fiumi in piazza Navona per realizzare lo sfarzo della famiglia Pamphili che fece di quella piazza il cortile del suo fastoso palazzo e lì di fronte il Borromini a dirigere la costruzione della chiesa di Sant’Agnese. Il cantiere di san Pietro con Bramante e Michelangelo.
Solo la presenza delle autovetture parcheggiate nelle strade rompe l’incanto e porta al presente.
Una Roma con scorci e squarci di bellezza pura, inarrivabile, un succedersi di scenari surreali ed immobili che nessuno aveva visto prima nemmeno in un film.

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