La 70esima edizione del Film Festival di Cannes

Dalla Cerimonia di apertura del 17 maggio 2017  alla Cerimonia di chiusura dei Palmari d’Oro del 28 maggio
-Cité e Palais des Festival et des Congrés.

Una esperienza trasversale, tra cinema industry e 7.ma arte, per celebrities, filmmakers, distribuzioni, produttori, festivaliers.
Ovvero la promessa di una vita migliore, assieme.

70esima edizione rosso ardente con oro brillante.

Questi i colori della affiche che afferra, e fuori schema : Claudia Cardinale, una delle donne, attrice, più bella di quei rivoluzionari anni ’50.
A piedi nudi, che danza, sui tetti, di Roma.

E’ a BRONX Agence che va universalmente dichiarato l’apprezzamento per il cartellone dell’identità visuale del Festival, che ne marca proprio lo spirito:
già a metà anni ’80 i ragazzi di Bronx Agence erano un assoluta avantgarde di buon gusto, istintualità estetica e di servizi, savoir-faire. Questi parigini..

Claudia Cardinale
Bellezza unica perché ?

perché solare, e, notturna, delicata, ma incisiva, schietta, enigmatica, Visconti la volle, ma anche Fellini, Bolognini, Zurlini e Comencini, e soprattutto Sergio Leone e Damiano Damiani.
e perche si è aggiudicata quel Leone e quell’Orso d’Oro alla Carriera, 5 David e altrettanti Nastri d’Argento.

E’ proprio questo cartellone, che Claudia testimonia, a incidere e far incedere le intenzioni del Festival di questo anno :
evento gioioso, volitivo, attento, battagliero, ma sopratutto chiaro, e libero.
E su questi principi si innesta anche, ora, la vittoria di Macron che aleggia.

E Monsieur Croisette, Laurent Weil, che coordina l’organizzazione del Festival a Cannes, un grattacielo di operazioni che quest’anno prevede anche una delicatissima sicurezza.
Pastori tedeschi, polizia, e gendarmerie passano a controllo con rapidità e accuratezza sia le Ferrari che si infilano come perline colorate agli accessi dei Grand Hotel, che le Renault all-black vettura ufficiale del Festival : il cofano va aperto, anche quando stanno per prelevare celebrities da condurre al red carpet, e il cane addestrato diligente verifica –in questo caso sarà addestrato a polvere da sparo, liquidi infiammabili…

Monsieur Weil è il Signore de ‘ la cravatta nera ‘ e di “ io lo farò “. L’’unico festivalier dispensato da black-tie 24h : per lui smoking con cravatta, sottile, nera ( un po lagerfeldiana ), come per questa sua impronta nel proprio dress code non è l’uomo mai del “ lo farei “. E sono 30 anni che lo fa lui, il Festival.

Tutto questo rosso che si staglia sulla nuance azzurro cote d’azur accende la lucina rossa della salivazione per il nostro reportage con periscopio.
E la nostra lucina rossa è il cartellone, grazie a tutte le sue Categorie appetitoso:

Competition
Un Certain Regard
Out of Competition
Special Screenings
Cinéfondation
Short Films
Cannes Classics
Cinéma de la Plage
ACID
Marché du Film

27 Paesi presenti da tutto il mondo nella selezione operata dal presidente del Festival, Gilles Jacob, e Mensieur Thierry Frémaux delegato generale con la sua squadra.

Nonostante gli importanti sfarzi ed impegno di Cina nella scorsa edizione quest’anno la Cina non è in selezione, e così pure l’India.
Durante la Press Conference ad Aprile è stato spiegato la cosa è dovuta “ alla mediocrità del prodotto inviato dai candidati “. A noi rimane difficile veramente pensare non siano invece le ragioni di macro-economia mondiale a trainare una decisione.

La Cina ha acquistato o no il debito pubblico USA ?

Comunque interessa invece una presenza fitta dei Paesi del sud-est europeo fino a Russia in questa edizione, una leggera presenza italiana, oltreché la Kidman in ben quattro diversi film.

Il Festival quest’anno è under the spell del veterano Pedro Almodovar che dirige una giuria composta di quattro celebrities maschili e altrettante quattro femminili del globo.
Otto personalità chiave aggiudicheranno la Palma d’Oro :
Maren Ade, Fan Bing Bing, Park Chan, Jessica Chastain, Agnés Jaoui, Will Smith, Paolo Sorrentino e Gabriel Yared.

Possiamo sospettare che codesta bandiera preannunci una premiazione Palmares 2017 a film-maker di genere ?

E, di grazia: perché Will Smith nella Giury ?

Commenti cinici e stupiti aleggiano nell’etere attorno Cannes e il Pianeta in merito alla faccenda Netflix.

Nasce prima il fine o il mezzo ?

E Almodovar si è molto, apertamente irritato alla conferenza stampa d’apertura dello scivolone ( ? ) francese Netflix.

Su invito del Festival, l’italiana Monica Bellucci ha accettato il ruolo di Madrina delle Cerimonie di questa edizione del festival del cinema più vero e professionale che ci sia.

Quindi perché proprio la Bellucci ?

L’amicizia della Bellucci con il Festival risale al 2000, quando montò la scalinata rossa per presentare Under Suspicion di Stephen Hopkins. Tornò due anni dopo per le polemiche su Irréversible di Gaspar Noé.
Membro della Giuria nel 2006 sotto la Presidenza di Wong Kar-wai, negli anni successivi tornò per Tullio Giordana alla Official Selection, e Don’t Look Back di Marina de Van.
Nel 2014, calcò la Croisette per Le Meraviglie di Alice Rohrwacher, che portò a casa il Grand Prix Speciale della Giuria.

La sua carriera indica una disponibilità tra generi cinematografici, dal drammatico alla commedia passando per sentimentale e fanta; a scelte eclettiche e, osé.
Ha comunque girato per registi di pregio : Bertrand Blier, Danièle Thompson, Francis Ford Coppola, Terry Gilliam, Mel Gibson, Sam Mendes, last but not least Spike Lee e nell’ultimo Kusturica On the Milky Road -to be released, almeno in Francia il 12 Luglio. Nonostante Kustorica, la Bellucci è sempre la Bellucci: plastica.
-il film lo vedremo per quella scena di quando rincorre il suo uomo mentre imbraccia la tanica del latte come un loro bebé, e se ne fa una doccia bellucciana -evocativa dell’eros.
Monica appare nel cast della terza stagione del Twin Peaks di Lynch -presente al Festival in una nuova sezione di eventi speciali : tv serials.
Le consegnano il testimone di MC a retrocedere : Laurent Lafitte, Lambert Wilson e Audrey Tautou.

Lo sguardo invece da Madrina di Un Certain Regard sarà di Uma Turman, impareggiata musa di quel muso duro di Tarantino.
Nonostante il suo recente ‘ certain regard de botox ‘ crediamo in lei.

Sarà la sua testa sensata a premiare la selezione di quei lavori della cinematografia contemporanea unici nel loro intento, intenzioni ed estetica.
Negli ultimi paio d’anni, il premio Un Certain Regard è andato al cinema ungherese di Mundruczó con WHITE GOD -che quest’anno torna ( ! ) in selezione con JUPITER’s MOON –film drammatico e surreale come il precedente.
Come i giovani nobili cineasti in esordio de IL FIGLIO DI SAUL di Lázslo Némes che portò alla casa di produzione budapestina dei Gabor, Sipos e Rajna, il Grand Prix of the Jury oltreché una presenza ininterrotta del film nelle sale magiare dalla sera della prima di giugno di due anni fa, a oggi.
Quest’anno l’Ungheria sarà presente con ben tre produzioni.

Inaugura questa edizione dopo decenni di grandi produzioni da alti incassi americane, un film francese, Le Pantome de Ismael, ed anche la cerimonia di apertura è stata francofona quest’anno.

Passo e chiudo e, che Cannes sia con me .

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