LA CANTATRICE CALVA di Eugène Ionesco

ph. Baldassare Amodeo

ph. Baldassare Amodeo

di Eugène Ionesco
traduzione Gian Renzo Morteo
regia Massimo Castri
in collaborazione con Marco Plini
con Mauro Malinverno, Valentina Banci, Fabio Mascagni, Elisa Cecilia Langone, Sara Zanobbio, Francesco Borchi
scene e costumi Claudia Calvaresi
progetto luci Roberto Innocenti
musiche Arturo Annecchino
assistente alla regia Thea Dellavalle

(Teatro Vascello 31 marzo – 4 aprile 2015)

Un mondo borghese, digiuno di senso. Un quadro illogico, assurdo, dove regna incontrastata la deliziosa incomunicabilità di tutti i personaggi. Il deserto di emozioni che ripara le diverse coppie in scena dalla comprensione mondiale è lo specchio di un’umanità perduta nei suo controsensi, ipocritamente convinta di credere in tutto quello che non fa, e non dice. Perduta per sempre nei discorsi che non hanno più motivo di uscire dalla bocca. Siamo tutti uguali, davanti a noi stessi, siamo in fondo gli stessi, insipidi e monotoni come una canzone stanca che nessuno canta. Una storia inventata per far passare il tempo, che tanto da solo non passa, una casa in serie, un fatto che accade esattamente uguale a come poteva accadere se non fosse accaduto.
E una protagonista – quella del titolo – che non c’è, elemento principe del testo che non rimanda a nulla, un personaggio che non ha voce, neanche capelli, eppure si pettina. Sempre alla stesso modo.

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