Mangiare romano a Roma: dove vanno i romani

I romani frequentano le Osterie fin dai tempi dell’antica Roma, anche se più propriamente il termine “osteria” in realtà è più moderno (secoli XII e XIII), e deriva dall’antico francese oste,  che a sua volta deriva dal latino hospite. L’etimologia del termine oggi richiama la funzione del luogo che è quella dell’ospitalità.

Spesso si usa anche il termine trattoria, tipicamente italiano, che indica un locale popolare destinato alla vendita e consumazione dei pasti in loco. Il termine deriva da trattore, “oste” che a sua volta viene dal francese traiteur, derivato di traiter, “trattare, preparare”.

Durante il periodo dell’antica Roma imperiale esistevano locali simili alle osterie/trattorie che erano chiamati enopolium oppure anche thermopolium quando si servivano anche cibi e bevande caldi, per la precisioni venivano riscaldati in grandi vasi di terracotta incassati nel bancone esattamente come sono stati ritrovati negli scavi dell’antica città di Pompei.

Le osterie durante la storia da luoghi esclusivi per il ristoro divennero pian piano anche luoghi d’incontro e di ritrovo dove ci si incontravano uomini e donne e si intrecciavano relazioni sociali. Come da tradizione il vino era l’elemento centrale poi il cibo, ma in alcuni casi anche le camere da letto e in altri casi la prostituzione.

La storia delle osterie romane si intreccia spesso a quella dei Papi che avevano istituito una tassa sui consumi di vino e sono molti i Pontefici che nel tempo hanno aumentato le imposte come ad esempio Urbano VIII, o come l’editto di Leone XII che proibì il consumo di vino nell’osteria stessa a meno che non si ordinasse anche del cibo.

Roma, le osterie dove mangiare la cucina romana della tradizione.

Sebbene sia la città eterna Roma, dal punto di vista culinario è sempre stata in evoluzione attraverso costanti contaminazioni nazionali e internazionali e negli ultimi tempi assistiamo anche agli esperimenti di cucina tradizionale “creativa” e spesso assistiamo a poco tradizionali miscugli di sapori e di colori in portate che i ristoratori più audaci cercano di propinarci. Per questo motivo sta nascendo sempre di più una forte nostalgia per i piatti storici e tipici della nostra tradizione.

Gli antichi sapori, che provengono dal glorioso passato, ci donano gusti essenziali che non riusciamo a trovare nella cucina creativa o cosiddetta “gourmet” che ci propongono i molti nuovi locali che aprono in città.

La cucina Romana tradizionale è quella popolare, del tutto informale, caratterizzata dai profumi che provengono delle cucine delle classiche osterie e trattorie come un tempo,  “de na vorta”, dove in cucina la vecchia zia o la nonna – e non lo chef – propongono solamento ricette tramandate da generazioni dove non si butta mai niente.

A Roma la maggior parte delle osterie si trovava a Trastevere tanto che nell’Ottocento se ne contavano quasi 600, frequentate da malavitosi, perditempo, prostitute, giornalisti e letterati, poeti e artisti.
Nel menù non mancavano mai piatti tipici della tradizione popolare romana, come la trippa, il gallinaccio e l’immancabile abbacchio.

Ecco una breve lista di Osterie e Trattorie suggerita dai nostri redattori e lettori, dove si può mangiare cucina tipica romana.

Nello storico quaritere di Testaccio troviamo Nuovo Mondo in via Amerigo Vespucci 15, dove con un servizio da classica trattoria romana si mangia Baccalà fritto, supplì, la carbonara e altri primi piatti popolari ma anche la piazza, fina come piace ai romani.

Restando a Testaccio , per una pizza tonda romana doc molti consigliano di provare Da Remo, in Piazza di Santa Maria Liberatrice 44.

Una pizzeria storica e totalmente informale la troviamo nel quartiere di  Trastevere, da non perdere l’atmosfera popolare che troviamo Ai Marmi, chiamata L’Obitorio dalle persone del luogo, è in Viale Trastevere 53. Tipica pizza Romana e tipici antipasti popolari come crostini, bruschette, fiori di zucca fritti e tanto altro.

Ancora a Trastevere se si vuole una pizza più alta , la tipica romana è infatti molto bassa e fina, ci consigliano di provare Dar Poeta in Vicolo del Bologna, 45.

Spostandoci verso a Ponte Milvio ci consigliano di provare Il Quinto quarto in Via Flaminia, 638. Ambiente curato e non è proprio un’osteria poco attenta alla forma dove molti vanno per la pasta alla carbonara.

Lontano dalle zone turistiche nel quartiere Marconi/Portuense vicino al tevere gli studenti della zona consigliano il Ristorante Pizzeria ArVolo situato in Lungotevere di Pietra Papa 55.

Sempre più lontano dal turismo, se vogliamo trovare un luogo di pace e tranquillità, lontano dallo smog cittadino, in un contesto agreste la scelta che ci viene consigliata è quella di andare al Cobragor (Co.br.ag.or) Cooperativa braccianti agricoli organizzati” in Via Giuseppe Barellai 60 un area in agriturismo di 40 ettari nella Riserva Naturale dell’Insugherata sul Monte Mario, il colle più alto di Roma.

Verso la periferia troviamo il Quagliaro Alessandrino a Largo Mola di Bari 17, è una tipica osteria/trattoria romana che, come si può capire dal nome, è specializzata in quaglie oltre a poter scegliere tra tutti i piatti romani più popolari.

Nei sobborghi di Pietralata, per chi ama posti dove il turista non viene quasi mai, una pizza romana è gradita presso la Pizzeria di Quartiere Pietralata in Via di Pietralata 146 a volte , e soppratutto il fine settimana, è molto affollato con servizio molto informale.

Sempre a Pietralata i locali ci segnalano Lanificio Cucina in Via di Pietralata 159A, dove ci dicono che i piatti non sono nulla di straordinario ma il posto si affaccia sul fiume Aniene e l’atmosfera del loft-on-the-river, con le sue ampie vetrate e l’interessante design degli interni, è un luogo da non perdere. Questo posto è piuttosto noto nel quartiere per il brunch del fine settimana.

Nel quartiere più centrale e borghese di Prati consigliamo un luogo dove prendere uno snack o meglio mangiare un’ottima pizza al taglio romana; il Panificio Bonci, in Via Trionfale 36, non è un vero ristorante, ma Gabriele Bonci è considerato uno dei migliori fornai a Roma e la sua panetteria nel quartiere Prati merita sicuramente una visita. Ottima pizza a taglio,  ma anche croissant, biscotti, pane e tanti prodotti da forno. Non è una panetteria economica ma a volte ne vale la pena.

In pieno centro storico, dove è impossibile non incappare in turisti, segnaliamo accanto a Campo de’ fiori il ristorante Grappolo d’oro, in Piazza della Cancelleria 80, per alcuni veri romani che abitano al centro storico, che per la cronaca sono oramai pochissimi, è diventato il punto di riferimento per la cucina romana in zona. Pur essendo super affollato da turisti c’è attenzione nella presentazione dei piatti. Uno di quei luoghi dove il personale ricorda spesso che bisogna terminare i pasti non lentamente per liberare i tavoli per nuovi clienti in attesa.

Tornando in periferia , tra il Pigneto e Porta Furba, un ristorante conosciuto è Betto e Mary  in Via dei Savorgnan 99, un’osteria tipica romana in cui il tempo sembra essersi fermato. Ambiente informalissimo con piatti sono quelli tipici della tradizione dove non mancano Animelle carciofi e noci, Pajata, Amatriciana, una scelta di carne equina

Tornando al Centro al confine con Trastevere una storica trattoria è quella della Sora Lella sull’isola Tiberina, in Via di Ponte Quattro Capi 16, sicuramente non economica ma è uno di quei luoghi a Roma che ha una storia conosciuta da tutti quell iche vivono a Roma da generazioni. Elena Fabrizi, in arte Sora Lella e sorella dell’attore Aldo,  proprietaria di questo locale era una tipica cuoca dal puro sangue  trasteverino. Famose a trastevere erano e sono ancora le polpette di Nonna Lella alla Coda alla Vaccinara. Ora gestito dalla famiglia .

Nel quartiere della Garbatella troviamo il Girasole (Via Rosa Raimondi Garibaldi, 26/28) noto nella zona per l’abbondante porzione di pasta alla carbonara. Ottimo come tavola calda è sempre affollata il cui aspetto non certamente alla moda potrebbe trarre in inganno. La filosofia del posto è “porzioni enormi a prezzi abbordabili”

Vicino alla stazione Termini nel quartiere/rione Esquilino alcuni amici ci segnalano la Trattoria Da Danilo, in Via Petrarca, 13. Tipica trattoria a conduzione familiare, gestita da Danilo e da sua mamma. Non è economico ma è considerato una piccola perla della cucina romana  La pasta cacio e pepe ci dicono essere il piatto più scenografico.

Arrivando dal centro storico e oltrepassando il tevere attraveso l’isola Tiberina arriviamo alla tipica osteria informale Roma Sparita, in Piazza di Santa Cecilia 24, è uno di quei localini conosciuti dai locali e oramai anche molto frequentato dai turisti. Oramai per questo un posto non più economico anche se mantiene tavolini piccoli e stretti, dove la forte presenza dei turisti ha portato ad alzare i prezzi anche a pranzo.

Tornando alla Garbatella, di fronte al  bell’edificio del Teatro Palladium consiglio vivamente di provare Il Ristoro degli Angeli in Via Luigi Orlando, 2. Formalmente era l’antico ente del consumo è oggi un’osteria con una bella atmosfera, non certamente economicissima ma dove il rapporto prezzo qualità è molto buono. Piatti tipici con alcune varianti creative di alta fattura che in una trattoria come questa difficile trovare.

Nel quartiere di San Lorenzo segnaliamo Tram Tram, in Via dei Reti 44, vicino alla prima università della Capitale è conosciuo da tempo nel quartiere e dagli studenti. L’ambiente è rustico ed è una tipica osteria romana.

Cesare al Casaletto (via del Casaletto, 45) è uno di quei luoghi dove è veramente diffcile trovare un turista, è nel quartiere di Monteverde Nuovo dove gli stranieri diffcilmente capitano. E’ fortemente consigliato dai locali e dai palati più esigenti.

Sempre lontano dai percorsi tuistici e vicino al quartiere borghese dei Parioli molti consigliano Mamma Angelina, in viale Arrigo Boito 65, si mangia principalmente pesce come vuole la tradizione di una città a pochi chilometri dal mare.

 

La lista è lunga potrebbe continuare ad libitum ma per adesso ci fermiami qui…

About Igor Wolfango Schiaroli

Igor W. Schiarioli si occupa di editoria, scienze e tecnologie. Esperto di "new media" è specialista e appassionato di economia, tecnologie, internet, editoria e nuovi media.

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