PALIO DELLA VITTORIA DI ANGHIARI E IL DIPINTO PERDUTO DI LEONARDO

Ogni anno il 29 giugno, giorno dell’anniversario della Battaglia, Anghiari celebra l’evento con una festa solenne: il Palio della Vittoria, una corsa podistica in costume lungo la strada di Anghiari che nel 1440 fu della famosa battaglia , tra i Fiorentini e Milanesi,  immortalata da Leonardo da Vinci in un dipinto andato misteriosamente perduto.

Anche quest’anno il 29 giugno 2018  nella cittadina di Anghiari, in provincia di Arezzo, si svolgerà il Palio della Vittoria  per celebrare la Battaglia di Anghiari combattuta nel 1440 e conosciuta anche per l’affresco del 1505  di Leonardo Da Vinci di cui se ne è persa traccia.

La 16° edizione dell’epoca moderna si apre nella giornata di venerdì 29 giugno 2018 alle ore 18:30 con la rievocazione storica e con l’arrivo, in Piazza Baldaccio, dei Sindaci e dei gruppi storici dei comuni partecipanti e vivrà il momento più atteso al calar del sole con l’inizio della corsa in salita (1440 metri dalla Cappella della Vittoria situata nella pianura che lega Anghiari e Sansepolcro fino a Piazza Baldaccio) e che assegnerà al Comune vincitore l’ambito palio.

Il video sottostante mostra l’edizione dello scorso anno durante la quale la città di Firenze si è aggiudicata il titolo con Ivan Poggi.

La rievocazione vede la presenza dei gruppi storici dei Comuni di Firenze, Arezzo, Sansepolcro, Anghiari e quest’anno per la prima volta dell’Associazione Culturale Scannagallo, mentre la corsa sarà ripresa e trasmessa in diretta nel web, nel maxischermo posizionato in Piazza Baldaccio e su Teletruria (http://teletruria.it/diretta-tv).
Ogni Comune potrà presentare al via della corsa un massimo di 7 atleti.

Molte le iniziative collaterali che inizieranno da domenica 24 giugno 2018, giornata nella quale sono in programma il “Secondo Torneo Nazionale Arcieri LAM” nel centro storico di Anghiari (dalle 8:30 alle 16:00) e la “Benedizione del Palio” (dalle ore 20:30).

Indietro nel tempo fino al 400 d.c.

Quello di Anghiari ( n provincia di Arezzo) è uno dei Pali più antichi d’Italia e di tutta la Toscana, affonda le sue radici nel 1441 e per quattro secoli ha celebrato la regione e la sua identità culturale. La Vittoria di Anghiari avvenne nel 1440, quando a seguito della Battaglia si stabilirono definitivamente i confini del ducato di Toscana. La cittadina di Anghiari  ripercorre questa festa tradizionale anche se originariamente questo Palio che si correva in contemporanea ad Anghiari e Firenze.
Così ogni anno il 29 giugno, al calare del sole, ogni Comune della Valtiberina in Toscana schiera il proprio concorrenti e ha inizio una corsa a piedi di 1400 metri che parte dalla Cappella della Vittoria e raggiunge Piazza Baldaccio, che rappresenta il cuore della città medievale di Anghiari.
I concorrenti si gettano sul percorso dovendo resistere alle cariche degli avversari, che provano a spingerlo nei fossi per non farlo arrivare per primo al traguardo.

In premio è proprio il Palio, che ornerà il Comune vincitore.

Molto bello e da non perdere è anche il corteo storico che precede la gara, con sfilate in abiti medievali, gli Sbandieratori di Sansepolcro,  i Musici della Giostra del Saracino di Arezzo.

IL DIPINTO PERDUTO, MISTERO DI LEONARDO

Nel 1503 Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti si trovarono a doversi confrontare direttamente ricevendo entrambi, dal gonfaloniere a vita di Firenze Pier Soderini, l’incarico di affrescare due grandi pareti adiacenti all’interno del salone del consiglio comunale di Palazzo Vecchio. Ad entrambi gli artisti gli fu commissionato di dipingere due grandi vittorie fiorentine con dipinti alti 7 metri e larghi 17. Leonardo fu incaricato di dipingere la Battaglia di Anghiari e a Michelangelo quella di Càscina.
Michelangelo realizzò solo il cartone della Battaglia di Cascina che è quasi subito andato disperso e del quale resta oggi solo una copia realizzata dal suo discepolo Aristotele da Sangallo.
Anche l’opera di Leonardo da Vinci è andata perduta e ne rimane la testimonianza attraverso i lavori di Rubens e di Biagio di Antonio della scuola di Paolo Uccello. 

La Battaglia di Anghiari è descritta ironicamente da Machiavelli, che scrisse: “Ed in tanta rotta e in sì lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò”

IL MISTERO DEL DIPINTO

Molti credono che la Battaglia di Anghiari di Leonardo Da Vinci sia una composizione in cui si vede un gruppo di soldati lottare per il possesso di una bandiera con due grossi cavalli in primo piano. Il più famoso disegno della Battaglia di Anghiari è quello di Rubens, realizzato nel 1603. Alcuni addirittura confondono questo disegno con l’opera di Leonardo.  La copia di Rubens è iun realtà posteriore all’originale di Leonardo di circa 100 anni, quindi è possibile che la Battaglia di Rubens sia a sua volta una copia di una copia probabilmente di una parte dell’originale dipinto di Leonardo.

Alcuni pensano che Tavola Doria, realizzata da un anonimo tra il 1503/1505, sia da attribuire a Leonardo come parte dell’affresco della Battaglia di Anghiari. Il dipinto si presenta con meno particolari, grezza e non terminata e, secondo gli storici, è più importante di quella di Rubens a causa della la sua datazione vicina all’originale. L’autore é ignoto ma la critica si divide tra chi la reputa opera dello stesso Leonardo e chi la ritiene una copia di un anonimo fiorentino del XVI secolo dato che nelle bozze di Leonardo per la battagla di Anghiari, non compaiono pugnali, coltelli o comuni armi bianche di dimensioni ridotte, ma solo lance lunghe. Inoltre molti critici fanno notare che lo stile e il “segno” non sembrano proprio quello di Leonardo.

Tra le tante copie esistenti,  forse l’unica interessante appare l’opera di Andrea Commodi che ha realizzato un disegno diverso della battaglia rispetto a quello di Rubens, con aggiunte di altri cavalli e cavalieri e questo suggerisce che nell’originale potrebbero esserci stati molti altri soggetti dipinti attorno al gruppo disegnato da Rubens.

L’INDIZIO DI LEONARDO

Nel Manoscritto Madrid II, a pagina 1r, si trova l’unico indizio direttamente scritto da Leonardo in chiara relazione con il dipinto della Battaglia di Anghiari. In alcune poche righe scritte al centro della pagina Leonardo ci dice che il giorno 6 giugno del 1505 cominciò a colorare.

Al centro della pagina si legge:
” Addì 6 di giugno 1505 in venerdì, al tocco delle 13 ore, cominciai a colorire in palazo. Nel qual punto del posare il pennello, si guastò il tempo e sonò a banco, richiedendo li omini a ragione. Il cartone si stracciò, l’acqua si versò, e ruppesi il vaso dell’acqua che si portava. E subito si guastò il tempo e piovve in siano a sera acqua grandissima.E stette il tempo come notte.”

GLI SCHIZZI DI LEONARDO E LA RICOSTRUZIONE

Recuperando tutti i disegni che Leonardo creò per disegno artistico riguardante una generica battaglia assieme a quelli che sicuramente sono in relazione con quella di Anghiari è stato possibile ricostruire il cartone preparatorio del dipinto perduto. Sono stati quindi ridisegnati tutti gli schizzi di Leonardo e attraverso i documenti storici e le leggende sulla Battaglia si è pensato di inserire alcuni episodi nella composizione.

 

Ricostruzione della composizione della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, 20 x 8 metri

 

Sono state realizzate due composizioni dagli schizzi di Leonardo: una con proporzioni 20 x 8 metri, l’altra di 16 x 8 metri. La prima, più estesa, si adatta perfettamente alla dimensione della parete che fu messa a disposizione di Leonardo. La seconda è più corta in modo che si possa  adattare meglio all’architettura della sala.

Ricostruzione della composizione della Battaglia di Anghiari di Leonardo Da Vinci 16 x 8 metri

 

La composizione è stata realizzata utilizzando tutti i soldati e i cavalieri derivati dai disegni di Leonardo e in primo piano appare il gruppo copiato da Rubens.

L’ANTICO PALIO DI ANGHIARI

Nei dintorni Arezzo, Sansepolcro e Città di Castello, Anghiari è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.  Degni di nota sono lo storico Palazzo Taglieschi, la Chiesa di Sant’Agostino e  il Museo della Battaglia di Anghiari.

Fu nel lontano 1827 che ad Anghiari si corse l’ultima edizione del Palio della Vittoria. A causa dell’ennesima rissa, che costò la vita ad un fantino, il Palio venne definitivamente soppresso. Anghiari, con quel Palio, aveva per quattro secoli celebrato la Toscana e la sua identità culturale: il 29 giugno del 1440, com’è noto, con la celebre e vittoriosa Battaglia si erano definitivamente stabiliti i confini del ducato di Toscana.
Dopo sporadiche e incerte riprese della gara (fra la fine dell’800 e la metà del ‘900), il Palio della Vittoria è tornato con tutti i suoi profondi significat. Per celebrare la Battaglia di Anghiari si correva alla stessa ora anche a Firenze, da Corso de’ Tintori all’Arco di Sanpierino. A Pisa si gareggiò un eccezionale Gioco del Ponte. E Leonardo da Vinci, dipingendola nel Salone dei Cinquecento, ne fece un mito per i pittori di tutto il Rinascimento.
Al tramonto di ogni 29 giugno, dopo l’annuncio della Sfida il corteo, aperto dal Sindaco e dal Gonfalone di Anghiari, si dirigerà alla Cappella della Vittoria dove, alle ore 20, lo sparo della bombarda darà il via alla epica sfida fra i corridori, rappresentanti non se stessi ma i loro Comuni.

Organizzazione

Associazione Palio della Vittoria
Tel. +39 0575 749279

www.valtiberinaintoscana.it/eventi/anghiari/palio-della-vittoria-2018

Come arrivare

Autostrada A1 fino ad Arezzo, S.S. 73 per 30 km oppure S.P. 43 Libbia. Da Perugia, Assisi e Cesena percorrere la E 45, uscita Sansepolcro. Da Rimini e San Marino seguire la S.S. 258 “Marecchiese”.

Informazioni:

Museo della Battaglia e di Anghiari +39 0575 787023

Pro Loco Anghiari +39 0575 749279

www.facebook.com/Palio-della-Vittoria-1547935478781381/

Redazione Rome Central

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