Disturbo narcisistico di personalità

Da settimane, ormai, seguo il giallo di Luigi Criscuolo, detto Gigi Bici, la cui morte come anche il movente restano tuttora avvolti nel mistero. Di questo raccapricciante caso si è resa protagonista televisiva una donna, che si definisce fisioterapista, il cui ruolo nell’intera vicenda è ancora tutto da chiarire. Sulla signora, che ha un’idea esagerata di sé, e verosimilmente allo scopo di depistare si è abbondantemente esposta ai riflettori mediatici, non sottraendosi alle interviste anzi cercandole, ecco, su di lei si è detto che è mitomane, manipolatrice, narcisista.

Luigi Criscuolo, detto Gigi Bici

In questo articolo non è mia intenzione scandagliare le zone d’ombra della mente della signora, o il suo coinvolgimento in questa storia dai contorni macabri, né tantomeno commentare il delitto in sé, ritengo sia compito degli operatori sanitari valutare la personalità della fisioterapista tramite perizie psichiatriche, laddove ovviamente ritenute necessarie dalla magistratura, e sicuramente le indagini portate avanti dagli inquirenti faranno il loro corso fino a stabilire la vera dinamica omicidiaria e le responsabilità umane.
Il mio intento è approfondire il discorso sul disturbo narcisistico di personalità.

Erich Fromm sostiene che “spesso il narcisista raggiunge un senso di sicurezza nella convinzione, interamente soggettiva, della sua perfezione, della sua superiorità sugli altri, delle sue qualità eccezionali, e non attraverso il rapporto che ha con gli altri o attraverso un suo lavoro o risultati reali. Ha bisogno di aggrapparsi all’immagine narcisistica di sé, poiché su di essa si basano la sua auto-stima e il suo senso di identità”.

 

In riferimento a quanto affermato nel DSM-V, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, tale disturbo è caratterizzato da “un pattern pervasivo di grandiosità, nella fantasia e nel comportamento, necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti”. In altre parole il narcisista patologico ha un senso di sé grandioso, si crede un essere superiore, sovrastima le proprie qualità e talenti. Oltre alla vanagloria, caratterizza questo tipo di persona un comportamento arrogante e presuntuoso. Ė un individuo invidioso, sempre per la sua idea di grandiosità, è convinto che gli altri siano invidiosi di lui.

Il narcisista è persuaso che è un diritto essere accolti dagli altri con ammirazione e attenzione, e sceglie le sue amicizie tra la cerchia di persone speciali o appartenenti a un ceto elevato. L’individuo con disturbo narcisistico di personalità è talmente concentrato sulla propria persona che ha difficoltà a riconoscere le emozioni, i sentimenti, le aspirazioni, i desideri degli altri, in altre parole è un soggetto privo di empatia, e in una relazione di amicizia, o in particolare nel rapporto di coppia, porta il suo partner a sperimentare in lui la freddezza emotiva e la mancanza di interesse. Infatti la persona che instaura una relazione con un narcisista soffre proprio per la mancanza di un reale affetto.

Il soggetto con disturbo narcisistico di personalità non si cura se il suo comportamento lede o ferisce i sentimenti altrui, né tantomeno se causa dispiacere o angoscia. I narcisisti patologici sono abili a nascondersi dietro diverse maschere, che corrispondono a comportamenti manipolativi usati per nascondere i propri scopi e la propria condizione.

Ė facile cadere nella trappola di un tale soggetto, specie in una relazione amorosa che a lungo andare si rivela un amore tossico, il partner rischia di rimanere invischiato in una tela di sottomissione e dipendenza affettiva completamente distruttiva.
Chiudo questo mio articolo con un pensiero di Oscar Wilde “Amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita”.

Bibliografia:
DSM-V Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali

 


 

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