ENERGIA E IDROGENO PRESENTE E FUTURO TUTTO ITALIANO

Tutti parlano di energia pulita e rinnovabile a zero emissioni, ma in realtà nessuno ancora l’ha resa facilmente utilizzabile.
Nessuno? No, non è proprio vero, un team di giovani ingegneri italianissimi, Thomas Lamberti, Paolo Olivieri, Marco De Campo, Alberto Traverso e Nicole Provenzali, con molto coraggio e tanto senso della realtà c’è riuscito facendo convivere con non poche difficoltà e tanta elettronica tecnologie già disponibili.
Questi giovani ragazzi si sono messi in cooperativa e dopo 5 anni di studi e test fatti presso l’Università di Genova, al Campus di Savona e in collaborazione con Fincantieri, hanno realizzato un pack energy che, tramite un ciclo chiuso, genera energia ad impatto ed emissioni zero.

H2 Boat, questo è il nome della cooperativa di cui parliamo.
Ora spieghiamo in modo estremamente semplificato come funziona il sistema.
Si tratta di produrre energia da Acqua demineralizzata (quella per i ferri da stiro per intenderci) senza alcuna emissione nociva, quindi con l’elettrolisi si scinde l’acqua in ossigeno, che viene rilasciato nell’ambiente, e idrogeno, che invece viene immagazzinato in serbatoi inox pieni di una sabbia (ioduri metallici) che funziona esattamente come una spugna.

Lo stoccaggio nei serbatoi avviene con una pressione tra le 7 e le 10 atmosfere a temperatura ambiente e non a 700 atmosfere e bassissima temperatura come nelle automobili.
E poi? E poi si fa il contrario; quando mi serve energia prelevo l’idrogeno dai serbatoi, lo miscelo con l’aria tramite una pila a combustibile o fuel cell, generando così energia elettrica ed acqua, acqua che rimetto nel serbatoio da dove è iniziato tutto ed energia elettrica che utilizzerò per le necessità di bordo.
Moto perpetuo? No, poiché in tutto questo processo una parte di acqua viene disperso; quindi dovrò reintegrare una piccola parte di acqua per litro utilizzato, per kw prodotto.
Tutto qui? Ma con quale energia inizia il processo di elettrolisi? Semplice, l’energia si ottiene da pannelli solari, aerogeneratori ed idrogeneratori.
Questa tecnologia, che sembra fantascienza, i ragazzi l’hanno realizzata e resa disponibile per uso diciamo “domestico“ da poter utilizzare su barche a vela, a motore e grandi navi, ma anche in condomini, grandi comunità ecc.. Il test da loro realizzato prevede che una piccola barca a vela, con propulsione elettrica, faccia il giro d’Italia in totale autonomia provvista di un energy pack, un piccolo armadio di circa H80cmL40cm e P30cm per la produzione sia di idrogeno che di energia elettrica ed i serbatoi di accumulo dell’idrogeno sono posizionati nel bulbo senza togliere spazi interni.
Questi energy pack, che arrivano già pronti per essere installati, crescono di dimensioni con l’aumentare dell’energia generata si va da 1kw a 60kw, esattamente al pari di un generatore a gasolio, con la differenza che non fa rumore non inquina e va ad acqua. Solo dettagli? Mah

Veniamo alle dolenti note, quanto costa?
Per ora costa ancora molto, tanto che su piccole barche non avrebbe senso.
Ha senso invece su unità a motore o vela dai 25 metri in su in quanto il costo impianto incide minimamente sul costo finale della barca.
La morale è che se hai voglia di fare e le capacità, i risultati arrivano. Arrivati i risultati sei solo all’inizio, te la devi vedere con la politica e le lobby dell’energia e qui sono le vere difficoltà e le capacità e la voglia di fare vengono messe a dura prova.
Buon lavoro ragazzi e buona fortuna.

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