Fabrizio Frizzi accompagnava i malati a Lourdes!


Fabrizio Frizzi e’ volato in cielo e se c’e’ una persona tra tutte, che merita un posto in cielo, lui e’ tra questi!
Il pubblico lo conosce come personaggio televisivo, ma il suo cuore grande si vedeva anche come artista, la sua cordialita’, la sua educazione e la sua compostezza, sempre pronto a regalare un sorriso, una stretta di mano e una pacca sulla spalla, a chiunque, gente importante e gente meno importante, il carisma di Fabrizio era la sua semplicita’ e spontanieta’ con tutti, ma Fabrizio aveva un segreto che celava nel suo animo sensibile, una forza che gli permetteva di sorridere sempre e avere una parola di consolazione per tutti, anche in momenti difficili della sua vita, come quando stava per nascere sua figlia Stella, che ha affidato alla Madonna, o negli ultimi tempi quando e’ stato colpito dall’ictus ed ha confidato nell’intercessione di Padre Pio…quel Padre Pio che di sicuro gli ha donato altro tempo, seppur breve, pochi mesi da quel primo malore che lo colpi’, fino all’emorragia di pochi giorni fa’, che nella notte del 24 marzo se lo e’ portato via per sempre!
Ma e’ stato tempo prezioso per stare vicino ai suoi cari, a sua moglie e alla sua Stella, e per salutare un ultima volta il suo amatissimo pubblico, che lo ha sempre considerato come “uno di famiglia”e che ha dimostrato un affetto enorme nei suoi confronti.
Quando ando’ per la prima volta a Pietralcina nella Chiesa di Padre Pio, davanti alla salma del Santo, si commosse, e da quell’esperienza rimase sempre legato a Padre Pio…
Frizzi pero’ ha sempre avuto una devozione speciale per la Madonna, a lei affidava le persone a lui care e ogni sua singola giornata, una devozione cosi’ forte con la Madre Celeste che lo ha spinto a recarsi a Lourdes piu’ volte e a trasformare il suo pellegrinaggio in una missione, accompagnando i malati in quella Terra di speranza, impermeata dell’amore Santo della Vergine Maria.
Fabrizio vedeva negli sguardi dei sofferenti, che accompagnava alla Madonna di Lourdes, quella luce che difficilmente si riesce a percepire negli sguardi spenti della gente comune, e di questo lui si alimentava e alimentava la sua fede, come affermava spesso, parlando della sua esperienza a Lourdes : “ negli sguardi di quei malati ho scoperto la forza della speranza e il coraggio di voler lottare per la vita”, sembrano parole profetiche, le sue, perche’ anche lui ha lottato per la vita negli ultimi tempi, ma non solo, ha lottato e si e’ battuto anche per salvare la vita di altri, lo ha fatto donando il midollo osseo a Valeria Favorito, ragazza siciliana di 11 anni, affetta da leucemia, e le salvo’ la vita! Oggi Valeria ha 30 anni e deve il suo futuro a Fabrizio Frizzi che con il suo gesto gli ha donato una speranza…quella stessa che aveva rubato negli occhi dei malati a Lourdes!
Fabrizio dopo anni di silenzio ha svelato questo suo gesto altruistico pubblicamente, ma lo ha fatto per un unico semplice motivo come lui stesso ha affermato :”Ho pensato non bastasse chiedere la disponibilità della gente in tv. Racconto quello che ho fatto solo per provare ad attirare l’attenzione sulla necessità delle donazioni
Fabrizio dunque era un uomo di fede ma anche di concretezze, credeva e metteva in pratica la parola del Vangelo : “ Amatevi gli uni con gli altri come io ho amato voi”, infatti la fede senza le opere non porta i suoi frutti e prima o poi ci rendera’ “sterili nell’ animo”…
Per questo Fabrizio era diventato anche un donatore di organi, e’ stato il Testimonial della “Campagna Mondiale per la Donazione Organi” promossa dall’Istituto Ospedaliero San Camillo Forlanini che io ho diretto come regista…
L’ultimo progetto di solidarieta’ che Fabrizio ci ha lasciati prima della sua dipartita…come sempre lo ha fatto con il cuore e con il suo sorriso famigliare e rassicurativo che lo caratterizzava…
nel filmato interpretava Il Principe Felice, la straordinaria e commovente favola di Oscar Wilde…
e forse e’ il personaggio che piu’ lo rispecchia come uomo…una persona che ha sempre donato tutto se stesso nella vita e ha voluto continuare a farlo anche dopo la sua morte…con i suoi organi che andranno a continuare ad alimentare speranze, sogni, battiti e respiri, a chi grazie al suo altruismo continuera’ a vivere!
E per questo voglio ricordarlo con le parole del Principe Felice, che lui stesso ha pronunciato interpretando l’opera :
Quando ero vivo e avevo un cuore umano non sapevo che cosa fossero le lacrime, perché vivevo nel Palazzo dove il dolore non ha accesso. Il giorno giocavo con i miei compagni nel giardino, e la sera guidavo le danze nel Salone. Il giardino era circondato da un muro altissimo, ma io non ho mai domandato che cosa c’era dall’altra parte, tanto era bello tutto quello che avevo intorno. I cortigiani mi chiamavano il Principe Felice, e veramente ero felice, se il piacere è felicità. Così vissi. E così morii. E ora che sono morto mi hanno messo quassù, così alto che posso vedere tutte le brutture e la miseria della mia città, e benché abbia il cuore fatto di piombo, non posso fare a meno di piangere.

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