Giacomo Leopardi vittima di bullismo

Uomo dalla personalità complessa, era, come lo stesso amico Antonio Ranieri lo ricorda, sensitivissimo, come niuno fu mai tanto, alla lode et al biasimo. Dunque un Leopardi permaloso e con una componente caratteriale narcisistica, infondo stiamo parlando di un grande della letteratura, che era ben consapevole della sua acutissima vena poetica e, al contempo, cosciente della sua deformità fisica. Pare che il poeta di Recanati fosse afflitto dal morbo di Pott, comunemente noto come spondilite tubercolare, o tubercolosi ossea causata dal bacillo di Kock nello scheletro. Verosimilmente, a tale malattia si potrebbe attribuire la gobba, che Leopardi con una sorta di autoironia lirica era solito definire l’astuccio delle mie ali.

Elio Germano nel film Il giovane favoloso (2014 diretto da Mario Martone)

Il corpo malformato rese Leopardi vittima di bullismo. L’atto di bullizzare qualcuno mica lo hanno inventato i Millenial! Nel periodo storico in cui visse il poeta, ossia tra fine Settecento e inizi Ottocento, pare fosse in voga tampinarsi a suon di parole. È fatto noto quanto Leopardi detestasse il suo bullo, Niccolò Tommaseo, linguista famoso al quale dobbiamo il Dizionario della Lingua Italiana e il Dizionario dei Sinonimi. Ebbene cosa accadde tra i due? Al nostro lessicologo piaceva coniare epiteti per nulla lusinghieri nei confronti del poeta recanatese, Tommaseo appellava Leopardi pipistrello e conte crostaceo. Giacomino dal temperamento un tantino permaloso non subì da bullizzato inerme, e fortunatamente!

Le sue eccentriche reazioni però andavano oltre Tommaseo, si estendevano anche nei confronti di coloro che tendevano ad apprezzare la genialità linguistica del suo molestatore. Antonio Ranieri racconta nel suo libro Sette anni di sodalizio con Leopardi proprio questo aspetto particolare della personalità del poeta, per alcuni aspetti positiva e per altri meno, e riporta un singolare aneddoto: carissimo amico di Ranieri era un certo Alessandro Poerio, il quale aveva conosciuto Leopardi esprimendogli tutta la propria ammirazione per il suo genio poetico, tornato da un viaggio a Parigi Poerio però riversò la sua attenzione sulle virtù da grammatico di Tommaseo, e quale fu la reazione del Recanatese? Non rivolse più la parola ad Alessandro Poerio. In seguito, con abile maestria, Ranieri riuscì a ricucire i rapporti tra i due. Insomma bullizzato certo, ma con un bel caratterino il nostro Giacomino!

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