Il Fu Mattia Pascal al Teatro Ghione

Da non perdere, in scena fino al 21 gennaio 2018 “Il fu Mattia Pascal” al teatro Ghione di Roma, per la regia di Claudio Boccaccini.

La sala piena di un pubblico partecipe e soddisfatto ha mostrato il suo gradimento con applausi scroscianti a fine rappresentazione.

L’opera di Pirandello , resa facilmente godibile e intellegibile grazie a un magistrale adattamento a cura di Eleonora Di Fortunato e dello stesso Boccaccini, racconta la complicata vicenda di Mattia Pascal, costretto – al termine di un tortuoso percorso di identificazione personale che passa per paradossali finte morti e“finte vite”- a rinunciare volontariamente alla sua stessa esistenza reale quando si accorge di non poter vivere “ al di fuori delle regole sociali”.

Mattia Pascal, infatti, schiacciato dal peso di una “prima vita” insoddisfacente, tenta invano di fuggirla inventandosi una nuova identità che però non ha radici, perché “rubata” ad un suicida di cui non si conosce il nome .

Quel morto che nessuno reclama, viene riconosciuto dai familiari come il corpo dello stesso Pascal ,che approfitta dell’occasione per sparire fisicamente dalla sua vecchia realtà e ricominciare da zero la sua esistenza in un’altra città, assumendo un nome di fantasia, Adriano Meis.

Ma il progetto non riesce. Non ha documenti e quindi “ non può denunciare i torti che gli vengono fatti, né ricostruirsi una nuova vita con la donna di cui si è innamorato” .

Sapientemente diretti gli attori Felice della Corte, Alessia Navarro, Siddharta Prestinari, Paolo Perinelli, Maurizio Greco, Pierre Bresolin e Ilaria Serantoni , ognuno dei quali dà il perfetto rilievo al personaggio che è chiamato ad interpretare.

IL FU MATTIA PACAL
dal 9 al 21 gennaio 2018
al Teatro Ghione
Via delle Fornaci, 37
00165 Roma
Tel: 06 637 2294

dal romanzo di Luigi Pirandello
adattamento di Eleonora Di Fortunato e di Claudio Boccaccini
con Felice Della Corte , Alessia Navarro , Siddhartha Prestinari , Paolo Perinelli , Maurizio Greco , Pierre Bresolin , Ilaria Serantoni
regia Claudio Boccaccini

Note di Regia

Mattia Pascal, dissipata l’eredità paterna e vittima di una vita matrimoniale insopportabile, vince insperatamente una somma considerevole alla roulette. Mentre è di ritorno a casa, deciso a riscattarsi, scopre di essere stato identificato nel cadavere di un suicida. Decide allora di cogliere l’occasione per abbandonare l’identità di Mattia Pascal, cui associa l’idea di fallimento esistenziale, e di adottare il nome di Adriano Meis, con il quale iniziare una nuova vita. Dovrà però fare i conti con i limiti di un’esistenza al di fuori delle regole sociali: non possedendo documenti, non può denunciare i torti che gli vengono fatti, né ricostruirsi una vita con la donna di cui si è innamorato. Frustrato da questa condizione, decide di rinunciare anche alla nuova identità, stavolta inscenando lui un suicidio. Ma, tornato a casa, il redivivo Mattia Pascal è escluso anche dalla sua vecchia vita, che è andata avanti senza di lui. Svanita l’illusione di poter raggiungere la felicità liberandosi dalle convenzioni sociali, non gli resta che constatare di essere nient’altro che il “fu Mattia Pascal”.

L’adattamento sfrutta la presenza nel romanzo di elementi teatrali e di una sintassi vicina all’oralità, rendendo fruibile un’opera fondamentale della riflessione pirandelliana sul “doppio” che abita le vite di tutti noi e sulla frantumazione dell’identità in una società che dimentica, sostituisce e procede senza pietà per gli individui.

Al contrario degli eroi classici – tra tutti, Ulisse e Edmond Dantès – che vengono riconosciuti in nome della continuità dell’identità umana, Mattia Pascal è un “eroe” moderno la cui storia, attraverso un doppio suicidio e una doppia resurrezione, solo apparentemente torna all’inizio: Adriano Meis non può tornare ad essere Mattia Pascal, perché glielo impediscono le convenzioni sociali e anche la sua stessa coscienza. Gli sono, insomma, preclusi sia il nostos, sia il riconoscimento, sia la vendetta: Oreste diventa Amleto, Ulisse rimane Nessuno.

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