“PRIMO”, L’OLOCAUSTO IN SCENA ALL’ARGENTINA

Sul palcoscenico del Teatro Argentina Jacob Olesen veste i panni di Primo Levi per far rivivere l’intensità e la leggerezza della parola e del pensiero di Se questo è un uomo, racconto della sua esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz, dove si è compiuto parte dell’Olocausto. Un viaggio alla scoperta della storia di un essere umano e dei suoi compagni scomparsi attraverso un recital teatrale diretto da Giovanni Calò.

“A volte si sopravvive per poter raccontare. Primo vuole dare voce alla sua testimonianza, perché non si può dimenticare, non si deve.”
Giovanni Calò – Regista

Testimone delle atrocità vissute in prima persona non perde la sua umanità rappresentata nella vita quotidiana. Altrettanto avviene con i personaggi tutti interpretati dallo stesso Olesen che, seppur annientati dalla violenza e consumati dal conflitto permanente, cercano di sopravvivere al peggio. Le conclusioni di questa storia ricca di memoria, ma ancor più di vita vengono lasciate allo spettatore.

“Solo un uomo è degno di avere un nome … il nuovo nome è 174517”
Se questo è un uomo – Primo Levi

La recitazione è coinvolgente, non ti lascia nemmeno per un attimo, adatta sia ad un pubblico adulto che giovane. Il recital letterario infatti rientra in due progetti di questa stagione al Teatro di Roma “Il teatro fa grande” e “Il dovere della memoria”. E’ uno strumento di crescita per i più giovani, ma anche un’occasione per gli adulti affinché non dimentichino la propria storia. La scenografia è essenziale eppure evocativa, le luci minimaliste ma dinamiche. Insomma una combinazione teatrale ben riuscita.

Quadri di Eva Fischer a cui si è ispirata la scenografia:


A TU PER TU CON JACOB OLESEN*
A fine spettacolo, il generoso protagonista è rimasto in scena anche dopo il recital, per rispondere alle domande dei ragazzi in sala.

Perché avete scelto questo testo?
Per dare voce alla storia visto che in tutta Europa ci sono sempre più partiti neonazisti, i superstiti sono sempre meno e perché è facile cadere nella stessa storia, che risale solo 70 anni fa. Non ultimo per combattere il negazionismo.

Che cosa rappresenta la scenografia?
Sono gigantografie dei quadri della pittrice Eva Fischer. Il treno con i deportati, il mucchio di scarpe e i visi da lei rappresentati, che stimolano l’immaginario dello spettatore ed rafforzano le stesse emozioni dello spettacolo.

Perché la scelta di un solo attore in scena?
E’ interessante rappresentare diversi ruoli attraverso varie voci e lingue.

Dove viene rappresentato lo spettacolo?
Abbiamo portato lo spettacolo in lingua originale in Germania, dove la tensione in sala si tagliava con il coltello e a Mosca con il supporto di schermi per i sottotitoli. Andremo anche a Parigi e a Budapest.

*Per sapere di più su Jacob Olesen  clicca qui

www.teatrodiroma.net
Date: dal 15 al 20 gennaio 2018
Info biglietti: per dettagli clicca qui

Elena Cattaneo

About Elena Cattaneo

Elena Cattaneo, cremonese di nascita e romana di adozione, vive questa città anche dopo diversi anni con la curiosità e la sorpresa di una turista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*