Lo Schiaccianoci all’Opera di Roma

Rilettura in chiave contemporanea audace e coraggiosa della piu’ famosa delle favole natalizie.
La coreografia di Peparini è spettacolare e leggera.
Il corpo di ballo dell’opera di Roma interpreta in modo perfetto innovazione e originalita’ guidato dalla travolgente creaività di un coreografo visionario.
L’antica favola a meta’ tra sogno e realtà, immaginazione castica e fantasia viva nella rappresentazione magica di Peparini incanta e stupisce, ma rimane una visione realistica , scherzosa e credibile.
Peparini infatti non utilizza il doppio scenario dello schiaccianoci, rappresentando 2 momenti della favola (sogno e realtà) nella stessa casa Stahlbaum.
La tecnica classica , la danza contemporanea, l’hip-hop, la street dance, si alternano in un flusso di movimenti omogenei e fluidi .
In sala il pubblico si lascia rapire dall’atmosfera onirica e restituisce applausi veri ed entusiasmo palbabile ma non ridondante.
di Giuliana Gatti

I primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma hanno danzato dal 31 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 presso il Teatro Costanzi ne Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini, un cult andato in scena a Roma nel periodo natalizio 2017 per festeggiare insieme l’ultimo dell’anno e salutare l’arrivo del 2018.

Lo schiaccianoci

Al Teatro dell’Opera di Roma dal 31 Dicembre 2017 al 7 Gennaio 2018

Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Balletto in due atti
da un racconto di E.T. A. Hoffmann

Adattamento di Giuliano Peparini
Durata: 2 h, I ATTO 45′ – INTERVALLO 25′ – II ATTO 50′
Direttore David Coleman
Coreografia Giuliano Peparini
Ripetitori Germana Bonaparte e Francesco Saracino
Scene Lucia D’Angelo e Cristina Querzola
Costumi Frédéric Olivier
Video Grafica Gilles Papain
Luci Jean-Michel Désiré

Interpreti principali
Marie Rebecca Bianchi 18, 20 (20.00), 21 dic /
Susanna Salvi 20 (11.00), 22 (20.00) dic /
Sara Loro 22 (15.00), 23, 24 dic
Zio Drosselmeyer Claudio Cocino 18, 20 (20.00), 21, 24 dic /
Alessio Rezza 20 (11.00), 22 (20.00) dic /
Giuseppe Schiavone 22 (15.00), 23 dic
Nipote di Drosselmeyer Michele Satriano 18, 20 (20.00), 21 dic /
Claudio Cocino 20 (11.00), 22 (20.00) dic /
Giacomo Luci 22 (15.00), 23, 24 dic
Regina dei fiocchi di Neve Alessandra Amato 18, 20 (20.00), 21, 22 (20.00), 23, 24 dic /
Marianna Suriano 20 (11.00), 22 (15.00) dic
Bad Boy Marco Marangio 18, 20 (20.00), 21 dic /
Giacomo Luci 20 (11.00), 22 (20.00) dic /
Antonello Mastrangelo 22 (15.00), 23, 24 dic

ORCHESTRA, ÉTOILE, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento del Teatro dell’Opera di Roma

Trama dell’Opera “Lo Schiaccianoci”

Primo Atto

È il 24 dicembre e una grande festa sta per avere inizio in una casa dell’alta borghesia.
I due bambini della famiglia, François e Marie, aspettano con ansia il momento dei regali. Il padre lavora presso un gruppo finanziario e l’appartamento in cui vivono e di sua proprietà.
Come di consueto festeggiano il Natale invitando anche altre famiglie aristocratiche. Ultima ad arrivare alla serata pero è la famiglia di un operaio che lavora per il padrone di casa con suo figlio, un bad boy provocatore. Entrando, questi attira gli sguardi dei presenti, soprattutto quello di François, che s’immedesima in lui. L’ultimo ad arrivare è lo zio dei bambini, il Signor Drosselmeyer – uomo di inquietante bellezza, presidente del suddetto gruppo finanziario (definibile come un impero assai potente) accompagnato da un timido ragazzo e dalle sue quattro guardie del corpo. Vero deus ex machina della situazione, il Signor Drosselmeyer offre a Marie uno schiaccianoci gigante che assomiglia al ragazzo timido. Marie, contenta, abbraccia lo schiaccianoci. Il bad boy e François glielo tolgono rompendolo. Lo zio lo ripara.
Su questo incidente la festa volge al termine. Salutati gli ospiti, Marie e Francois vengono messi a letto e fingono di addormentarsi ma, approfittando dell’allontanarsi dei genitori, cominciano invece una battaglia con i cuscini. La luce si fa sempre più tenue e l’atmosfera diventa magica. Marie entra nel mondo dei sogni: una foresta innevata la circonda e ballerine vestite di bianco le presentano uno splendido principe nel quale riconosce le sembianze dello schiaccianoci regalatole dallo zio.

Secondo Atto

La giovane coppia arriva all’ultimo piano del palazzo per ammirare le stelle. Li Marie scopre che le soffitte sono abitate da domestiche spagnole miseramente ammassate a lavorare. Questa situazione la sconvolge e chiede al suo compagno d’avventura di scendere immediatamente. Ripercorrendo le scale, il sogno si trasforma in incubo: i due ragazzi sono inseguiti dai topi del palazzo in cui Marie riconoscerà, durante la battaglia, i bulli compagni di scuola di François, a capo il bad boy della festa. Il principe schiaccianoci protegge Marie e chiama in soccorso i soldati di piombo che lo zio Drosselmeyer aveva regalato al nipote. Infuria una battaglia cruenta che si risolve velocemente nella sconfitta dei bad boys ad opera dell’esercito del principe schiaccianoci. Torna la calma e lo zio di Marie la invita, insieme al suo principe, a seguirlo nel suo regno. Giungono all’ingresso del palazzo, trasformato in una splendida e sontuosa sala da ricevimento. Lì inizia una festa sfarzosa che sarà un divertente viaggio per terre lontane. Lo zio Drosselmeyer invita i due ragazzi a sedere su troni magnifici. Arrivano diversi personaggi che si esibiscono in danze spagnole, arabe, cinesi, russe e di corte. Alla fine delle danze, nello stupore generale, giungono cinque maggiordomi con carrelli da portata su cui sono adagiate campane argentate dentro le quali lo zio Drosselmeyer ha fatto nascondere appetitose e originali pasticcerie.
Un valzer tra i fiori più rari ed esotici segna l’avvicinarsi della conclusione della festa e Marie desidera, prima di quel momento, danzare con il suo principe. Al termine della danza il sogno finisce e Marie si risveglia nella sua camera. Corre in salone per cercare il suo schiaccianoci che nessuno riesce più a trovare. All’improvviso suonano alla porta: e lo zio Drosselmeyer che, seguito dal nipote, è venuto a restituirle lo schiaccianoci. Marie lo guarda e capisce che il tempo dell’infanzia è finito. Si getta tra le braccia del nipote che riconosce essere il suo principe – il compagno d’avventura del suo lungo sogno – e lo bacia dolcemente.

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