Le vedute di Roma di Giovanni Battista Piranesi

Giovanni Battista Piranesi, detto anche Giambattista,  è stato un architetto veneziano,  nasce a Mogliano Veneto il  4 ottobre 1720 e si spegne a  Roma il 9 novembre 1778. Noto come incisore, architetto è stato un teorico dell’architettura del panorama italiano. Nel 1748 Piranesi iniziò la produzione delle celebri “Vedute di Roma” raccolte in un volume. A questa prima serie ne seguì una seconda chiamata “Antichità Romane” nel 1756 di quattro volumi.

« L’autore delle Vedute e delle Antichità Romane non ha certo inventato né il gusto delle rovine, né l’amore per Roma. Un secolo prima di lui, anche Poussin e Claude Gelée avevano scoperto Roma con occhi nuovi di stranieri; la loro opera si era nutrita di quei luoghi inesauribili. Ma mentre per un Claude Gelée, per un Poussin, Roma era stata soprattutto il mirabile sfondo di una fantasticheria personale o di un discorso di ordine generale, ed un luogo sacro anche, accuratamente purificato da ogni contingenza contemporanea, situato a mezza strada dal divino paese della Favola, è l’Urbe stessa, sotto tutti i suoi aspetti e in tutte le sue implicazioni, dalle più banali alle più insolite, che Piranesi ha fissata ad un certo momento del XVIII secolo, nelle sue migliaia di tavole, insieme aneddotiche e visionarie. Non ha solo esplorato i monumenti antichi da disegnatore che cerchi una prospettiva da riprodurre; ne ha personalmente frugato i ruderi, un po’ per reperirvi le antichità di cui faceva commercio, ma soprattutto per penetrare il segreto delle loro fondazioni, per imparare e per dimostrare come vennero costruiti. È stato archeologo in un’epoca in cui il termine stesso non era in uso corrente »(Marguerite Yourcenar)

 

Nel 1740 Piranesi fa il suo primo viaggio a Roma dove rimase subito affascinato dai panorami romani e iniziò un apprendistato presso lo biottega di Domenico e Giuseppe Valeriani e successivamente entrò nello studio di Giuseppe Vasi, vedutista siciliano che gli insegnò le tecniche dell’incisione all’acquaforte. In seguito ebbe uno scontro di opinioni con il maestro col quale ruppe prsto la sua collaborazione e nel 1743 diede alla stampa il suo primo lavoro ad incisione, intitolato Prima parte di Architettura e Prospettive.


 

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