Il burlesque non è solo lustrini e piume che vediamo sul palco, ma anche coreografie, trucco, studio, Come si prepara una regina allo spettacolo? Risponde Albadoro Gala, organizzatrice del Caput Mundi Burlesque Award 2015, fino all’8 novembre a Roma.
Il mio appare come un mondo frivolo e in parte lo è. Molte si improvvisano. Ma la differenza tra una performer preparata ed una improvvisata è lampante. Io? Cerco di dedicare più tempo possibile alle prove, alla realizzazione dei miei costumi e coreografie e all’insegnamento che indirettamente è didattica anche per l’insegnante.
Trucco: segui il fai da te?
Assolutamente si, così come il parrucco, costumi, coreografia ma non è una regola. A volte mi abbandono nelle mani sapienti dei make up urtist come nel caso del festival: Ida Montanari è un aiuto prezioso durante il festival dietro le quinte per tutte le performer.
Hai un rito scaramantico prima della performance?
No, non ho riti scaramantici a parte un bicchierino che aiuta sempre, ma nel backstage tra performer ci palpiamo le natiche al grido di… va bene, lo sapete!
Quando ti chiedono che lavoro fai, cosa rispondi?
Quando dico di cosa mi occupo alcuni mi chiedono che vuol dire, altri si mostrano divertiti e poi mi chiedono… si, ma intendo il lavoro vero… Altri sono semplicemente ammirati e incuriositi.
Cosa dicono gli uomini di te?
Tante sono le cose dette da tanti uomini diversi. E’ impossibile generalizzare. Molti sono i gentleman, molti i cavernicoli, molti maniaci. Ma il burlesque li mette d’accordo. Solo che si esprimono semplicemente in modo diverso, ma sono le donne le mie più grandi sostenitrici.
Se dovessi raccontare “cosa fa mamma” ai tuoi figli?
Non ho figli, non ne ho mai sentito il desiderio. Adesso poi con la vita frenetica che conduco sempre a bordo di un aereo fra un palco e l’altro sarebbe un delitto. Il mio motto è sempre stato “fai solo quello che puoi fare al meglio”, sarei una pessima genitrice preferisco essere una buona performer.
La domanda che non ti ho fatto cui ti farebbe piacere rispondere…
“Come si riconosce uno show burlesque di qualità?” I dettagli sono fondamentali, luci, spazio, audience, costumi, movenze, musiche e atmosfera. Il burlesque deve regalare emozioni e fantasie mai troppo esplicite, proprio perché ci piace accompagnare lo spettatore fino ad un certo punto per poi lasciarlo andare libero. Schiacciare i bottoni giusti nella psiche e nella emotività del pubblico, lasciando ad ognuno la facoltà di immaginare il resto, ognuno diversamente e secondo i propri gusti. Uno show di burlesque di basso livello è disgustoso e imbarazzante: un buon show è piacevole e divertente. Un ottimo burlesque show non abbandonerà mai la vostra mente!
Roberta Maresci (1971), giornalista e scrittrice. Esperta di collezionismo e antiquariato. Voce e autrice per Rai Radio2 di programmi come “La stanza delle meraviglie”, “Il buongiorno di Radio2”, “La notte dei misteri” e “Sabato Italiano”. Ha scritto per la Treccani alcune voci dell’Enciclopedia della Moda. Ha pubblicato 13 libri tra cui le biografie di Raffaella Carrà, Maria Callas, Wanda Osiris e Mina. Ha ricevuto diversi premi. Il più curioso? “Due palle in carriera”. Come giornalista collabora con “Il Tempo”, iltempo.it, “For Men”, “Bellezze d’Italia”, “Il Punto Magazine”.
Roberta Maresci (1971), giornalista e scrittrice. Esperta di collezionismo e antiquariato. Voce e autrice per Rai Radio2 di programmi come “La stanza delle meraviglie”, “Il buongiorno di Radio2”, “La notte dei misteri” e “Sabato Italiano”. Ha scritto per la Treccani alcune voci dell’Enciclopedia della Moda. Ha pubblicato 13 libri tra cui le biografie di Raffaella Carrà, Maria Callas, Wanda Osiris e Mina. Ha ricevuto diversi premi. Il più curioso? “Due palle in carriera”. Come giornalista collabora con “Il Tempo”, iltempo.it, “For Men”, “Bellezze d’Italia”, "Il Punto Magazine".





























Patrizio DjGemello liked this on Facebook.