Pier Paolo Pasolini, scrittore discusso e sopra le righe

Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922 da madre friulana e padre romagnolo. Uomo poliedrico: scrittore, saggista, poeta e regista. Senza ombra di dubbio è considerato uno dei più discussi scrittori italiani. Pasolini è al contempo amato e odiato per le sue opinioni, spesso volutamente esagerate, e le continue denunce sulle storture della società a lui contemporanea. Intellettuale acuto e originale, sovente scomodo per le sue posizioni dissidenti nella vita politica dell’epoca. Omosessuale dichiarato, muore assassinato nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975 a Ostia. Rimangono tutt’ora oscure le dinamiche della brutale aggressione nei confronti dello scrittore, è verosimile che l’efferato delitto sia stato compiuto da uno dei ragazzi di vita con il quale si era appartato.
“Amo la vita così ferocemente, così disperatamente che non me ne può venir bene: dico i dati fisici della vita, il sole, l’erba, la giovinezza, è un vizio molto più tremendo di quello della cocaina, non mi costa nulla, e ce n’è un’abbondanza sconfinata, senza limiti: e io divoro, divoro…come andrà a finire non lo so”. Dichiarazioni rilasciate dal poeta durante un’intervista, quasi avesse il presentimento di dover morire assassinato barbaramente.
La produzione poetica di Pasolini inizia con Poesie a Casarsa del ’42 scritte in dialetto friulano; Casarsa, in Friuli, è la regione che il poeta ha amato profondamente e dove si è rifugiato a causa della guerra. L’impiego del dialetto è una scelta trasgressiva in un periodo storico in cui il fascismo ne avversava l’uso allo scopo di escludere culture localistiche.

Altre raccolte sono La meglio gioventù, Le Ceneri di Gramsci, La religione del mio tempo. Tra i suoi romanzi più celebri, Ragazzi di vita del 1955. “Io sono arrivato a Roma dal Friuli, fresco della campagna e del sogno contadino pulito, preciso, morale, onesto; e sono arrivato in questo enorme calderone che è la periferia romana. Questo ha causato in me un trauma umano…L’apparizione del sottoproletariato romano, con i suoi stracci, col suo fango, con la sua polvere, le sue bestemmie, il suo cinismo, il suo cattolicesimo sconosciuto, il suo paganesimo stoico…E ho cominciato a scrivere prima ancora di averlo capito. Ragazzi di vita l’ho cominciato a scrivere dopo due mesi che ero a Roma”.
L’altro componimento narrativo è Una vita violenta del 1959. In un articolo del 1962 pubblicato su Vie Nuove a proposito di quest’opera Pasolini dichiara “Io ho voluto descrivere, con la massima fedeltà e precisione una sezione del mondo: un mondo penoso, atroce…”. In questi due romanzi Pasolini affronta il delicato tema della prostituzione minorile, denunciando la miseria e la corruzione che regnano sovrane nelle borgate, e mostra nella maniera più cruda le brutture e le tragiche contraddizioni della società del suo tempo. Secondo lo scrittore questo mondo va modificato e superato e la strada per farlo è proprio indicata in Una vita violenta, cioè la coscienza politica di classe.

VIDEO RAI TV: Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano, è considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo. Figura a tratti controversa ed attento osservatore dei cambiamenti della società italiana, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, particolarmente critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi.
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