Sguardi mediterranei su Roma Intervista alle artiste Silvana Chiozza e Cristina Piceda

Apre a Roma la mostra “Derive Mediterranee delle artiste argentine Silvana Chiozza e Cristina Piceda che ci offre un dialogo nella meraviglia, dove ci conducono le magnifiche opere delle due artiste con la pittura e la scultura. Questa esposizione propone una unione tra l’Italia e L’Argentina +esistito da sempre, un rapporto speciale tra due culture. Particolare accento è posto sul reciproco influsso esercitato. Il legame tra queste due artiste si esprime in un dialogo appassionato ed il visitatore è trascinato dai colori e dalle forme in questo viaggio. Evocazione di frammenti astratti e non, in un viaggio nel mediterraneo dove ci possiamo tuffar tra il colore della campagna al calare del sole e ammirare l’arrivo in materia della luna. Un unione artistica vibrante, elegante e piena di poesia.

Le artiste si raccontano prima della loro prima mostra personale a Roma alla Galleria Borromini fino al 14 gennaio 2017:

 

Intervista a due con Silvana Chiozza (SC) e Cristina Piceda (CP)

  1. Come inizia il vostro percorso artistico?

SC: Silvana Chiozza

CP: Cristina Piceda


SC: Da sempre, ero molto piccola (5 anni) e andavo allo studio di Battle Planas (non è noto in Italia ma è uno trai più noti artisti argentini). Dopo fu mio nonno paterno, pittore e scultore con il quale imparai disegno e pittura ad olio. Mi appassionava il disegno, disegnavo sempre, ovunque… A 15 anni volevo fare l’architetto, a 18 però entrai a Medicina e mi laureai. In parallelo dipingevo, sempre, mai smesso. Soltanto nel 1990 feci la scelta definitiva per l’arte.

CP: Sin da piccola dicevo che sarei stata una artista, che avrei vissuto a Parigi e avrei mangiato cetrioli!! Ho studiato Belle Arti a Buenos Aires, scelsi incisione e scultura e mi sono appassionata ad esse. Finita la scuola, mio padre, il mio grande mecenate mi aiutò, ed arrivai a Parigi!!!Li cominciò il mio camino artistico…e non ho mai smesso….

 

  1. Raccontateci la vostra esperienza creativa?

SC: In un primo momento ero attratta soprattutto dal disegno della figura umana. Poi, quando arrivai in Italia iniziò la passione per il paesaggio, mi affascinava molto la luce soffusa che c’è qui, da noi la luce è molto nitida, poi i colori caldi della città di Roma, soprattutto l’atmosfera al tramonto. In quest’ultimo periodo invece mi sono immersa in una ricerca diversa, diciamo che ho fatto entrare nel mio lavoro l’elemento aleatorio, il caso, ho messo da parte il progetto iniziale, mi tuffo nel mare del colore ed aspetto che venga fuori dal quadro il camino da percorrere, la strada da seguire, tentando che rimanga, sempre, sia nel figurativo che nel astratto una traccia del caso, penso che la vita in fondo e questo, elementi casuali che si intrecciano hai nostri desideri e tessiamo la trama della nostra vita tentando di armonizzare questi due elementi, e porto questo al’opera.


CP: La mia esperienza creativa, la vivo ogni giorno, cammina con me, noi conviviamo, a momenti è più difficile ed in altri godo. Non importa dove io sia, ne quello che io faccia, giro la testa, è un esercizio immaginario e vedo la forma.


  1. Silvana tu hai affinato una ricerca tecnica con una pittura ad olio molto in trasparenza, raccontaci….

Ho una tavolozza tonale, non ho mai amato i forti contrasti, non sono nella mia natura, cosi gradualmente ho iniziato a fare stesure più leggere, il colore dato in trasparenza a più luce ed è anche più naturale. Nel astratto ho continuato ad avere attenzione alla luce, in molti dei miei lavori astratti la luce è il protagonista molto di più che il colore.

  1. Cristina come lavori un opera scultorea, par far capire la tua tecnica, come scegli i tuoi materiali per le sculture?

Al momento di creare, raccolgo l’informazione e mi guardo dentro, Il processo è interiore mi lascio andare e sorprendere. Le mie mani si muovono insieme alla mia testa che le guida, l’inizio e lento e dubitativo, però quando trovo il camino vanno tutti insieme non si può più fermare…Se si rompe la pietra, devi iniziare un’altra o cambiare l’idea.

  1. Raccontateci una Vostra giornata tipo da artista, Silvana e Cristina?

SC: E’ molto varia, non sempre con i pennelli in mano, diciamo che aspetto il momento in cui sento un vero desiderio di lavorare e allora le cose vengono da sole. Per molti anni ho fatto quasi esclusivamente pittura “en plein air”, anche lì cercavo quello scorcio o panorama che mi emozionava, a volte lo trovavo per caso, e allora tornavo sul posto con tutto l’occorrente per dipingere, o girato l’Italia cosi. Molte volte, nel figurativo ancor prima di iniziare ho un idea precisa del quadro finito, ma ovviamente non sempre va tutto liscio, molte opere vanno lottate a lungo prima di trovare la strada giusta per portarle a termine.

 

CP: Il migliore posto è il mio laboratorio, quando arrivo ben presto la mattina, camino e mi preparo una tazza dei caffè, percorro il patio pieno di marmi di tutti i coloro, legni, fil di ferro, e annaffio le mie piante. Questo è il percorso- diario, il rituale prima di cominciare a creare.

  1. Quale è il vostro artista preferito?

SC: Non ne ho uno solo! alcuni sono cambiati con il tempo negli ultimi anni …tra i figurativi ho Corot, Guardi, Turner, Diomede (Argentino, poco conosciuto in Italia), Morandi , Schiele. Tra gli astratti: Burri, Mark Tobey, Rothko. Ultimamente sto scoprendo altri artisti che mi affascinano molto, ma sarebbe un elenco troppo lungo.

CP: Sono molti i libri di artisti nel mio studio, ma non li guardo, preferiti diversi!!

Silvana Chiozza, opera pittorica

  1. Quanto è importante oggi la ricerca e lo studio di un artista?

SC: Sempre, tanto

CP: La ricerca è importante

  1. Il colore quanto è importante per te?

SC: Il colore è l’emozione dentro il quadro, la temperatura dell’emozione oserei dire. Ma va dalla mano degli altri pilastri: disegno, luce e composizione, tutti ugualmente importanti nella costruzione di un’opera.

CP: Il colore dipende dalla forma, io preferisco il negro del Belgio, negro assoluto, bianco puro, giallo di Siena, il rosa del Portogallo, cambia!!

                           Cristina Piceda, Ali del Giappone, 2016, marmo greco, intaglio diretto

  1. Come un’opera viene influenzata dallo spazio?

SC: L’opera pittorica, dialoga con lo spazio circostante, ci sono contesti che rinforzano il suo messaggio ed altri che lottano con esso.

CP: Credo che si avesse uno studio di mille metri farei sculture grandi e anche piccole.

10-Quale sensazioni vorreste lasciare al vostro pubblico?

SC: Una emozione, un impatto o messaggio anche se non ben definito, meglio se non ben definito, una presenza che non puoi fare a meno di notare.

CP: Sorprenderli, emozionarli, sensazioni, ricordi, commuoverli! Tante cose…

11- I vostri Progetti futuri a breve?

SC: Ho in programma una mostra a Tokio

CP: Il progetto più immediato si vedrà con la reazione a Roma davanti alle mie opere!!!

12- Per terminare chiedo sempre a gli artisti che incontro…fatti una domanda che nessuno ti ha mai chiesto (e che avresti voluto sentirti domandare) e risponditi…

SC: Pensi che questo sarà il tuo linguaggio artistico definitivo?

Non lo so, ma mi piacerebbe ancora esplorare altri linguaggi.

CP: Mi hanno fatto tante domande, che gli italiani mi sorprendano con l’ultima!!!

SMZ: Direi che sarà l’Arte di queste due artiste a sorprenderci!! Nella mostra di queste due artiste Argentine hanno in comune un tratto unico e molto suggestivo, il riuscire a far raccontare a modo loro un arte piena di sensibilità, dove il tempo sospeso la fa da padrone e la natura mediterranea si frammenta in colori e linearità.

Silvana Chiozza: pittrice: www.silvanachiozza.com

Cristina Piceda: scultrice: www.cristidapiceda.com

La Galleria Borromini nasce all’interno di una Dimora Storica, abitata dai primi del ‘600 da Papa Innocenzo X Pamphilj e dai suoi familiari, che affidarono il progetto all’Arch. Francesco Borromini. L’architetto si occupò del palazzo e della scenografica sistemazione attuale costruendo anche la Chiesa di Santa Agnese in Agone. Oggi l’intero complesso, ex sede del Collegio Innocenziano, è sede dell’Hotel Eitch Borromini e rappresenta uno dei simboli della cultura e dell’architettura di Roma e d’Italia.

Mostra
“Derive Mediterranee” di Silvana Chiozza e Cristina Piceda
a Roma 14 ottobre -14 gennaio 2017

Galleria Eitch Borromini
Via di Santa Maria dell’Anima, 30 a Roma –
Tel: +39 06 6861425

Ingresso gratuito
Orari: da lunedì a domenica h 11-19

Info: galleriaborromini@gmail.com

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