Ansia e sintomi cognitivi: perché trattarli precocemente

Le reazioni ansiose, se brevi e finalizzate al superamento di una minaccia, migliorano le funzioni cognitive permettendoci di fronteggiare e superare il pericolo.

I disturbi d’ansia e la depressione possono essere caratterizzati da sintomi cognitivi cronici che compromettono la qualità della vita. I più frequenti comprendono: difficoltà di attenzione o concentrazione, vuoti di memoria e ruminazioni ossessive con conseguente spossatezza. Se è presente anche un disturbo del sonno può essere ulteriormente compromessa la performance cognitiva e fisica del soggetto.

Gli anziani possono soffrire cronicamente di ansia, depressione ed altri disturbi psichiatrici. La presenza di tali sintomi favorirebbe l’insorgenza di deterioramento cognitivo. Negli ultimi anni sono stati pubblicati studi che hanno valutato l’effetto dei sintomi d’ansia sul declino delle funzioni cognitive dei pazienti anziani. Una di queste ricerche è stata realizzata su 682 anziani con diagnosi di demenza o deterioramento cognitivo: il 43% dei partecipanti (138) avevano sintomi psichiatrici nel mese precedente la diagnosi, come depressione, apatia e irritabilità. 372 soggetti presentavano almeno un sintomo psichiatrico all’esordio della demenza. I sintomi psichiatrici, quindi, sembrerebbero favorire il deterioramento cognitivo (Lyketsos et al., 2002).

Video intitolato “Problemi di memoria e concentrazione: come risolverli”, pubblicato su youtube il 15/01/13.

Una ricerca più recente ha messo a confronto il cervello degli individui affetti da depressione (associata ad un eventuale disturbo d’ansia) ed il cervello di soggetti sani. Le aree alterate nei soggetti depressi sembrerebbero collocate nel giro del cingolo, nell’ippocampo, nella corteccia prefrontale ed orbitofrontale. Le aree corticali frontali sono deputate alla funzione di fluenza verbale quindi la presenza di disturbi ansioso-depressivi, soprattutto se cronici, potrebbe favorire un impoverimento delle funzioni linguistiche. Le ruminazioni ossessive, inoltre, potrebbero comportare un impoverimento delle capacità di problem solving degli individui favorendo la polarizzazione dell’attenzione su specifici contenuti (Hellerstein, 2011).

I disturbi d’ansia, pertanto, possono comportare un disagio psichico complesso che dura nel tempo. I sintomi cognitivi vanno valutati e trattati precocemente proprio per impedirne la cronicizzazione migliorando la qualità della vita. Utile è affidarsi ad uno specialista per ricevere una terapia adeguata la quale può consistere in un trattamento farmacologico o in un percorso di psicoterapia.

Riferimenti:

Lyketsos CG et al (2002). Prevalence of Neuropsychiatric Symptoms in Dementia and Mild Cognitive Impairment. JAMA. 288 (12): 1475-83.

Hellerstein D (2011). Depression and Anxiety Disorders Damage Your Brain, Especially When Untreated. Heal your Brain.

Tiziana Corteccioni

About Tiziana Corteccioni

Dott.ssa Tiziana Corteccioni Medico chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta
Medico Psichiatra e Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo-comportamentale.

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