I Predatori (Miglior Sceneggiatura al Festival di Venezia 2020)

I Predatori (Miglior Sceneggiatura al Festival di Venezia 2020) di Pietro Castellitto è una commedia graffiante, grottesca, diretta con grande energia e abitato da personaggi esagerati. Vive sulla contrapposizione di due famiglie: Iuna formata da padre medico, madre regista e figlio assistente universitario tipica dei salotti buoni (a cui il regista esprime un pò di rabbia, forse autobiografica) ed una di estrema destra che vive di espedienti e proviene da ostia(a cui invece si dedica con tempi da parodia) .
Il film parte in maniera molto interessante con un buon ritmo ed un interessante piano sequenza dove il regista mette in mostra la sua perizia, ma poi si adagia, rientra nel recinto più confortevole del cinema italiano, che ci regala spesso battute e situazioni divertenti ma non si espone realmente ai fuochi d’artificio che ci aveva promesso, manca la bomba che è invece realmente presente nel film.
Quindi lo spettatore lascia la sala con un pò di amaro in bocca nonostante l’impressione di aver aver assistito alla prova di un ottimo cast di attori guidati da un regista che ci potrà regalare belle cose.
Viene dunque da pensare all’occasione sprecata, e per quanto ci si possa affidare al futuro, e a ciò che d’ora in avanti potrà fare Pietro Castellitto, è la delusione a farsi largo nella mente dello spettatore.

I PREDATORI

un film di PIETRO CASTELLITTO

con MASSIMO POPOLIZIO, MANUELA MANDRACCHIA, GIORGIO MONTANINI, PIETRO CASTELLITTO, DARIO CASSINI, ANITA CAPRIOLI, MARZIA UBALDI, NANDO PAONE, ANTONIO GERARDI e con la partecipazione di VINICIO MARCHIONI

una produzione FANDANGO con RAI CINEMA prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci

SINOSSI
È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti. Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Borghese e intellettuale la prima, proletaria e fascista la seconda. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori.

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