Il fascino orientale di Hokusai a Roma

Hokusai -la grande onda presso la costa di Kanagawa, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-32 circa

Silografia policroma

Kawasaki Isago Museum

Per godere dal vivo di uno scorcio orientale nel cuore di Roma non si può mancare la prima mostra monografica “HOKUSAI – Sulle orme del maestro”. Inaugurata all’Ara Pacis il 12 ottobre scorso in un contesto di grande curiosità verso la cultura e tradizione giapponese è anche l’evento di chiusura delle celebrazioni del 150° anno di rapporti bilaterali Italia – Giappone.

Nelle cinque sezioni troverete 200 opere esposte dal tratto e dallo stile inconfondibili, fra cui silografie policrome e dipinti su rotolo (esposti in due rotazioni per motivi conservativi) provenienti da prestigiosi musei di Kawasaki e Genova oltre che da ricche collezioni private.

Hokusai – Il Fuji da Gotenyama presso Shinagawa sul Tokaido

dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji- 1830/32 circa

Silografia policroma – kawasaki Isago Museum

Katsushika Hokusai (1760-1849) è stato un artista particolarmente prolifico, precursore dei tempi e poliedrico. Ha infatti sperimentato formati e tecniche differenti: dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale, silografie policrome di ogni misura, raffinati surimono come biglietti augurali, calendari e inviti. Ha rappresentato svariati soggetti qui esposti: meisho (luoghi celebri da non perdere), paesaggi, animali, fiori, ritratti, beltà femminili, guerrieri, fantasmi, animali semileggendari e figure erotiche. Fino alle rappresentazioni raccolte nei volumi Manga, che sono parte integrante dell’educazione giapponese (nati come manuali di disegno per pittori professionisti), con centinaia di schizzi e disegni, esempi efficaci dello stile innovativo ed eccentrico del Maestro.

Hokusai – Carpa e tartaruga, 1839

Dipinto su rotolo – collezione privata

“Alcune delle sue opere rappresentanti figure e dettagli femminili sono veri e propri cataloghi di moda.”
Rossella Menegazzo

In questa mostra si ha anche l’opportunità di vedere l’opera a confronto con quella di un suo contemporaneo e successore Keisai Eisen, esempi di interessante continuità e di vivacità culturale di Edo (attuale Tokyo).

Eisen – Yamashita in Shitaya e Koriyama in Oshu 1818-1830

Silografia policroma – Chiba City Museum of Art

Quale migliore occasione per ammirare da vicino esemplari unici, opere del Maestro indiscusso dell’ukiyoe (“immagini del Mondo Fluttuante”). L’affascinante rappresentante dell’arte orientale di fine settecento, di grande attualità ancora oggi, che ha esercitato anche un notevole influsso sugli artisti europei dell’epoca quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet protagonisti del movimento del Japonisme.

“Quello che invidio ai giapponesi è l’estrema limpidezza che ogni elemento ha nelle loro opere…Le loro opere sono semplici come un respiro e riescono a creare una figura con pochi ma decisi tratti, con la stessa facilità con la quale ci abbottoniamo il gilet.”
Vincent Van Gogh

Curiosità
Come è diventato famoso Hokusai? Sembra strano, ma l’artista spopola in Europa non appena arrivano le carte da imballaggio da lui disegnate. “Le opere diventano virali” – scrive il World Street Journal – e il successo è immediato poiché questo genere di opere non si erano mail viste prima. Il fascino della cultura e della tecnica orientale si diffonde fino ad arrivare ai giorni nostri.

Date: 12 ottobre 2017 – 14 gennaio 2017;
Biglietti: 11€; ridotto 9€;
Promossa da: Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese;
Organizzazione: MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura
A cura di: Rosella Menegazzo

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