LA PIAZZA IN ATTESA. Quanto tutto chiude apre a Pietrasanta la Stonehenge della scultura

L’arte sfida il Covid19 e rilancia il tema della speranza e delle bellezza ma anche della distanza e della riconciliazione con LA PIAZZA IN ATTESA in Piazza del Duomo a Pietrasanta ha aperto la mostra “La Piazza in attesa” promossa dal Comune di Pietrasanta e dalla Nag Art Gallery, in Piazza del Duomo a Pietrasanta fino giugno 2021.
La mostra itinerante nasce in questi mesi di lotta alla pandemia tra restrizioni, privazioni e dolore e nata da un’idea del gallerista e curatore Vincenzo Nobile, porta a distanza di mesi – la prima mostra dopo un anno– l’arte con i suoi messaggi potenti nel ventre della capitale internazionale della scultura attraverso le undici “figurazioni scultoree” in marmo, bronzo ed altre tecniche miste di altrettanti artisti che gravitano intorno alla realtà artistica e produttiva di Pietrasanta da moltissimi anni come:  Tony Nicotra, Daphnè Du Barry, Enrico Savelli, R. Bonetti, Boutros Romhein, Katarina Victor-Thomas, Misja K. Rasmussen, Alba Gonzales, Algarco, Alessandra Politi Pagnoni, Tano Pisano, Lorenzo D’Andrea. Le opere sono posizionate in cerchio, in una sorta di Stonehenge dell’arte. Si fanno strettamente simboliche: finemente levigate e compatte, dotate di un moto plastico interno che si apre irradiandosi verso l’esterno, Nodi contorti, intrecci e forme biomorfe, unitamente a tratti ascensionali ed elementi sinusoidi, costituiscono il lessico artistico. Tutto nasce e si trasforma in idea casualmente, senza una ricerca spasmodica e voluta. La natura è la fonte principale di ispirazione, tutto ciò che ci circonda può essere motivo di imput per nuove idee, la sensibilità di un artista è quella che al momento opportuno capta lo spunto formale.

Intervista a Vincenzo Nobile gallerista e curatore della mostra:

1)Parliamo prima della sua storia personale, come nasce questo amore per l’arte?

L’amore per l’arte nasce a Ragusa, cittadina siciliana, ricostruita dopo il terremoto del 1693, l’architettura barocca e l’estetica di quegli anni sovrasta e prevale sulle mode stilistiche degli anni e dei secoli successivi. Sono nato e vissuto fino a 19 anni in questa città fatta di pietra calcarea, visibile nel paesaggio circostante allo stato naturale e intagliata e scolpita in maniera magistrale nelle strade e negli edifici di pregio ,ma visibile anche nelle case minute. Di seguito, mi sono trasferito a Firenze per lo studio dell’architettura e nella città del rinascimento mi sono occupato di urbanistica, di restauro di edifici, di interni, di design…e li ho vissuto per 30 anni. Nel 2010, al Pontile di Pietrasanta assisto alla presentazione di alcune opere scultoree dell’artista Alba Gonzales, rimango folgorato da una in particolare “la giustizia” un bronzo alto 220 che narrava un corpo di donna ingabbiato sulla terra e col volto che si gira sui quattro lati e con uno sguardo rivolto al cielo. Rifletto su quell’opera e mi informo sull’artista, trovo una recensione fatta da Antonio del Guercio, professore dell’università di Firenze, con il quale io avevo discusso in maniera brillante l’esame di storia dell’arte contemporanea, ritenni a quel punto che l’emozione provata occasionalmente, era stata instillata durante la mia formazione e poteva essere approfondita. Aprii una galleria d’arte a Firenze, occupandomi di artisti emergenti contemporanei,ma dopo due anni decisi di chiuderla. Poi realizzai un paio di mostre in un albergo a Capri, dove mettevo in relazione i bronzi di Alba Gonzales prima con un pittore caprese e poi con uno siciliano.l’esperienza estiva era durata 100 giorni. Nel 2015 tornai a Pietrasanta e in un piccolo spazio del centro storico , iniziai ad esporre artisti locali o stranieri che avevano scelto di vivere ed operare in
questa cittadina della Versilia, coagulo di tradizione artistica e naturalmente incastonata fra le Apuane e il mare.
Entusiasta della facilità con cui si incontravano artisti e appassionati d’arte contemporanea, nel 2016 ho realizzato la NAG artgallery.
Una strada del centro di Pietrasanta percorsa da sempre, da grandi artisti,a partire da Michelangelo, e da operatori del marmo e del bronzo che con la loro professionalità hanno fatto si che questa piccola realtà fosse appellata “la piccola Atene”.

2) Tenere aperta una galleria in tempo di Covid19, come resistere?

La NAG art gallery è una delle 30/40 gallerie che insistono nel centro storico di Pietrasanta, il numero è molto importante ma varia a seconda delle stagioni. Noi abbiamo deciso di essere aperti sempre, d’estate e inverno e vantiamo 360 giorni di apertura su 365.
Anche durante il 2020, siamo rimasti aperti sempre, fatta eccezione per il periodo imposto dalle norme vigenti, ma per mantenerci attivi durante il lockdown abbiamo raccolto 61 opere prodotte da 61 artisti contemporanei durante il periodo drammatico e li abbiamo pubblicati sui social commentandoli vocalmente ciascuno per 60 secondi.
Nel 2021 prevedendo, in primavera, una situazione di chiusura della galleria, imposta dalle normative anticovid,come l’anno precedente, abbiamo pensato di proiettare l’attività espositiva all’esterno, in piazza duomo a Pietrasanta. Una mostra infatti di sculture , di artisti che trattiamo abitualmente e a cui siamo legati, il tema che soggiace alla scelta delle opere e i linguaggio espresso vuole sottolineare il tempo e le condizioni in cui stiamo vivendo.

3) Come si rappresenta oggi l’arte contemporanea per rapporto al passato?

L’arte contemporanea, per noi si può relazionare alle opere del passato solo se raggiunge livelli di tecnica professionale , di conoscenza del materiale usato tale da poterne trarre tutta le capacità espressive migliori, l’arte è saper fare. L’arte contemporanea potrà rimanere a far parte del passato solo se riesce a raccontare ai posteri un qualcosa che non è più, ma che rimane per la bellezza con la quale è stata realizzata, che si conserva con ammirazione per la passione che trasmette, che si custodisce con devozione per la fatica, con la quale è stata prodotta. L’arte contemporanea raggiunge livelli di apprezzamento universale, solo se riesce a prevedere, a esprimere comportamenti che verranno, situazioni che la sensibilità di pochi uomini esprime a vantaggio delle moltitudini, nuovi linguaggi per esprimere angosce imminenti che altrimenti ci lascerebbero insensibili. L’arte in genere è saper fare bene qualsiasi cosa, i pittori, gli scultori, gli architetti, gli artisti contemporanei devono saper fare per essere ricordati.

4) come nasce quest’ultimo progetto espositivo?

La volontà di far vivere la piazza, la riconciliazione fra le persone e la capacità della scultura di suscitare emozioni, nell’attesa di un ritrovato modo di esistere, sono i presupposti della mostra in piazza duomo a Pietrasanta. La piazza è in attesa di ritrovare quella complessità di situazioni che raccoglieva moltitudini di persone e cose. Negli aggregati urbani, dalla polis greca alle città contemporanee la piazza da secoli, raccoglie al suo interno, persone, animali, merci, oratori, teatranti, condannati a pubblico ludibrio, ecc.. per questo motivo, la strada, elemento di collegamento fra polarità lontane, si allarga si dilata per accogliere la complessità dello stare insieme. Oggi le piazze delle nostre città sono state svuotate dalle norme anti covid e nell’attesa che si possano animare al più presto, noi abbiamo selezionato delle figurazioni scultoree, divinità, simboli della fortuna, della giustizia, della vita, dell’amore, frammenti di animali, elementi ludici, per ricreare in maniera metafisica la vitalita, ahimè Inanimata, della piazza a cui siamo da sempre abituati.

5) Le opere in marmo, in bronzo e in materiali e tecniche miste, opere scelte in dialogo con l’ambiente, rispecchiano molto la società adesso? come la influenzano?

Le opere, eseguite da artisti che hanno scelto Pietrasanta, scolpite in marmo delle apuane, plasmate in bronzo nelle fonderie artistiche di Pietrasanta o anche quelle realizzate in materiali e tecniche miste sono legate all’ambiente circostante, in quanto ne sono il risultato. Le sculture proposte sono infatti il prodotto di questo sito,l’alta Versilia. Professionalità che si tramandano da secoli realizzano manufatti unici al mondo, e quelle derivate da modalità diverse dalla produzione tradizionale sono il frutto dell’innovazione tecnologica che si adegua, in questo luogo, continuamente al nostro tempo.

6)Parliamo come nasce “LA PIAZZA IN ATTESA” che percorso proseguirà poi all’estero…

La volontà di far vivere la piazza , la riconciliazione fra le persone, la capacità della scultura di suscitare emozioni,nell’attesa di un ritrovato modo di esistere, è l’ obiettivo della mostra di piazza duomo a Pietrasanta . Abbiamo immaginato un parterre, costituito da undici figurazioni scultoree e un punto di vista preferenziale al centro,una sosta . una panca tradizionale con in mezzo , un elemento che dissuade dal sedersi vicini, come regolato dalle norme vigenti. Gli autori di queste dodici opere d’arte, realizzate in marmo, in bronzo e in materiali e tecniche miste, sono artisti che gravitano intorno alla realtà artistica e produttiva di Pietrasanta da moltissimi anni. Il parterre ideale su cui insistono le sculture é di forma circolare, I fruitori della piazza potranno muoversi fra le opere, scambiarsi e confondersi con le sculture, toccarle e coglierne le emozioni che gli artisti hanno voluto suscitare con le loro opere. LA PIAZZA , luogo, da sempre al sevizio dello scambio di merci ,di relazioni ,di attivita’ produttive e creative,appare oggi,IN ATTESA di un evento che possa rasserenare gli animi e che faccia sperare in un nuovo equilibrio sociale.

LA PIAZZA IN ATTESA in Piazza del Duomo a Pietrasanta fino a giugno 2021

Luogo: PIAZZETTA SAN MARTINO
Indirizzo: Piazzetta San Martino – Pietrasanta – Toscana
Quando: dal 19/03/2021 – al 23/05/2021
Vernissage: 19/03/2021 ore 16
Generi: arte contemporanea

Info : NAG Art Gallery, via Stagio Stagi, 86 – Pietrasanta – www.nagartgallery.com

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