PROCESSO A FELLINI ombre segrete del regista, e la sua musa, Giulietta Masina

Cosa ha di nuovo Processo a Fellini, spettacolo teatrale sulla grande Giulietta Masina, rispetto ad ogni altro sin’ora realizzato?

Sin dai primordi della sua carriera, l’immagine della Masina è stata associata a quella del Maestro.
Se pur definita geniale attrice, una Chaplin al femminile, Giulietta verrà ricordata soprattutto come compagna del grande Federico.
Musa ispiratrice che, col passare degli anni e, l’allontanarsi dai riflettori, ha preso sempre più i tratti di donna rassegnata a vivere nell’ombra del marito, rimossa dai suoi continuativi e sempre più espliciti tradimenti.
  E così, mentre Federico Fellini si confessava pubblicamente in Otto e Mezzo, lei si ritraeva in una lenta malinconica solitudine.
Col passar del tempo, man mano che le collaborazioni con il marito andavano a diradarsi, la sua immagine è stata associata a quella di donna riservata, e rassegnata ad avere un marito geniale sì, ma inguaribilmente infedele. Le sue ultime interviste (via via più rare) rivelano una donna rimossa sulla vera essenza della loro unione, fatta di fiumi di scappatelle e di un matrimonio, quasi allargato, con Sandra Milo.

Cosa sarebbe accaduto se Giulietta avesse potuto pubblicamente esprimere la propria frustrazione di donna, moglie e, artista ? non proprio come ha tentato di farle fare il marito in Giulietta degli Spiriti ma con una pièce che desse voce alla sua parte offesa, umiliata e perché no risentita ma anche arrabbiata ?

Processo a Fellini vuole rendere omaggio all’immenso talento di Giulietta Masina, strappandola ai personaggi ingombranti di Cabiria e Gelsomina, per dare voce e dignità anche alle sue di ombre.

Lo spettacolo unisce elementi biografici ad altri di pura invenzione, in ritmo serrato, quasi un thriller psicologico o…addirittura incubo kafkiano che svelerà il proprio segreto solo nel proprio finale.
Assisteremo alla metamorfosi di una donna riservata, relegata ad un immaginario di purezza infantile, in donna consapevole, adulta e, vendicativa.
Una sorta di viaggio nell’anima non di Giulietta soltanto, ma di tante donne vissute nell’ombra di un uomo ingombrante, intoccabile, e, a volte, indifferente.

Processo a Fellini è un 8 e mezzo dal punto di vista della Masina che debutta nell’anno del centenario della nascita di lui !
Federico Fellini artista ha donato film universali che hanno fornito, e continueranno a farlo, la comprensione e le indicazioni del tempo nel quale sono stati realizzati, e dei tempi nei quali erano ambientati .

Interprete ideale per Processo a Fellini che debutta nell’anno 2019 è Caterina Gramaglia, attrice di grandi versatilità, già autrice e interprete de Le Lacrime di Giulietta cui la Gramaglia ha dedicato anni di studio e ricerche.

In una intervista la Gramaglia di questa preparazione ci fa sapere che è stata lunga e stordente, per un lavoro, una rappresentazione teatrale che sarà emotivamente forte straziante, ma per molte di noi donne la nostra opportunità catartica.

Attrice e co-produttrice, racconta nell’intervista telefonica “ è una Giulietta , una Giulietta totalmente diversa, proprio diversa. Diversa dal nostro immaginario della Masina, non è una Gelsomina… È una Giulietta più combattiva, che vuol dare voce a lei, a tante donne, al loro femminile, all’io stanco tradito non considerato, ma sopratutto tanto tradito per tante.
Una Giulietta che la si vede, nella sua epoca gli anni ‘50, non poteva dir nulla, ..non ha fiatato…ha sempre difeso anche in pubblico Fellini, tutelato il suo uomo e artista riconosciuto. E finalmente poi invece, era ora iniziasse a parlare .“

All’improvviso, iniziare a parlare.
Accade, un pretesto, nelle donne che hanno subito che sono state ferite tradite, di donne remissive, ovvio, che hanno subito torti, perché diversamente, proprio, non sapevano (fare).

Ad affiancarla, interpretando ruoli diversi, sarà Giulio Forges Davanzati, attore poliedrico che si divide tra cinema, televisione e teatro con notevole successo.

Processo a Fellini, da un’idea originale di Mariano Lamberti e dallo stesso diretto, scritto da Riccardo Pechini, è un testo crudo e avvincente, che racconta i lati più bui e dolorosi di una unione tra le più celebri, ma privata di carne e sangue nell’immaginario pubblico.

In scena si avvicendano figure reali e / o immaginarie, tra cui un vecchio amore, personaggi dei film da lei interpretati, Marcello e, ovviamente Federico, con il quale avrà un confronto finalmente aperto.
Il ritmo diviene serrato, fino ad arrivare ad un parossismo in cui alla rabbia si sostituirà non la rassegnazione come avrebbero voluto i costumi dell’epoca, ma la rivendicazione di una femminilità a lungo repressa e la trasformazione in donna consapevole, determinata e rappacificata col passato.

E per loro Signor Uomini, Processo a Fellini, questo Spettacolo, cosa sarà ?

Civico 54
Lo spettacolo “Processo a Fellini” segna la nascita dell’attività dell’Associazione Culturale Civico 54, unione tra Cura e Arte.

Associazione Culturale Civico 54 e Sycamore TCompany presentano

PROCESSO A FELLINI
in scena ombre segrete del regista, e la sua musa, Giulietta Masina

scritto da Riccardo Pechini
diretto da Mariano Lamberti
con Caterina Gramaglia e Giulio Forges Davanzati

Altrove Teatro Studio
via Giorgio Scalia 63 (5’ a piedi da Metro Cipro)
prenotazioni: ipensieridellaltrove@gmail.com; tel. 3398175904
Orario Spettacoli 25 e 26 gennaio ore 20:00, 27 gennaio ore 17:00 ( e forse anche ore 20.00 data già la sala piena delle prime due date ).
Biglietti: 10€+2€ tessera associativa.

Sinossi
Giulietta si sveglia di soprassalto, una strana presenza sembra essersi introdotta in casa in piena notte. Un ladro, uno squilibrato, o forse una figura ancor più inquietante.
Al rumore dei passi che si dirigono risoluti verso la camera da letto, Giulietta sviene. Quando si riprende, si accorge che l’intruso non è altri che un giovane ragazzo. Ma l’inquietudine rimane, poiché il giovane dice di conoscerla intimamente fin da bambina, malgrado la notevole differenza d’età che separa i due.
Il ragazzo è insofferente, minaccioso e fatica a trattenere la rabbia. Ma non è Giulietta il bersaglio della sua furia, anzi il giovane appare profondamente partecipe dei trascorsi a volte destabilizzanti e dolorosi vissuti dalla donna in tenera età. Giulietta è confusa e non si fida, ma sente suo malgrado di condividere con quello strano individuo un legame profondo. Non solo, le sembra addirittura di aver progettato assieme a lui un piano misterioso che coinvolge il suo celebre marito.
L’accaduto si rivela essere un sogno che Giulietta racconta al proprio analista
Sulla sedia che occupava il giovane c’è infatti ora uno psicologo che, con tono distaccato, mette in luce le contraddizioni che affiorano inconsapevolmente dalle parole della donna. Si tratta di vere e proprie rimozioni. L’immaginario femminile di Federico è carnale, invadente, inglobante, eppure ha relegato proprio lei, sua moglie, nel personaggio di una donna infantile, ingenua ed asessuata.
Da questo momento in poi in scena si avvicenderanno figure reali o immaginarie, tra cui un suo vecchio amore, personaggi apparsi nei film da lei interpretati, Mastroianni e ovviamente Federico Fellini, con il quale avrà un confronto finalmente aperto.
Il ritmo si farà sempre più serrato, fino ad arrivare ad un parossismo in cui alla rabbia si sostituirà non la rassegnazione (come avrebbero voluto i costumi dell’epoca) ma la rivendicazione di una femminilità a lungo repressa e la trasformazione in una donna consapevole, determinata e rappacificata col proprio passato.

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