Sensibile Comune alla Gnam, intervista ad Andrea Lanini

Si respira una aria diversa in questi giorni alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, sembra di far un tuffo nel passato come in un viaggio…un aria amichevole, sociale, libera, felice e piena di speranza…artisti che vanno e vengono, intellettuali, curiosi, tutti per il progetto: SENSIBILE COMUNE – LE OPERE VIVE alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM) a Roma fino al 22 gennaio 2017 a cura di Ilaria Bussoni, Nicolas Martino, Cesare Pietroiusti. Opere all’Ennesima, incurabili, in costruzione, in lotta, in fuga, in contemplazione….e la nuit des idees/parole Comune

Sono state scelte casualmente 20 opere della collezione permanente del museo tra cui :

Piero Manzoni, Alberto Burri, Toti Scialoja, Giulio Paolini, Medardo Rosso, Marcel Duchamp, Filippo Palizzi, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giulio Turcato, Pino Pascali, Lucio Fontana..

20 artisti sono stati invitati ad abbinarsi e confrontarsi con questi lavori presenti in mostra:

Claire Fontaine, Gian Maria Tosatti, Dora Garcia, Davide D’Elia, Fiamma Montezemolo, Danilo Correale, Domenico Antonio Mancini, Giuliano Lombardo, Rene Gabri e Ayreen Anastas, Rossella Biscotti, Kinkaleri, Elisabetta Benassi, Cristina Kristal Rizzo, Simone Bertugno e Mike Watson (Loal – League of Art Legends), Pablo Echaurren… Negli spazi della mostra si alterneranno ogni giorno performance (Andrea Lanini, Lancelot Hamelin), proiezioni (Guy Debord, Fabrizio Ferraro), dibattiti (Giacomo Marramao, Elettra Stimilli, Paolo Virno), reading poetici (Œ, Lidia Riviello) e uno sleep concert (Matteo Nasini).

Ognuno ha avuto una visione particolare dall’installazione all’opera realizzata casualmente ispirata all’artista maestro che gli è vicino, dunque rimaniamo interessati alla rappresentazione da più punti di vista nello stesso momento e dalla descrizione dell’Arte oggi, che possiamo scomporre in tanti punti di vista e in diversi momenti ma senza confrontarli per forza.

Quale frase più appropriata di Duchamp: “Vogliamo riportare l’Arte al servizio della mente, quindi avanti le idee” e aggiungerei non soltanto dando la visibilità. Questa mostra è un ottimo confronto, pieno di idee comuni e dialoghi tra passato e presente, per attingere a quel passato che ha fatto storia e guardare un futuro in modo più libero.

Intervista ad Andrea Lanini – Artista presente in mostra:

1) Una partecipazione attiva a questo progetto cosa ti ha portato qui?

Ho avuto il piacere di collaborare con Cesare Pietroiusti in passato in diverse occasioni, anche con interventi di carattere performativo-didattico ed è stato lui a propormi la partecipazione a Sensibile Comune, cosa della quale ovviamente sono molto contento.

2) Andrea Lanini parlaci di te e della tua istallazione

Da molti anni mi dedico ad un lavoro artistico che ha a che fare con la città, il rapporto con il pubblico e un’idea di opera d’arte un po’ diversa da quella tradizionale del collezionismo e del museo. La mia istallazione risente di questa esperienza ricollegandosi a Roma, alla vita che ho trascorso in questa città, a un patrimonio culturale comune come il cinema e alla possibilità di interagire direttamente con il pubblico, con la sua sensibilità, i suoi ricordi, la sua curiosità.

3) Che sensazione hai stando qui e in rapporto con il pubblico?

Si tratta per me di una situazione decisamente insolita, nella quale la realizzazione di un allestimento costruito e composito, attraverso oggetti dislocati in galleria, include tra gli oggetti anche me stesso. Nei confronti del pubblico mi sento, un po’ immodestamente, come il santo dipinto su una pala d’altare che a un certo punto cominci a fare due chiacchere con i fedeli.

4) Ti hanno qui esposto casualmente affianco all’opera di Duchamp ….Rrose Sélavy…Direi nulla è per caso! Tu?

Per la verità non è stato troppo casuale. I curatori conoscevano il titolo e i motivi di fondo di questo mio lavoro che riguardano la vicinanza esistente, per lo meno secondo la mia immaginazione (un’idea cui tengo molto) tra La dolce vita di Fellini e lo pseudonimo che l’artista francese ha scelto per sé negli anni venti. Infatti è con questo nome che Duchamp ha firmato l’opera presente qui in mostra : Why not sneeze, Rrose Sélavy?

5) Proprio Duchamp diceva : “A me interessavano le idee non soltanto i prodotti visivi”. Così attuale, parliamone con te.

In effetti questa componente “antiretinica” del pensiero e dell’arte di Duchamp ha contribuito a definire il carattere dell’arte concettuale, che ha avuto origine negli Stati Uniti, dove l’artista francese è stato notoriamente molto presente. Si tratta di un carattere che ha poi segnato gran parte della produzione artistica successiva e che mi interessa molto, sebbene io conservi un amore appassionato e perciò non sopprimibile per l’arte retinica, che Duchamp abbandonò in giovane età. Forse per questo è presente in questo lavoro la Fontana di Trevi, un’opera realizzata da Nicolò Salvi nel XVIII secolo che, pur essendo piena di concetti, non può dirsi propriamente concettuale.

6) Cosa vuoi trasmettere personalmente al pubblico internazionale che viene qui alla Gnam?

Veramente non saprei da dove cominciare. La prima cosa che mi viene in mente è che Roma e l’Italia non sono soltanto una macchina a gettone per turisti e che La dolce vita, intesa come felice momento culturale e non come passatempo per play boy, non è finita, sebbene possa produrre qualche rigurgito di nostalgia.

7) Questo progetto Sensibile Comune cosa ti lascia?

Molte cose, oltre alla grande soddisfazione di aver partecipato ad un evento così insolito e di qualità tanto notevole. Scoperte straordinarie legate alla collaborazione con artisti e curatori e direi anche una comprensione del mio stesso lavoro, che è una delle cose che generalmente capisco meno.

8) Progetti futuri?

Uno in particolare: realizzare una scultura di filo metallico e fogli di carta appesa alla volta di una grotta che si trova sotto il tugurio nel quale lavoro. Un’opera che sarà probabilmente trovata fra un paio di secoli. Non credo che sarò presente al ritrovamento.

9) Idee future?

Veramente non ho idea di quale idee mi verranno.

10) Cosa vorresti cambiare nel mondo dell’arte e cosa vorresti lasciare e perché.

Nel mondo dell’arte vorrei lasciare soprattutto l’Arte, della quale, come del Bello, non si parla molto. Cambierei molto volentieri il conservatorismo dei progressisti che in Italia abbondano. Data la mia età, talvolta preferisco il progressismo dei conservatori.

LA MOSTRA

Sensibile Comune – Le opere vive è una mostra che si tiene negli spazi della Galleria Nazionale di Roma dal 14 al 22 gennaio 2017, realizzata in occasione di C17 – The Rome Conference on Communism (18-22 gennaio 2017). La mostra nasce dal lavoro della rivista OperaViva Magazine e da un seminario organizzato dalla Fondazione Lac o Le Mon.

La mostra prevede 6 sezioni: opere all’ennesima e opere incurabili (in relazione alle opere della Galleria Nazionale), opere in lotta (con presentazioni di archivi cartacei – Archivio Valle, Macao, Sale Docks – e di un archivio digitale basato su un software open source per la creazione dal basso di una rete di archivi), opere in fuga (proiezioni), opere in costruzione (opere costruite in diretta durante i giorni della mostra, tra cui un’improvvisazione musicale con Michele Rabbia, Ludovico Takeshi Minasi, Daniele di Buenaventura) e opere in contemplazione (dissonanze sensoriali dal vino naturale con Giampalo Gravina e Armando Castagno, dalla volta celeste con Franco Piperno e il giardino con Lucilla Zanazzi e Andrea Di Salvo).

Negli spazi della mostra si alterneranno ogni giorno performance, proiezioni, dibattiti, reading poetici e uno sleep concert.

Ad articolare l’evento saranno – oltre alla conferenza di C17 con Jacques Rancière, Michael Hardt, Alexei Penzin, Manule Borja-Villel, Claire Fontaine – due tavole rotonde: una dedicata all’archivio con Mario Tronti, Manuel Borja-Villel, Marco Scotini e un’altra alla curatorialità con Carolyn Christov-Bakargiev, Marco Baravalle, Annarosa Buttarelli, Tarek Elhaik, i restauratori della Galleria.

SENSIBILE COMUNE – LE OPERE VIVE a cura di Ilaria Bussoni, Nicolas Martino, Cesare Pietroiusti

con l’assistenza curatoriale di: Laura Perrone, la consulenza per teatro e danza di Serena Soccio, il coordinamento di Sara Milano

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dal 14 al 22 gennaio 2017

Ingresso mostra: via Gramsci n. 69-71

www.sensibilecomune.org

contact@sensibilecomune.org

Media Partner:

OperaViva Magazine

www.operaviva.info – info@operaviva.info

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