WORLD PRESS PHOTO 2021: LE MIGLIORI FOTO NELL’ANNO DELLA PANDEMIA

 

85-year-old Rosa Luzia Lunardi is embraced by nurse Adriana Silva da Costa Souza. The first hug she receives in five months.

Nell’anno colpito più duramente dalla pandemia COVID-19 sono oltre 4000 i fotografi provenienti da 130 paesi del mondo che hanno partecipato alla 64a edizione del World Press Photo, la mostra che premia i migliori fotografi professionisti. Per la prima volta la suggestiva sede della mostra è il Mattatoio di Roma, che ospita dal 28 maggio al 22 agosto le 141 foto finaliste (su 74.470 foto totali) del prestigioso premio di fotogiornalismo.

L’iniziativa, ideata dalla Fondazione World Press Photo di Amsterdam, promossa da ROMA Culture e Azienda Speciale Palaexpo e organizzata sempre da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography contribuisce a costruire la storia del miglior giornalismo visivo mondiale. La cerimonia di premiazione quest’anno si è svolta online il 15 aprile 2021.

Le immagini, le storie e le produzioni selezionate presentano diverse prospettive di uno degli anni più importanti della storia recente, segnato dall’impatto della pandemia COVID-19 e dei movimenti per i diritti sociali in tutto il mondo. Tra i candidati ci sono storie straordinarie di speranza, resilienza e cambiamento sociale.”

 Joumana El Zein Khoury, direttrice esecutiva della World Press Photo Foundation

WORLD PRESS PHOTO OF THE YEAR

La giuria internazionale indipendente del concorso fotografico 2021 ha selezionato la fotografia di Mads Nissen The First Embrace come World Press Photo of the Year. Nell’immagine vincitrice, Rosa Luzia Lunardi, di 85 anni, viene abbracciata dall’infermiera Adriana Silva da Costa Souza presso la casa di cura Viva Bem, San Paolo, Brasile, il 5 agosto 2020. Una foto potente e struggente che esprime tenerezza, incoraggiamento e solidarietà.

Per me, questa è una storia sulla speranza e sull’amore nei momenti più difficili. Quando ho saputo della crisi che si stava sviluppando in Brasile e della scarsa leadership del presidente Bolsonaro che ha trascurato questo virus sin dall’inizio, che lo ha definito una piccola influenza, ho sentito davvero il bisogno di fare qualcosa al riguardo.”

Mads Nissen, Vincitore Foto dell’anno 2021 e 2015

Questa immagine iconica del COVID-19 commemora il più straordinario momento della nostra vita, ovunque. Ci ho visto vulnerabilità, persone care, perdita e separazione, morte, ma, cosa importante, anche la sopravvivenza, tutto racchiuso in un’unica immagine visiva. Se ci si sofferma sull’immagine, si vedranno le ali: un simbolo di volo e speranza”.

Kevin WY Lee, fotografo, direttore creativo e membro della giuria del Concorso fotografico 2021

LE CATEGORIE IN MOSTRA

Per la prima volta viene premiato un italiano nella categoria World Press Photo Story dell’anno, la giuria ha infatti scelto Habibi di Antonio Faccilongo. Le cronache della serie vincitrice raccontano storie d’amore ambientate sullo sfondo di uno dei conflitti contemporanei più lunghi e complicati, la guerra israelo-palestinese. La storia mostra l’impatto del conflitto sulle famiglie palestinesi e le difficoltà che devono affrontare per preservare i loro diritti riproduttivi e la dignità umana. In questo caso il fotografo punta i riflettori su ciò di cui i mass media parlano meno, ovvero le storie ordinarie e straordinarie allo stesso tempo apparentemente in secondo piano. In realtà quelle che meglio rappresentano gli effetti tangibili dei conflitti.

Beit Rima (Palestine), 12/22/2019.
A portrait of Mazen Rimawi. He is a former Palestinian political prisoner but he is also Majd’s uncle, who was born through in vitro fermentation.
He’s the brother-in-law of Abdel Karim who has been arrested since June 2001 and sentenced to 25 years.
The tree image tries to show that despite the physical absence of prisoners in their homes, their emotional presence is still alive.
I have known the Rimawi family since 2015 and I constantly go back to visit them.

Kobar (Palestine), 17/08/2015.
The dress and shoes of the prisoner Nael Al Barghouti in his bedroom. His wife Iman keeps all her husband’s clothes, shoes and items in their home.
Nael was arrested on April 4, 1978 after carrying out a commando operation in which one Israeli was killed. Released during Shalit’s agreement between Hamas and Israel in 2011, he has been arrested again and sentenced to life imprisonment.
He has spent 41 years in prison and he is longest-serving Palestinian inmate in Israeli jails.
Items left behind by inmates allows us to perceive the absence of men and to understand the emptiness they left in the life of their family members. At the same time, the prisoners’ wives also keep these objects in the hope of a return home of their loved ones.
This photo was taken during a meeting with Iman in her home. Thanks to the confidence gained with her during the years of working in Palestine, I had the opportunity to photograph some of the private objects left by her husband at home.

“Il mio lavoro ha l’ambizione di essere un ponte culturale per unire le persone”.

Antonio Faccilongo, vincitore del World Press Photo Story 2021

Antonio Faccilongo è un fotografo documentarista italiano rappresentato da Getty Reportage. Attualmente lavora come professore di fotografia presso la Rome University of Fine Arts e l’American University of Rome. Nel suo lavoro, che documenta le conseguenze del conflitto israelo-palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, Faccilongo ha cercato di svelare ed evidenziare le questioni umanitarie legate a uno dei conflitti più segnalati al mondo, spesso indicato solo come luogo di guerra.

Lorenzo Tugnoli e Gabriele Galimberti sono gli altri due fotografi italiani tra i vincitori. Galimberti ha vinto nella categoria Ritratti, Storie, con un lavoro per National Geographic sui proprietari di armi negli Stati Uniti. Tugnoli dell’agenzia Contrasto nella categoria Spot News, Storie, per le sue foto dell’esplosione nel porto di Beirut, in Libano, nell’agosto 2020.

In mostra anche quest’anno una sezione dedicata al Digital Storytelling con una serie di video che raccontano gli eventi cruciali del nostro tempo.

IL RACCONTO DELLA STORIA UMANA

Tutte le immagini della mostra hanno un comune denominatore. Attraverso questi scatti i fotoreporter descrivono la storia attuale e scavano in profondità negli occhi e negli animi dei suoi protagonisti, persone comuni che rappresentano l’universale. In questa edizione si sente forte l’impronta drammatica della pandemia, uno sguardo segnato dal dramma e dalla paura dei nostri giorni.

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L’esposizione del World Press Photo 2021 nel suo insieme racconta infatti la storia umana di questo secolo, che permette di rivivere gli eventi che caratterizzano la contemporaneità nelle sue molteplici sfaccettature. Il suo carattere internazionale e le migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche, per raggiungere una comunicazione empatica e immediata.

Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 11.00 alle 20.00

Informazioni e prenotazioniwww.mattatoioroma.it – tel. 06 39967500. Il call center risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, sabato dalle 9.00 alle 14.00; info.mattatoio@palaexpo.it

Biglietti: intero 8,00 €; ridotto 6,00 €; dai 7 ai 18 anni 4,00; fino ai 7 anni gratuito, con prenotazione obbligatoria

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