Caina: il film di Stefano Amatucci tra i candidati agli Oscar

Reduce da un importante successo internazionale di critica e pubblico – Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Spagna, Australia, Argentina, Uruguay, Estonia, Portogallo – Caina (prodotto da Movieland e distribuito da mOOviOOle) è l’opera prima al cinema di Stefano Amatucci che, dopo una lunga esperienza come regista televisivo (Un posto al sole e La squadra), firma un lavoro estremo e coraggioso sull’orrendo tema dell’immigrazione selvaggia, degli interessi connessi e dell’inevitabile razzismo. In un presente visionario e distopico, sulle spiagge di un generico Mediterraneo, si consuma la vicenda di Caina, di mestiere trovacadaveri, e il suo rapporto vittima- carnefice con il magrebino Nahiri, al centro di una vera e propria guerra di civiltà. Protagonisti di questo lungometraggio una quasi demoniaca Luisa Amatucci nei panni di Caina; un tenero e, per certi versi, fragile Helmi Dridi nei panni di Nahiri; il realistico Gabriele Saurio nei panni del cinico Taurul. Un’impagabile Isa Danieli, interprete della cinica Signora Ziviello.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Stefano Amatucci e Davide Morganti, è liberamente ispirata dall’omonimo romanzo di Davide Morganti (Ediz. Fandango Libri).

Unico film italiano in concorso al 20° POFF Tallin Black Night Film Festival, Caina è l’opera prima al cinema di Stefano Amatucci. Il regista noto per la sua carriera televisiva, in cui emergono titoli come Un posto al sole e La squadra, firma un lavoro coraggioso sull’orrore dell’immigrazione selvaggia e sull’orrore ancor più raccapricciante del razzismo di chi accoglie, e del business che se ne ricava.

CAINA

regia di: Stefano Amatucci

cast: Luisa Amatucci, Helmi Dridi, Isa Danieli, Gabriele Saurio

sceneggiatura: Stefano Amatucci, Davide Morganti

fotografia: Roberta Allegrini, Rocco Marra

scenografia: Massimiliano Forlenza

costumi: Teresa Acone

musica: Vito Ranucci

produttore: Salvatore Suarato, Filomena Palomba, Daniele Tomassetti, Fabio Tomassetti

produzione: Movieland, Déjà Vu Production

vendite estere: Cardinal XD [Stati Uniti]

paese: Italia

anno: 2016

durata: 75′

formato: colore

uscito in sala: 28/05/2018

premi e festival:

  • Festival Cinematográfico Internacional del Uruguay 2017: Competencia Nuevos Realizadores
  • Tallinn Black Nights Film Festival 2016: First Features Competition
  • Rec Tarragona Internacional Film Festival 2016
  • Off the Wall Expanded 2016-2017: Across the Line
  • Clam International Film Festival 2017
  • FEST – New Directors 2017
  • Ischia film festival 2017: Concorso – Migliore fotografia
  • Paris Lift-off Global Network 2017 – In Concorso – Miglior film
  • Sidney Lift-off Global Network 2017 – In Concorso

Sinossi
La protagonista in passato era una killer su commissione, uccideva con freddezza e agiva con disprezzo, era specializzata nell’ammazzare gli extracomunitari, perché il suo è un animo xenofobo, violento e con un odio viscerale per tutto ciò che non appartiene alla sua lingua, alla sua razza e soprattutto alla sua religione: incarna infatti i luoghi comuni e le paure di chi ha una rozza visone dell’Islam. Ora Lei passa le sue notti in spiaggia dove fa un mestiere particolare, la “trovacadaveri”: il suo compito è quello di raccogliere tutti i corpi annegati degli extracomunitari che dall’Africa cercano di arrivare in Italia e che il mare riversa sulla riva. Lei sente i morti parlare, avere paura, lamentarsi, ne ascolta le sofferenze, le angosce, le delusioni. I cadaveri arenati vengono smaltiti sciogliendoli nel cemento in un centro di smaltimento statale.
Lei guadagna 15 al lordo, su ogni annegato. Nahiri, tunisino, anche lui fa il “trovacadaveri”, ma è abusivo. Insieme ad un gruppo di immigrati irregolari, per sopravvivere, vanno in giro rubando dalle rive i cadaveri degli immigrati, vendendoli sottobanco al centro di smaltimento grazie alla connivenza della sua dirigente, l’anziana signora Ziviello, che opera nel malaffare. La merce è difficile da recuperare, così gli abusivi decidono di annegare a mare quelli che arrivano vivi. Nahiri non ci sta e abbandona il gruppo offrendosi di lavorare per Lei sottomettendosi a essa. Si scrutano diffidenti, si annusano come belve. Si scatena tra i due una guerra di civiltà.
Ambedue vivono, però, con la costante paura di essere derubati dagli altri abusivi extracomunitari. 

Redazione Rome Central

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