Peter Greenaway a Roma: il futuro del cinema è verticale!?

Roma 22 Settembre 2018, con la troupe di Rome Central Magazine cerchiamo di raggiungere Piazza del Popolo dove ha luogo il Vertical Movie Festival, che era stato annunciato per l’estate.  Al festival notiamo poca gente, forse perché posticipato a settembre a causa della  difficoltà nel reperire contenuti di cinema “verticale”.

Il primo premio Festival assoluto è il “BEST SHORT VERTICALMOVIE”, assegnato dalla giuria tecnica, del valore di € 3.500,00 + Targa. Un secondo premio, giuria tecnica, del valore di € 1.500,00. + Targa; Il terzo premio, giuria tecnica, del valore di € 1.000,00. + Targa;
Altri premi assegnati dalla giuria, senza premi in denaro:
         MIGLIORE REGISTA
         MIGLIORE SCENEGGIATURA
         MIGLIOR ATTORE
         MIGLIORE ATTRICE
         MIGLIORE CINEMATOGRAFIA
         MIGLIORE MODIFICA
         MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE

Ai premi della giuria tecnica vengono aggiunti tre premi che verranno assegnati dal pubblico del web, verranno premiati i video con il maggior numero di voti:
Il Primo premio dal web è  “BEST VERTICALMOVIE SHORT ON-LINE AUDIENCE”, del valore di € 2.500,00 + Targa;
Il secondo premio, voto on line, del valore di € 1.000,00. + Targa;
Il terzo premio, voto on line, del valore di € 500,00. + Targa;

I Video in concorso possono essere visionati su YouTube sul Canale del Festival:
https://www.youtube.com/channel/UC4Eo5YqU_GkUkAFIt2tvjiQ/videos

Alcuni dati presi dal web sostengono che, a metà 2018,  7 miliardi di video siano stati visti ogni giorno su Snapchat, un’applicazione per smartphone che stimola all’uso verticale. Ma bisogna distinguere i semplici video di chat o social con “il Cinema” come forma d’arte altrimenti potremo sostenere che vengono prodotti miliardi di quadri al secondo solo perché si scrive qualche cosa ogni giorno… Ma l’ufficio stampa di Snapchat rivela che sono tantissimi gli spot pubblicitari girati in verticale che, sul telefonino, sono visti fino alla fine 9 volte più di quelli in orizzontali. Dato importante ma uno spot è cosa assai diversa dal “Cinema”.
Sono i millennials, secondo Advertising Week, che guardano maggiormente gli spot video sui cellulari rispetto a quelli in tv.

Impressioni
E’ sicuramente arrivato il momento di prendere sul serio i video verticali proprio perché app come Periscope, Snapchat e Instagram, le dirette Facebook etc… sono seguitissimi e sono pensati solo per i video verticali.
Forse per questo che la BBC, il Washington Post, il National Geographic e altre importanti testate hanno iniziato a produrre contenuti in formato verticale dedicati agli smartphone.

Appare quindi una questione di numeri e non una questione artistica. Il video sul cellulare cresce esponenzialmente e sembra che sempre più persone passino tanto tempo a visionare sul cellulare contenuti video proprio in “verticale”.

Non amo i pregiudizi, anche se a pelle questa idea del “cinema verticale” mi appare come un’idea di alcuni produttori per cercare di raggiungere le grandi corporation degli smartphone per acquisire nuove fonti di finanziamento. I Francesi sono dei maestri nel produrre cinema e opere di qualità finanziandosi con film o opere di basso livello culturale ma che possano incassare al botteghino.
Non sono sicuro che un lungometraggio possa essere visionato col cellulare, che si tiene piu’ spesso verticale, differente è invece la visione di una breve clip video mentre si usano le app social o quando si riceve un videomessaggio … Non ho le idee chiare e non so se mi sta sfuggendo qualcosa sul modello di comunicazione cinematografica del futuro. 

Ma ecco una sorpresa: ci dicono che il pittore/regista Peter Greenaway sarà al festival proprio perché Lui crede nel futuro del cinema in verticale… allora deve essermi sfuggito qualcosa ? Continua a non convincermi questa idea di futuro verticale, ma dopo aver rivisto il vecchio film demenziale Idiocracy in un pomeriggio di proiezioni di commedie cult, iniziato con la visione di “Donne amazzoni sulla luna” di John Landis, decidiamo di andare a chiedere a Greenaway di darci qualche ispirazione e di rivelarci la sua visione del futuro.

Peter Greenaway come pittore proprio non mi convince, sono interessato all’arte moderna ma non trovo nulla di nuovo nelle sue opere e, sebbene sia piacevole, non vedo nulla di migliore dalle tante e meravigliose istallazioni dei giovani artisti che incontriamo spesso e volentieri negli articoli del Magazine. Come regista lo consideravo un specie di “mostro sacro, quasi indiscusso da quando all’età di 15 anni mi accaparrai un VHS con il suo primo film… poi anni dopo tra gli amici intellettuali andava di moda fare serate con le proiezioni dei suoi film piu’ strani tanto che pensavo fosse un mito indiscusso…

Diciamo che mi è impossibile esporre il suo pensiero

Il saggio sa bene che non bisogna mai incontrare i propri artisti preferiti perché il rischio di delusione nell’affrontare il narcisismo dell’uomo è altissimo… e questo è uno dei rari casi nel quale – per mia stessa ignoranza sia chiaro – l’aurea di grande artista del Gallese Peter Greenaway non ha potuto schermare l’arroganza dell’uomo che si concede quando e come vuole lui forse abituato ad avere di fronte un pubblico affascinato … ma questa volta i voli pindarici per cercare di difendere questa visione del “futuro cinema verticale” fanno acqua da tutte le parti… ma si sa oggi il mondo è social e l’élite planetaria ammira dagli spalti l’immensa plebe che si immagina protagonista col cellulare in mano e un profilo virtuale con tanti amici e followers… forse poco è cambiato dal quando l’aristocratico di turno abbassava il pollice di fronte ad una platea in delirio per punire il cristiano o il gladiatore nell’arena dell’autoesaltazione.

Iggy Poppins

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