Donna Fatale, il racconto visivo-filosofico di Ulla Karttunen, dalla Finlandia all’Italia, al Museo Crocetti di Roma

Nell’arte le visioni più fosche sono quelle più belle” Friedrich Nietzsche

Oggi apre a Roma la mostra personale per la prima volta dell’artista contemporanea finlandese di fama internazionale: Ulla Karttunen dal titolo “Donna Fatale: metamorphoses of modern” a cura di Sveva Manfredi Zavaglia, con il Centro Taiteen Edistamiskeskus di promozione d’Arte Finlandese presso la pregevole sede del Museo Fondazione Venanzo Crocetti (via cassia 492).

In mostra si presentano 30 opere con artista presente e catalogo:

Una serie di opere inedite di stampo sociale: collage digitali e istallazioni che trattano il potere delle donne, della forza femminile e del coraggio.

Figura di punta di artisti d’avanguardia transdisciplinare in Finlandia, Ulla Karttunen lavora su immagini digitali, installazioni e progetti socialmente critici o concettuali. L’artista utilizza le opere come in un racconto, dal visivo al filosofico, parla della figura delle donne attraversando la loro anima.

Come espone Karttunen “Un tempo le donne erano escluse dai mondi della conoscenza, non potevano comandare, non erano sacerdoti o papi, parlando di ordine esistenziale poiché il potere femminile non è collegato a regole, violenza o urla ad alta voce e non è stato ascoltato”.

L’affettività, la sensibilità e l’intuizione sono ciò che affermano la vita di Karttunen. Come in una successione di lotte e tragedie interne. Ma, se crediamo nella rivalutazione nietzschiana di tutti i valori “nell’arte le visioni più fosche sono quelle più belle” dovremmo ripensare a quali valori e forze sono davvero il più profondo affermarsi della vita.

L’artista pare volerci stupire accendendo una luce per illuminare la speranza, nel tentativo di riappropriarsi della propria “umanità” nel tentativo di voler vivere con serenità e pace. L’anima dell’artista pare non poter tacere e con una continua ricerca creativa comunica al mondo un grido di speranza.

I lavori che l’artista ha realizzato in questa personale, ci racconta Sveva Manfredi Zavaglia la curatrice, sono una serie di opere inedite fortemente influenzate dagli ampi panorami di stampo sociale. Tutte opere di grande formato esprimono contrasti con un forte senso complesso. In alcune opere ci narra di donne che trattano il conflitto per le risorse economiche; alcune altre sono viste come dee moderne ed eroine, o come effigi di dame che indagano in modo fosco negli interstizi delle emozioni quali: la rabbia, la paura e la vergogna; oppure altre donne che vengono ritratte come mistiche e sante sconosciute in modo satirico, sensuale ed irrazionale. I colori che utilizza in alcune opere sono incisivi e forti come ad esempio il rosso scuro, rosa cremisi, rosso scarlatto, oppure tenui che si mescolano e si sovrappongo creando sfumature morbide e originali; ed altre infine con colori compatti sembrano essere sul punto di dissolversi come dei fantasmi del futuro. Vengono rappresentate come un pathos interiore e scene di forza, che si alternano ad immagini che in semplici tratti si caricano di pregnanti ed eloquenti valenze allegoriche in modo ironico”,

La questione delle donne è globalmente “fatale” come dal titolo della mostra, le donne sono necessarie per salvare il pianeta – l’educazione femminile, l’emancipazione delle donne e l’uguaglianza di genere sono mezzi per sconfiggere l’indifferenza. Le opere sono espressioni tangibili di una precisa declinazione della società moderna: il cambiamento e la trasformazione del proprio vissuto vi trovano respiro.

L’artista:

Ulla Karttunen è un’artista d’avanguardia transdisciplinare finlandese che lavora su immagini digitali, installazioni e progetti socialmente critici o concettuali. Ha fatto mostra internazionali tra cui: a Londra, Los Angeles, Rio de Janeiro, Miami, Basilea, New York, Algeri, Parigi, Lubiana, Lipsia e Berlino diverse volte. Karttunen ha vinto una borsa di studio quinquennale nel campo dell’arte multidisciplinare, nominata finalista in diversi concorsi artistici internazionali, e la sua installazione Donna Criminale è stata la vincitrice del premio d’arte internazionale sui tabù contemporanei. Molti dei suoi materiali provengono dalla realtà più semplici: costruisce sculture effimere dalla carta igienica o fa ritratti di santi da scarti di media o li dipinge con smalto per unghie. La sua tecnica mescola diversi metodi manuali e digitali dal disegno, pittura, lacrimazione, collage in vari metodi digitali. Le opere digitali di Karttunen sono state caratterizzate come altamente qualificate, visionarie, paradossali, “orribilmente belle” o “catturate con colori, estasi, devozione e abbagliamento”.

Mostra: Ulla Karttunen “Donna Fatale: metamorphoses of modern”- Roma, 28 giugno – 11 luglio 2019

Sede: Museo Fondazione Venanzo Crocetti Via Cassia 492, Roma

Orario: Lun -Ven 11-13/ 15-19/ Sab 11-19

info: artecommunication3@gmail.com

www.fondazionecrocetti.it – info@fondazionecrocetti.it

Vernissage venerdì 28 giugno 2019 dalle ore 18 in poi, in mostra fino al 11 luglio 2019:

Durante opening Degustazioni del vino Casale del Giglio e Degustazioni Olio Frantoio Massimo Votino.

Inoltre si leggeranno alcuni emozionanti e coinvolgenti racconti tratti dal libro di Elena Rossi: Onde Il libro Onde, dedicato alle Donne di paesi diverse. Donne costrette a lasciare il proprio paese, gli affetti, affrontando drammatici viaggi, donne spesso ridotte a merci da trasporto. In tanto buio brillano piccole luci, le luci dell’accoglienza, Ed è l’ascolto che viene anche inconsciamente chiesto, se si riesce finalmente a parlare, sciogliendo l’infinito silenzio.

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