Estate romana e i suoi primi 40 anni

Tutto ebbe inizio il 25 agosto 1977 quando, nella basilica di Massenzio a Roma, venne proiettato gratuitamente il film “Senso” di Luchino Visconti. Quel giorno nasceva l’Estate Romana. L’evento quest’estate ha compiuto i 40 anni ma sembra che non si voglia ricordare come Roma iniziò a diventare un polo estivo per la cultura e il divertimento. Prima ad agosto a Roma potevi trovare solo strade deserte, negozi chiusi, caldo afoso qualche tossicodipendente e chi per motivi lavorativi o economici era costretto a rimanere in città. Oggi tutto è cambiato e quel mercoledì del 1977 in quel cinema all’aperto, l’arena alla basilica di Massenzio, e le successive edizioni dell’Estate Romana hanno cambiato del tutto il modo di vivere la cultura e la città durante l’estate.
La città allora sembrava un luogo ritrovato, finalmente non era così sconcertante rimanere a Roma, chi non andava al mare poteva confortarsi con una marea di iniziative gratuite con uno stile e un entusiasmo che oggi sembra essere andato perduto.
Il confronto con la realtà di queste ultimi tempi assieme agli eventi e le iniziative di oggi è abbastanza sconfortante.

Nel 1976 Giulio Carlo Argan diventa sindaco di Roma, è il primo sindaco non appartenente al partito democristiano della Roma Repubblicana.  Argan fu il secondo sindaco laico di Roma, il primo era stato Ernesto Nathan che fu eletto nel 1907. Quando venne eletto sindaco Argan aveva già 70 anni e fu considerato un grande intellettuale. In quegli anni la città era stata devastata dalla speculazione edilizia e ebbe l’idea di alzare il livello culturale della città. Argan, a differenza degl iintellettuali dell’epoca,  aveva un’idea della cultura non elitaria e per questo motivo all’interno della sua Giunta chiamò un 34enne precario assistente della Facoltà di Architettura, Renato Nicolini.

Il ricordo dei momenti e le emozioni quando era tutto gratuito o quasi e il Comune sponsorizzava serate di cinema e poesia e le prime volte in cui qualche studente iniziava a pensare che in fondo ad agosto era meglio rimanere in città a viversi tutte queste belle cose.

Renato Nicolini

Allora all’interno dell’amministrazione capitolina ci fu qualcuno che ebbe modo di esprimersi e di affrontare un cambiamento che permise di ideare quella che oggi tutti conoscono come “l’Estate Romana”.  Sono passati quarant’anni da quando Renato Nicolini, assessore alla cultura dell’allora sindaco Giulio Carlo Argan, assieme ad un gruppo di giovani appassionati di cultura cinematografica decise di proiettare il film “Senso” quel 25 agosto del 77 in cui un centinaio di spettatori, che pagarono solamente una tessera associativa del costo di 100 lire, furono i pionieri di questo iniziativa che travolse i cittadini e i turisti a Roma.

  Il 26 agosto di quell’anno furono poi proiettati i tre film della saga del “Il pianeta delle scimmie“, e fu un successo senza precedenti. Finalmente la cultura entrò nelle piazze e nelle strade di Roma, regalando ai romani la notte estiva dopo un periodo di vero è proprio coprifuoco dato che nel 1977 si viveva nel terrore dei cosiddetti “anni di piombo”. La gente inizia ad uscire e la seconda sera a Massenzio c’erano più di 4000 persone…. c’era il popolo e come ricordava lo stesso Nicolini, comparso nel 2012, “...mi sedetti tra una famiglia romana che si era portata da mangiare i rigatoni da una parte e alcuni ragazzi che tentavano di fumare uno spinello” .

Per certi versi la cultura non è differente dal cibo; più si assaggiano piatti con gusti sempre più raffinati e più si ha voglia di mangiare e di assaggiare, di uscire dal proprio seminato e confrontarsi con i sapori del mondo e così dopo una notte di cinema all’aperto si torna a casa frastornati dalle proiezioni e dal sonno, ma tutti i partecipanti si risvegliano con una fame sempre più forte e viva, non solo degli oramai mitici cornetti caldi del dopo mezzanotte ma anche e soprattutto di cultura.

Nicolini dopo aver assaggiato i primi successi appare insaziabile tanto che, nel corso degli anni a seguire, moltiplicò iniziative come ad esempio: Il Festival dei Poeti sulle dune di Castelporziano, la proiezione del “Napoleon” di A. Gance davanti l’Arco di Costantino, il Festival Panasiatico a Valle Giulia, il Parco Centrale contenitore delle città del teatro, della danza, del rock e della televisione ma soprattutto l’assessore e la sua squadra di collaboratori si sforzano di portere la cultura e l’arte direttamente sotto la finestra del cittadino e non viceversa.

Cinema sulle Dune a Castelporziano, a cura dell’Officina Film Club, 1984

Negli anni a seguire Renato Nicolini sarà accusato dalle opposizioni, ma anche da alcuni della sua area politica, di non essere un vero Assessore alla cultura e gli fu coniato il ruolo di “Assessore dell’Effimero”. Le critiche erano concentrate sul fatto di offrire forme di cultura costose per l’amministrazione, manifestazioni non permanenti e di facile e superficiale consumo e quindi sarebbe da aggiungere “non elitarie”. Fu Nicolini stesso che, in una tavola rotonda su “L’effimero e la cultura di massa” del 1982 , spiegò la valenza innovativa del suo pensiero: “«Il profilo all’apparenza leggero delle manifestazioni romane contiene in sé la ricerca di una dimensione politica alternativa in grado di conseguire non tanto la prefigurazione di un avvenire ipotetico possibile, la formulazione di modelli di società virtuosa, ma la capacità di scegliere quegli elementi che sono in grado di produrre movimento, di formulare nuove ipotesi, di rinnovare la cultura e la politica stessa»“.

Al di là delle polemiche e soffermandoci esclusivamente al libero ragionamento, senza snobismi e distinzioni, senza manipolazioni e sopratutto senza ricorrere alle solite operazioni di marketing ricordiamo ancora ciò che egli stesso ha dichiarato pochi anni prima di morire prematuramente: «Poi la logica stanca della politica tornò a prevalere, la macchina a subire impacci burocratici, tentativi di lottizzazione, i costi si impennarono… I partiti si sono accorti che iniziative come queste portano consensi e se ne sono appropriati»

La meraviglia delle migliaia di mongolfiere alzarsi, liberate in  Piazza del Popolo, colorate e allegre verso il cielo sopra una piazza colma e straripante di persone, quelle immagine degli anni ’70, gli anni di piombo del terrorismo, sono e rimarranno per sempre nei ricordi e nel cuore di quei 200 mila cittadini che assistettero e che oggi osservano il cielo di Roma sperando di veder di nuovo volare ancora la cultura e l’arte sopra questa meravigliosa città di Roma.

La Cultura stimola L’Economia
Alcuni definirono L’Estate Romana come un vero e proprio miracolo per Roma, altri ne sottovalutano invece i risultati.
La cultura si confermò essere un grande volano dell’economia della città, le entrate e il benessere non potevano che essere verificate quando le presenze turistiche nella capitale iniziarono a moltiplicarsi. prima dell’esistenza dell’Estate Romana, la città di Roma era un posto da evitare ad Agosto, il ricordo delle strade desolate e un clima da “mezzogiorno di fuoco” ce lo ricordiamo tutti.
Purtroppo , come spesso accade, i risultati eccellenti del passato non stimolano nuove idee e attualmente si sta vivendo una sorta di stasi culturale in città, dove le iniziative pubbliche culturali sono sovrastate da centinaia di bancarelle tutte uguali che vendono prodotti poco originali tra le luminarie delle notti d’ estate che Roma non vuole dimenticare.
Spesso si pensa che un lungotevere fatto di ristoranti uniti a bancarelle e nient’altro possa creare allegria e positività la dove non si stimola invece la libera iniziativa culturale, lontana dal profitto e dall’acquisto di beni… solo le menti più brillanti comprendono che la dove c’è una forte offerta culturale parte sempre un volano economico positivo, che cresce in modo organico e che rende il cittadino libero di scegliere e felice di non sentirsi un mero consumatore..

Renato Nicolini e Claudio Villa alla manifestazione anti fastfood Roma 20 aprile 1986


Renato Nicolini
, (Roma, 1º marzo 1942 – Roma, 4 agosto 2012) è stato un architetto, politico e drammaturgo italiano, conosciuto anche all’estero, soprattutto per le iniziative svolte quando divenne il creatore dell’Estate romana.  Come politico ha acquisito enorme notorietà in qualità di assessore alla Cultura del Comune di Roma nel periodo 1976–1985, nelle amministrazioni di sinistra di Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli ed Ugo Vetere. Si impegnò in una politica culturale detta dell'”effimero”, il cui prodotto più noto fu l'”Estate romana”, macchina politico-culturale che produsse polemiche, ma che definì anche nuovi orizzonti relativamente alle potenzialità delle città. (fonte Wikipedia)

Renato Nicolini, Antonello Trombadori, Federico Fellini

About Igor Wolfango Schiaroli

Igor W. Schiarioli si occupa di editoria, scienze e tecnologie. Esperto di "new media" è specialista e appassionato di economia, tecnologie, internet, editoria e nuovi media.

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