Il Pasolini di Carlo Mario Causati

Alla chiusura del RAW settimana dell’Arte Contemporanea a Roma, l’Artista Carlo Maria Causati presenta all’Ex dogana il lavoro dal titolo SET PASOLINI dove espone n.13 grandi foto, scelte tra i 100 ritratti realizzati, in stile di performance, a Piazza Mattei.

L’artista ci spiega il suo concept: “Ernest Pignon con il suo lavoro ha regalato alla città il frame finale dell’esistenza dell’artista, poeta, scrittore, regista, attore, drammaturgo, saggista: Pier Paolo Pasolini, congelata lungo il suo ultimo cammino. In questo andare il poeta interroga e richiama il passante attento, lo invita, lo provoca a relazionarsi con lui. Non passa inosservato.”

La reazione al suo essere lì è spesso violenta. Provoca lacerazioni e, ugualmente, viene lacerato, strappato. C’è chi lo vorrebbe quasi eliminare. Ma nel varco di queste lacerazioni vengono accolti coloro che con lui si relazionano, dialogano. È in quel momento che un soggetto altro, spettatore discreto ma da sempre avido d’umanità, si ferma a osservare e attendere l’avvenire di questi incontri inizialmente casuali. Da questa visione nasce l’idea di causarne altri in cui i soggetti invitati, e provocati, diventano parte attiva di una performance improvvisata che trasforma per un attimo un angolo della città in palcoscenico vivente. L’arte deve smuovere anche dall’interno.

Oltre le 13 gigantografie in pvc (133×200), verrà esposta la riproduzione a misura del manifesto strappato della Pietà di Pasolini utilizzato da Causati, allo scopo di aprire una porta di partecipazione attiva ai visitatori della mostra stimolandoli a fare ciò che ha realizzato l’artista, rendendoli così ancor più partecipi tutti all’evento. Un artista profondo che per certi aspetti, come altri del resto, riflette sui mali della società e le ansie del suo futuro sviluppo e ci porta a Pensare

Incontriamo Carlo Maria nel suo studio per una breve intervista…

  1. Carlo Maria sono anni che ti conosco, e vorrei che il pubblico ti possa scoprire a fondo, parlaci di te, di come tutto è cominciato?

Tutto è iniziato dopo un lungo viaggio negli USA alla fine degli 70 che mi portò da New York a San Francisco e via via a Città del Messico durante il quale ebbi l’occasione di fare incontri molto interessanti nel campo fotografico e non solo.

Iniziai a sperimentare percorsi che poi ritorneranno e guideranno la mia creatività.

  1. Come sviluppi un progetto? Da quali ispirazioni attingi?

Le fonti d’ispirazione sono molteplici e spesso diverse. Se guardiamo i mie lavori fino a ora realizzati, esposti e non, ci accorgiamo che oltre alle tematiche ad essere diverse lo sono anche gli elementi che fotografo a non essere totalmente simili. A me non interessa il soggetto in quanto tale, non mi guida la sua bellezza estetica, anche se ne riconosco l’importanza, ciò che scelgo come icona rappresentativa di una mia immagine deve essere quella che possiede in se la capacità di trasmettere un mio pensiero concettuale.

3) Una partecipazione attiva a questo progetto d’istallazione cosa ti ha portato Pasolini?

Quando ho visto l’opera di Ernest Pignon Ernest comparire magicamente in vari punti di Roma è stato molto emozionante; ho iniziato a girare per la città in una sorta di personale caccia al tesoro. Conoscevo già le opere di Ernest, il suo modo di realizzarle e come le offre alle città, ai cittadini: in punta di piedi, spesso di notte. Al mattino sono lì apparentemente silenziose ma cariche di una forza incontenibile.

Ernest ha vissuto a lungo a Napoli a cui ha regalato opere fantastiche, che ancora oggi esistono dopo anni, esistono perché forti e coinvolgenti. E i napoletani le hanno protette, salvaguardate.

Con la Pietà di Pasolini le cose sono andate ben diversamente, in breve tempo sono state strappate, distrutte, tutte.

Pasolini era un uomo scomodo a molti… andava cancellato. E così è stato.

Ma una piccola magia ha salvaguardato l’opera che stava a piazza Mattei a Roma: è stata si violata ma gli strappi che sono stati fatti in realtà hanno trasformato quest’immagine in un’icona ancor più potente.

E’ stato nell’osservare come veniva guardata, vissuta questa immagine che ho iniziato a appostarmi nei suoi pressi e cogliere le reazioni dei passanti.

Il passo successivo è stato quello di realizzare delle performance fotografiche con soggetti da me invitati a porsi in relazione con Pasolini in modo totalmente libero e senza alcuna mia indicazione.

Le riprese sono durate circa un anno e il lavoro è stato presentato alla Mondrian Suite nei giorni conclusivi il 40° anniversario della morte del Poeta.

4)Lo spazio e l’opera che rapporto e come si esprimono in questo contesto?

La mia idea originaria, che comunque è sempre pronta per essere realizzata, era quella di stampare su carta per manifesto i ritratti realizzati e attaccarli in giro per la città nella linea Pignon. Purtroppo i test fatti non erano cromaticamente accettabili, così ho provato il pvc e i risultati sono stati sorprendenti. A questo punto però il pvc mi creava un altro problema: non potevo incollarli così come avrei fatto con i manifesti cartacei sulle pareti della città. Sono andato quindi alla ricerca di uno spazio che potesse essere allestito con le foto in modo da ricordare la città, nello specifico piazza Mattei. Se cliccate questo link http://www.studioargento.com/arte/causati/tour.html vedrete come fu allestita la mostra: vi sembrerà di essere per strada.

5)I tuo lavori rispecchiano in pieno la nostra società?

Certo ma rispecchiano anche gli stati d’animo, i pensieri, i sogni, i labirinti dell’animo.

6) Questo progetto “Set Pasolini” cosa ti lascia dentro? E cosa vorresti lasciare addosso al tuo pubblico?

Mi conferma che ogni immagine la puoi vivere in modo sempre diverso, in un modo che è strettamente legato al tuo stato d’animo nell’attimo che la intercetti. La libertà di essere se stessi e la possibilità di poterlo esssere.

7) Qual è il tuo artista prediletto?

Duchamp

8) Tre aggettivi che ti definiscono?

Perfezionista, guizzante e sognatore

9) Cosa vorresti tenere e cambiare nel mondo dell’arte e perché?

Vorrei che l’arte fosse veramente libera e fatta da soggetti veramente liberi da ogni condizionamento

10) Progetti futuri e cosa vorresti realizzare?

Di progetti ne ho svariati, già pronti nel cassetto. La maggior parte dei miei lavori sono installazioni che si relazionano con il pubblico. L’Umanità è il filo conduttore di ciò che faccio e per poter trasmettere appieno i miei messaggi ho bisogno di spazi adeguati.

Carlo Maria Causati: Artista fotografo, ha esposto in Italia, Inghilterra, Francia, Russia, Spagna, Olanda, Australia. Ha vinto diversi premi come nel 1994 – Premio speciale AMI (Association for Multimedia International – Florida – USA), Rieti,per la multivisione “A spasso nel parco di Cosimo”; 1986 – 1° Premio del concorso fotografico “Gli stranieri a Roma” – Associazione Fotografica Romana. I suoi lavori sono inseriti nelle collezioni permanenti della Biblioteca Nazionale di Parigi, nella Galleria Nazionale D’Arte Moderna di Roma, della Biblioteca Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma, al MAAM e in diverse collezioni private. Presso la Biblioteca della GNAM è aperta la sua scheda biobibliografica. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – ICCD 2005 – ha scelto “Parole” quale opera di riferimento in “Scheda OAC – Opera Arte Contemporanea”. E’ presente sul sito d’Arte Contemporanea Italiana www.contemporaneamente.it

Dal 14 al 29 ottobre 2017: Set Pasolini di Carlo Maria Causati in mostra

Ex Dogana
Via dello scalo di San Lorenzo 10, Roma.
Tel: +39 320 221 4510

Orari: tutti i giorni dalle alle 19 alle 23.30 – ingresso gratuito

info: @causatiphotographer

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.