Ilaria Sergi. L’Arte, la Donna, le Galleriste Romane

Arte è ciò che il mondo diventerà, non ciò che il mondo è “

Oggi la situazione dell’arte è molto viva, i giovani artisti cercano di differenziarsi prendendo dal trascorso aperti a tutte le espressioni d’Arte e ispirati naturalmente ai grandi maestri del passato. Come il ritorno alla pittura. Anche nelle Gallerie come dicevamo, gestite da donne speciali pieni di intraprendenza. L’Arte grazie alle gallerie che si fanno in quattro, viene promossa, conosciuta, apprezzata, evidenziata e sostenuta. L’arte e la cultura in genere sono importanti per il mondo di oggi, dalle mille espressioni, fonti di arricchimento per la nostra anima e per farci sollevare da terra quel poco per renderci più leggeri in questa vita avvolte cosi dura. Chi vive l’Arte è migliore.

Parliamone con la terza gallerista intervistata a confronto.

Intervista a Ilaria Sergi della galleria Loft Gallery Spazio Mater – Gallerista di Roma

  1. Come nasce il tuo amore per l’Arte? E quali tappe stai raggiungendo oggi?

Come l’Amore l’Arte nella mia vita nasce così, improvvisamente; e non come piacere, ma passione. L’arte è un impulso irrefrenabile che riflette l’interiorità spirituale di un essere umano travolto dal bisogno di mettere a nudo il proprio animo. Sopraffatta da un’inspiegabile furia di sensazioni che non riuscivo ad ingabbiare, fin da piccola ho iniziato ad amarLa cercando di comprenderla nel suo continuo mutare. Ho iniziato il mio percorso come curatrice molto giovane, nel 2003, avevo 23 anni ed ero ancora una studentessa universitaria. Affiancavo lo studio all’ organizzazione di mostre istituzionali di rilievo nazionale, con la fortuna di poter attingere a quel patrimonio di cultura e umanità che è Claudio Strinati. Nel 2015 dopo essere diventata mamma e con all’attivo oltre dieci anni di impegno nel settore, ho deciso di rischiare e trasformare il mio amore per l’Arte e per Roma in una nuova proposta espositiva. Ho scelto con cura il quartiere adatto alla nuova galleria, quasi una ulteriore scommessa con la città, in uno dei luoghi più suggestivi della Capitale a pochi passi dal Colosseo, nello storico rione Monti. E’ nato così Spazio MatEr, un loft totalmente dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, in una formula inedita di “Art House” – in pieno stile newyorkese – con angolo bistrot, intimo e multisensoriale, un salotto culturale proteso ad un ruolo internazionale. Obiettivo fondamentale della Loft Gallery è l’apertura più ampia possibile al contemporaneo, declinato in ogni sua formula: pittura, scultura, design, fotografia, arte digitale. Ad oggi la galleria ha che raggiunto tappe importanti, dal 2016 segue la direzione artistica del Concorso Artistico Letterario Il Volo di Pegaso Raccontare le Malattie Rare, giunto quest’anno alla sua IX Edizione e che proprio in questa settimana ha visto premiare da una giuria composta da Vittorio Sgarbi, Santino Carta, Exibart, Gian Paolo Serino ed altri importanti nomi i vincitori di questa ultima edizione. Nel 2016 inoltre la galleria ha partecipato alla prima settimana dell’Arte Contemporanea di Roma presentando una proposta espositiva “CrossOver” articolata in 5 One Day Expotition che hanno raccontato l’Arte di talentuosi artisti curati dalla Loft Gallery Spazio MatEr.

  1. Mi puoi descrivere la tua filosofia in 3 espressioni?

Responsabilità, Innovazione, Identità

  1. Che rapporto hai con gli artisti e come si esplora l’arte di oggi?

Il rapporto con gli artisti è di stima reciproca, se non si instaura un rapporto di fiducia e condivisione diventa difficile riuscire a rappresentare il loro mondo, raccontarlo all’interno delle loro personali o presentarlo ai collezionisti. Deve esserci prima di tutto un mio totale coinvolgimento e la voglia di crescere insieme, di sperimentare, di veder nascere da ciascuno nuove idee e nuovi cicli. La galleria deve essere intesa come un laboratorio di idee capace di dare sicurezze all’artista ma anche nuovi stimoli di confronto con il resto del mondo. E’ per questo che la nostra ricerca non si limita ai confini nazionali ma è attenta alle evoluzioni anche europee, cinesi, e americane.

  1. Guardare un opera d’arte è come guardare l’anima dell’artista. Se i loro quadri potessero parlare che ci direbbero oggigiorno?

“La bellezza salverà il mondo” è la frase di benvenuto del nostro sito istituzionale. Sono convinta che l’arte abbia il grande compito non solo di educare alla bellezza ma di educare alla verità, sperimentare quella capacità di analisi e percezione dei particolari, quella capacità di riconoscimento dei codici, e di identificazione con il tempo che si vive. La fluidità del tempo è oggi quella più raccontata dagli artisti, questa difficoltà di fermare il pensiero, la velocità di un mondo in continua evoluzione, una velocità che spaventa ma che allo stesso tempo stimola. Io credo che siamo davanti ad una nuova generazione di grandi artisti composta dalla classe under 55 su cui si fonda anche la selezione di Spazio MatEr. Nuove proposte da loro arrivano, figlie di sperimentazioni ed esperienze, come la nuova corrente proposta dalla palermitana Ida Saitta a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, superamento dell’Informale che lei stessa ha chiamato “Magnetismo Lineare” e di cui il Manifesto ne diventa un regolamento di stile e tecnica. O come il trentino Luca Coser che attraverso la sua pittura ci conduce in una dimensione in cui la narrativa e la pittura, il cinema e il disegno divengono tutt’uno attraverso uno stile inconfondibile. O la fotografia di Alfredo Dante Vallesi capace di raccontare l’identità e l’appartenenza attraverso il suo sguardo sempre attento alle evoluzioni, o lo stile inconfondibile di Gianfranco Basso con le sue tele ricamate.

  1. Quanto è importante lo spazio espositivo per rapporto all’opera e come lo influenza?

Lo spazio espositivo è la casa dell’opera d’arte. Lo Spazio deve essere in grado di comunicare la potenza artistica dell’opera, il risultato finale deve essere armonioso, positivo, ideale, opera e spazio devono saper dialogare senza blocchi.

  1. Cosa determina il valore di un opera d’arte contemporanea?

L a sua capacità di rendersi unica, di saper raccontare attraverso la ricerca il tempo in cui vive

Esiste il concetto avanti -indietro nell’arte contemporanea, che ne pensi?

Esiste. senza di esso non ci sarebbe il presente, non ci sarebbero possibilità di evoluzione, ogni fine diventa in arte una nuova partenza ed il tempo ne scandisce i ritmi. Anche per le gallerie d’arte questo concetto di tempo è molto importante, siamo nel cuore di una evoluzione di questo settore, servono nuove capacità, il mercante non basta più e questa figura non soddisfa più l’artista. Servono capacità organizzative, di comunicazione, di seria conoscenza dell’arte e della psicologia. Se si riesce a contenere tutto questo sono convinta che l’obiettivo successo non può non essere centrato.

  1. Cosa vorresti trasmettere al nuovo pubblico? e che tema prediligi?

Vorrei trasmettere la passione. La gente sta perdendo la capacità di appassionarsi, e questo per me è fondamentale per rimanere vivi e dialoganti con il mondo. Ma vorrei trasmettere anche la serietà con cui conduco il mio lavoro, la scelta degli artisti, il loro percorso artistico. Circondarsi di bellezza aiuta l’uomo a vivere meglio. I temi della vita in chiave positiva sono quelli predominanti, anche se molte ricerche presenti in galleria sono figlie di percorsi di memoria storica.

  1. Parliamo del mercato dell’Arte contemporanea, come si possono indirizzare oggi i nuovi collezionisti?

Cara Sveva io credo prima di tutto che in un’epoca proiettata verso la spasmodica ricerca del nuovo, in cui ciò che oggi è “in” è destinato a essere “out” il giorno successivo, e la transitorietà è il leitmotif delle nostre vite, ci sia la necessità di domandarsi in un tempo che cambia come stanno cambiando anche i collezionisti. Una collezione d’arte dovrebbe essere la manifestazione visiva di una disposizione interiore, un magnete in grado di attivare una serie di suggestioni, rimandi visivi, sociali, personali, su scala micro e macro. Per questo la costruzione di una collezione è un atto di dedizione e impegno, è l’espressione di un insaziabile desiderio di coltivazione della propria percezione visiva e cognizione mentale. Chi si affida ai nostri consigli è indirizzato da noi sempre da tre criteri: “ è un lavoro visivamente e concettualmente forte? – Per me un lavoro forte è molto più importante di un nome famoso. Il secondo criterio riguarda l’artista, il suo background personale ed ethos lavorativo. Il terzo criterio riguarda l’interazione che può nascere tra un nuovo lavoro e quelli già presenti in una collezione. Ma sono anche convinta che i collezionisti non dovrebbero essere posti al centro della scena, l’arte dovrebbe essere il fulcro di una collezione e gli artisti dovrebbero avere il massimo risalto. Il nostro ruolo, il nostro potere consiste nel fare in modo che questo accada. Come dice Hans Ulrich Obrist la nostra è un’“invisibilità  fondamentale”.

  1. Per terminare, L’arte è bellezza ed è eterna, cosa vorresti lasciare al nostro futuro….

Noi abbiamo la fortuna di vivere in uno dei luoghi più belli del nostro pianeta, ogni angolo della nostra nazione è ricco di storia, di archeologia, di arte. Questo se da un lato ci stimola fin da bambini alla bellezza, dall’altro ci allontana dalle nuove forme di arte contemporanea. Questo credo sia uno dei motivi, oltre la crisi, per cui in tutta Europa il mercato sia più vivace e florido rispetto al nostro. La bellezza, se da una parte ci valorizza, dall’altra ci limita.

Il lavoro che stiamo svolgendo in questi anni come promotori dell’arte contemporanea è simile ad un bonsai che ha bisogno di tempo ed energie per crescere, ma una volta assunta la propria conformazione può resistere alla prova del tempo e alle intemperie.  

Vorrei lasciare questo, la certezza di un Paese che crede nella sua Arte come massima espressione di civilità e identità e far comprendere che l’Arte è un settore di grande crescita economica se inserito in un percorso chiaro, certo e legiferato.

Loft Gallery – Spazio MatEr MOVIE, ART, TECHNOLOGIES & RESEARCH

MatEr è passione per la cultura, il cinema, l’arte, la divulgazione scientifica e tecnologica. E’ dialogo in continua ricerca della bellezza. L’ Associazione MatEr si adopera per promuovere la cultura, l’arte, la divulgazione scientifica e tecnologica e per un modello culturale che riproponga il dialogo ed il contatto con la bellezza e la storia dei Territori. Inoltre si adopera per la promozione in Europa della Cultura e della Ricerca Scientifica, Storica, Artistica e delle Identità delle Sue Nazioni. Abbracciando il principio del co-sviluppo, strumento della cooperazione internazionale, MatEr si propone come ponte culturale che fa emergere e diffondere le potenzialità derivanti dall’aggregazione di soggetti diversi nella ricerca di soluzioni comuni, con la volontà di sviluppare e creare un sistema moderno ed innovativo basato su una reale economia della conoscenza ed in grado di rispondere alle sfide poste dalla globalizzazione anche in chiave di sviluppo economico.

Loft Gallery – Spazio MatEr 
Via Ludovico Muratori, 11 Roma
Email: info@mat-er.com – Phone: +39 0471 273299 -Fax: +39 0471 272852

Sveva Manfredi Zavaglia

About Sveva Manfredi Zavaglia

E’ curatrice indipendente, art Advisor e consulente di marketing management culturale internazionale. Da oltre 20 anni e progettista culturale di eventi legati all'arte contemporanea con una particolare attenzione a spazi inconsueti, e alle interazioni con altre arti.

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