UN “MACRO” CUORE A REBIBBIA

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Cosa ci fa un CUORE nel carcere di Rebibbia?
Si prepara l’avvento e il periodo natalizio regala anche ai carcerati una serie di iniziative culturali volte al recupero di valori sociali e legata al mondo delle donne.

Così l’artista Alan Bianchi propone di portare in viaggio il suo CUORE dal Macro di Testaccio al carcere di Rebibbia, per raccontare la connessione tra il fuori e il dentro, tra il mondo esterno e il carcere.

L’artista aka BeeAnkee è all’opera per realizzare la sua installazione durante la mostra di Reaction Roma, dall’11 novembre fino al 3 dicembre al Macro Testaccio Factory: una video installazione social che racconta Roma attraverso gli occhi di chi la vive e la attraversa.

cuore_macro_rc progetto-cuore-macro_rcIl Cuore, vero e proprio muscolo cardiaco, alto circa tre metri e largo quasi due, verrà realizzato dall’artista con materiali poveri di risulta, tra cui stracci portati dagli avventori della mostra. 

L’opera sarà poi spostata al carcere femminile di Rebibbia: da anni, grazie alla collaborazione di Mario Pontillo (responsabile dello sportello Rebibbia dell’Associazione Il Viandante), la speaker di Radio Rock organizza delle giornate dedicate alle Donne recluse. Qui verranno poi applicate sull’opera frasi e testimonianze delle detenute del carcere capitolino. Durante la lavorazione del “Cuore” al Macro, B. Cianchini raccoglierà pensieri “sul cuore” degli avventori.

La giornata del 6 dicembre 2016 sarà speciale: vedrà sul palco di Rebibbia due temi specifici di Radio Rock, la musica e l’arte contemporanea.
Oltre ad un live musicale di artisti selezionati dalla stessa emittente ci sarà l’importante donazione alle donne recluse dell’opera “Cuore”. Ed infine si terrà anche un reading dei pensieri delle detenute di tutta Italia e di un giovane ergastolano ostativo che si è nel frattempo laureato e ha iniziato un nuovo percorso di vita. I pensieri verranno letti dall’attrice dello staff di Radio Rock Betta Cianchini, dalla giornalista Elisabetta Galgani, presidente dell’associazione Marmorata169 e da anni impegnata sui temi sociali, da Franca Garreffa Docente di sociologia della devianza Università della Calabria e da una staffetta di artiste romane.

Lo stesso Cuore sarà quello che potranno vedere le detenute e i loro famigliari duranti i colloqui. Con l’augurio di non rivedere mai più quel “cuore ingabbiato” ma di coltivare con loro nuovi percorsi.

L’opera: “Sei il mio nemico… e io ti faccio “cuori”…

Note dell’artista: Perché faccio cuori.

Perché da sempre l’uomo ha parlato di cuori che si donano ma solo verso un amato, un corrisposto.

Destinando ai nemici odio e guerra, proprio nel tentativo a volte reale a volte pretestuoso di fermare odio e guerra.

Ma se a chi ha fame diamo cibo, a chi non sa diamo conoscenza, perché a chi riteniamo un nemico non diamo il cuore?

Le cose si danno a chi ne ha bisogno. Il male ha bisogno di cuore. Non di bombe. Sei il “mio nemico”… e io ti faccio “cuori”…

Come: Costruisco un cuore, un muscolo cardiaco. Lo costruisco con pezzi di riciclo, con un’anima di filo di ferro, rete se serve, poi lo rivesto di stracci, di vestiti usati: pezzi di vita che qualcuno ha dismesso. Gli stracci diventano rossi, perché rosso è il liquido che ci tiene in vita. Pezzi dismessi che tornano a vivere. BeeAnkee

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