Roma Startup Week 2018

Dal 6 al 14 aprile 2018 si è tenuta a Roma la Rome Startup Week, in collaborazione con la Regione Lazio, il comune di Roma e grazie alla partnership di tredici importanti sponsor. La Rome Startup Week è stata un’intera settimana dedicata al campo delle startup e dell’innovazione.

Competitività, Innovazione e internazionalizzazione gli aspetti principali di questo festival del venture business.

Al centro dell’attenzione il corretto modello economico e il potenziale di crescita di quelle imprese che aspirano di divenire future multinazionali.

Rispetto alla prima edizione questa seconda edizione della Week ha richiamato più persone, più attenzione dei media, più panel, più ospiti stranieri ed è stata visitata da oltre 7000 persone.

La scelta della città di Roma è stata certamente una scelta oltre che logisticamente valida anche significativa da un punto di vista simbolico.

Infatti Roma in quanto sede di ben 22 università tra atenei pubblici e privati è il maggior polo universitario europeo ed è un luogo estremamente significativo da cui lanciare un invito concreto a consolidare la sinergia fra istituzioni e mondo accademico.

Senza contare “l’incredibile potenziale economico ancora inespresso” della capitale, come ha fatto notare il Presidente di Roma Startup Gianmarco Carnovale, in tal senso quello delle startup innovative è un campo di lavoro strategico per il futuro di questa città e di questa regione ma proprio per questo c’è bisogno di una vera e propria politica industriale

L’anima della startup week è stata la promozione di una nuova cultura del rischio imprenditoriale perciò da un lato mostrare e far comprendere meglio cosa si nasconde dietro questo nuovo modello industriale d’innovazione e dall’altro anche un invito a essere protagonisti di un nuovo processo di valorizzazione delle grandi risorse già presenti sul territorio italiano.

Sono intervenuti politici, investitori, imprenditori, neolaureati, manager e ricercatori, professionisti e risparmiatori.

Gli incontri hanno trattato temi caldi come le Criptovalute, la Cybersecurity e il Blockchain, ma anche il Futuro del Cibo, l’ Innovazione Sociale e la Mobilità Sostenibile.

Uno degli obiettivi della settimana è stato di canalizzare le risorse e concretizzarle a beneficio degli investitori che possono certamente trovare opportunità di investimento nelle nuove imprese , ma anche proprio promuovere le startup che possono creare posti di lavoro di qualità per i giovani oltre a poter diventare le nostre future multinazionali.

L’Italia ha avuto nei confronti delle startup un atteggiamento superficiale, se n’è occupata presa da un’iniziale euforia ma poi le ha archiviate senza occuparsene davvero, senza applicarne realmente le regole e metodologie internazionali.

Non ci si è interrogati su quali fossero i diversi attori che avrebbero potuto supportarle e si è completamente persa la percezione di quanto invece le startup potrebbero essere rilevanti per il futuro dell’economia italiana.

Si è arrivati a situazioni tragicomiche in cui Comuni hanno indetto dei bandi per finanziare delle statup per la soluzione di problemi pratici che avevano, immondizia, manutenzione del manto stradale, rispetto delle aree di parcheggio e transito, ad erogare i finanziamenti alle startup che avevano effettivamente trovato delle soluzioni innovative, funzionali ed anche economicamente convenienti, per poi non poter affidare loro il bando per la messa in pratica della soluzione trovata perché è attualmente impossibile iscrivere una startup nell’albo dei fornitori (tre anni di bilanci depositati, richiesta di fatturato minimo e talvolta garanzie bancarie e così via)!

Come ha detto Gianmarco Carnovale, curatore della manifestazione “Il futuro dell’economia di questo paese non può prescindere dal creare un modello di sostegno ai nuovi imprenditori.”

In questo senso la Rome Startup Week è stata un momento di condivisione tra il mondo politico, industriale, finanziario e il mondo della formazione e, a questo proposito, uno degli eventi più significativi è stata la presentazione dello Startup Act, un manifesto di linee di azione e proposte legislative, in dieci capitoli, per una nuova politica per l’intera filiera delle startup firmato da più di 500 innovatori italiani per dare slancio all’industria dell’innovazione.

Anche il lancio dell’Open Innovation Club ha costituito un momento molto significativo.

Si tratta infatti di un nuovo format di Roma Startup per formare ad una cultura aziendale sempre più aperta ad innovare aprendosi verso l’esterno.

Infine di giovedì 12 aprile, nell’incontro “Building Startup Ecosistem” amministratori pubblici di alcuni dei maggiori ecosistemi europei si sono messi a confronto con imprenditori e innovatori.

Tutto questo per disegnare e costruire un ecosistema startup basato su un sistema culturale di stampo anglosassone che mette al centro valori quali la condivisione, la trasparenza, la responsabilità sociale, il merito e soprattutto un concetto di restituzione, cioè il principio di “give back” che suona così folle per la mentalità di un paese come l’Italia.

Sempre durante la manifestazione sono state premiate tre startup italiane, Sara (prima classificata), ReCO2 (seconda classificata) e Deliverart (terza classificata) selezionate tra 360 richieste di partecipazione arrivate.

Oltre alle startup premiate dalla Gladiator Challenge sono stati assegnati anche

due premi speciali: da Intesa Sanpaolo e Tim WCAP.

Per il Premio Tim WCAP, il vincitore è la startup STIP che parteciperà al programma di accelerazione di Tim . Intesa Sanpaolo ha invece premiato la startup Dessy.

Una settimana molto interessante estremamente densa di contenuti ospitata nel palazzo “La Casa della Gioventù Italiana del Littorio di Trastevere”, ora rinominato WeGil (WE, noi contrapposto a GIL, appunto Gioventù Italiana Littorio) a Trastevere, recentemente ristrutturato.

Curiosamente a tema, se pur pensati e scritti in pieno stile fascista e con ben altri ideali in mente, il motto all’esterno del palazzo, sulla facciata “Necessario vincere più necessario combattere”, che sta a rappresentare la grinta necessaria a chi avvia una startup e la l’impegno che va profuso nel raggiungimento dell’obiettivo, e il motto all’interno, ancora più a tema: “Noi siamo gli anticipatori di un avvenire” che non necessita nessun commento.

L’organizzazione della Rome Startup Week è stata decisamente sopra la media e tutto è filato liscio nonostante l’intrigo di panel e conferenze che si sono tenuti nelle diverse aree del palazzo, arrivando fino a tre eventi contemporanei. Anche la logistica del ristoro è stata all’altezza dell’evento con qualcosa da mettere sotto i denti sempre, anche per i ritardatari, ma sopratutto creando un’area informale dove visitatori (leggi manager, venture capitalist e imprenditori) potevano sempre intrecciare relazioni. In questi eventi alla fine uno degli aspetti più importanti è “fare networking” e direi che con la scelta del WEGIL e l’organizzazione degli eventi e degli spazi questo obiettivo sia stato centrato in pieno.

Tra ho già sottolineato i tantissimi ospiti e relatori di rilievo che questo anno hanno partecipato, ma devo confessare che le parti che mi hanno interessato sono stati gli eventi in cui le startup hanno “combattuto” sul palco illustrando il loro “pitch deck”.

L’importanza di una serie sintetica ma completa di illustrazioni che mostrano tutto il necessario ad un investitore a decidere se investire nella startup o meno è in cuore del problema. Non basta avere una buona idea per ottenere i finanziamenti necessari a realizzarla, ma questa idea va presentata al meglio ed in breve tempo perché che ne sono altre decine in lista per avere questa occasione e gli investitori non hanno tempo da perdere. Anni di ricerca e sviluppo si giocano in 10 slide e 5 minuti su un palco.

Quindi un grande successo per la Startup Week, che ha offerto cultura, networking e un po di thrilling. Location e organizzazione promosse a pieni voti e aspettiamo la terza edizione per il 2019!

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