TOP GUN: MAVERICK | Recensione

Quando entri in sala per vedere  il sequel  di un film che hai visto a 16 anni, ti porti qualche dubbio, se poi quel film è Top Gun, che ha spinto un’intera generazione ad amare i piloti di caccia (chissà quanti si sono iscritti all’accademia) a portare i Rayban a goccia, a giocare a beach volley, correre in moto e dare un bacio sulle note di “take my breath away” i dubbi lasciano il posto al terrore (dopo tutto  per il Ghostbuster con le ragazze abbiamo ancora gli incubi).
Il regista Joseph Kosinski (che deve confrontarsi con un mostro sacro come Tony Scott) su sceneggiatura di Ehren Kruger, Eric Warren Singer e Christopher McQuarrie, lo sanno e ti accolgono con una prima scena che ti fa sentire a casa (anche perchè trovi la stessa musica del primo), poi ecco partire azione a raffica, con l’ottimo montaggio di Eddie Hamilton (Mission impossible-fallout e Kingsman: Secret Service), aiutato da tecnologie impensabili negli anni 80, che ti portano  dritto dentro l’abitacolo (a proposito consigliamo di scegliere un cinema con impianto audio all’altezza che vi faccia tremare la poltrona), ma anche scene comiche (spesso con chiari  riferimenti al primo film) e ovviamente scene romantiche.
Ogni personaggio è il chiaro riferimento ad un suo omologo del primo, Rear (Ed Harris) in vece di Stinger; Cyclone (Jon Hamm) è una specie di Jester, Rooster si specchia naturalmente nel padre, Goose; Hangman (Glen Powell) rappresenta la sintesi ideale tra i giovani Maverickr e Iceman ( a proposito troverete anche lui), mentre Penny (jennifer Connelly, una delle ultime sopravvissute degli anni 80) è la Charlie designata, ed in ogni scena può celare un riferimento al primo film (consiglio una visione per rinfrescare la memoria, prima di entrare in sala)
In tutto questo sullo schermo padroneggia Mav (Tom Cruise), che si prende tutto il film , perchè questo è il suo film e nessun altro lo avrebbe potuto interpretare.

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