ZoA un giovane artista a roma

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ZoA, pseudonimo del giovane artista Andrea Di Vincenzo, Vive a Roma ma nasce a Rieti nel 1989. Trascorre la sua infanzia a Cantalice, nel Lazio in provincia di Rieti, influenzato dall’amore che suo padre nutre per la pittura, amore che fa della loro casa una pinacoteca, un omaggio instancabile alle bellezze della loro terra e alla grande Tamara de Lempicka.

Sin da bambino partecipa spesso alle estemporanee del padre, ma intuisce che il realismo che lo caratterizza non gli appartiene: ZoA non vuole riprodurre, vuole immaginare, interpretare, capire e capirsi tramite il libero sfogo della sua mente e dei suoi alterni sentimenti.

Lontano da ogni dettame accademico, ZoA si racconta sulle tele attraverso uno stile informale e, ispirandosi ai grandi maestri del colore, instaura un rapporto intimo e viscerale con la tela fatto di pulsioni ancestrali che si mostrano come esplosioni di colorazioni, sfoghi del momento. Traccia sulla tela segni che sono un pullulare di luci e colori, ma a questi sa contrapporre anche ombre e tonalità così cupe che spesso inquietano il pubblico.

Tuttavia, la sua formazione sociologica e la spiccata capacità di analisi, che l’artista sviluppa durante il corso dei suoi studi, lo portano ad una inevitabile maturazione artistica. Così la curiosità infantile, l’impeto e la confusione creatrice che caratterizzano il suo primo periodo lasciano progressivamente spazio alla denuncia sociale: una denuncia che l’artista propone al suo pubblico in modo intelligente e mai scontato.

Le sue tele, non sempre di facile lettura, catturano lo spettatore suscitando in esso una profonda riflessione su tematiche apparentemente comuni, ma presentate con tale innovazione e sapiente ironia che lo sguardo rimane come imprigionato nei suoi lavori.

La duttilità dell’artista stupisce, e la sperimentazione di nuove forme artistiche è in continua evoluzione come possiamo notare soffermandoci ad analizzare le opere del suo ultimo periodo, dove l’artista, pur continuando la sua opera di denuncia sociale, la presenta al pubblico tramite nuovi supporti e una tecnica del tutto diversa, prediligendo la produzione di tavole in legno lavorate con pirografo. Ed è proprio la scrittura del fuoco che forse ci permette di apprezzare al meglio i virtuosismi di cui è capace questo giovane artista, la sua fervida immaginazione, la dovizia dei particolari e la sua infinita devozione ad ogni forma d’arte.

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